WWE 2K19, la Recensione – NO SPOILER

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Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Il mondo del Wrestling è sempre stato un argomento particolare da trattare, principalmente per la sua natura quasi fantasiosa. Questo sport nacque come ramificazione della lotta greco-romana, uno sport che si basava su mosse e prese ben precise tra due avversari. Ma cosa succede quando a uno stile di lotta cosi statico e sulla carta monotono vengono aggiunte delle mosse acrobatiche dall’alto tasso di pericolosità e dei personaggi che sembrano usciti da un fumetto? Principalmente nasce la WWE (anche se le radici di questo Sport Entertainment sono ancora più vecchie), una compagnia americana che decise di dare vita ad un vero e proprio spettacolo.

Anche se in passato a questo sport non veniva data la giusta valenza per colpa della disinformazione, esso, con gli anni a è riuscito a guadagnarsi il rispetto che merita. La WWE è riuscita a diventare un fenomeno mondiale proponendo tutt’oggi agli spettatori di tutto il mondo i suoi show. Chiunque, anche i meno informati sullo sport in questione, conosce almeno un atleta della WWE per nome anche grazie al passaggio di molti dal questa disciplina al cinema (basta nominare The Rock, John Cena o Batista). Quindi, come per ogni sport che gode di una certa fama particolare, anche questo dello sport entertainment presto vide una trasposizione videoludica.

E strano pensare che due generazioni fa, i titoli dedicati al Wrestling (specialmente quelli della WWE) erano fra i titoli più amati quando si parlava di fighting game. Certo, magari il paragone diretto con certi mostri sacri del fighting non reggeva nemmeno ma i giochi dedicati alla federazione di Stamford riuscivano comunque a fare breccia nei cuori dei giocatori. La serie Smackdown (tramutata poi in Smackdown Vs Raw) proposta nelle scorse generazione da THQ, fu quella che ebbe più successo sulla PS2. Vi basti pensare che sia Here comes the Pain sia Shut Your Mouth diventarono dei platinum hits grazie alle vendite.

Successivamente le licenze della WWE, a causa di alcune problematiche interne a THQ, furono cedute a 2K che ha modificato la formula di gioco, portando avanti la serie anche nell’attuale generazione di console. Purtroppo come ogni passaggio di ‘’torcia’’, anche questo è stato abbastanza traumatico, rendendo la serie talmente piena di alti e bassi (più bassi se dobbiamo essere sinceri) da mettere in dubbio la qualità generale dei titoli. 2K, infatti, non è mai riuscita a fare il salto qualitativo che i fan del wrestling si aspettavano, soprattutto rispetto agli altri sportivi da loro prodotti, ed ogni anno (grazie alle uscite annuali) questa speranza si è affievolita.

L’arrivo nell’attuale generazione per 2K è stato a dir poco faticoso. A causa di una generale mancanza di contenuti, di un gameplay che non soddisfaceva per la sua natura troppo simulativa, i fan delle serie abbandonarono il franchise poco a poco. Eccoci quindi al capitolo che ci accompagnerà nel corso del 2019. 2K sarà riuscita a mantenere le promesse fatte ad inizio generazione e portarci il gioco di Wrestling definitivo? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe!

We Just Wanna Have Fun!

Dato che uno dei difetti più marcati della serie WWE 2K è sempre stata la sua natura simulativa, con questo 2K19, i ragazzi di 2K hanno cercato di ascoltare i fan e tornare su una route molto incentrata sul divertimento e meno sulla simulazione. Certo, molte meccaniche sono rimaste invariate e, di base, la natura da sim si sente ancora. Ma la mole contenutistica che questo WWE 2K19 comprende è a dir poco stupefacente, portando con se sia novità sostanziali sia graditi ritorni.

Iniziamo con ordine e partiamo con la cosa più importante e cioè il gameplay. Come abbiamo già detto la natura simulativa si sente ancora, ma a differenza dei vecchi capitoli essa è stata limata per rendere l’esperienza un pochino più veloce e meno meccanica. Si dovrà ancora gestire la stamina del nostro PG ed i danni da esso subiti ma a compensare tutto questo ci sarà il nuovo sistema di Perk chiamato Payback. Con questo sistema il giocatore potrà scegliere 2 upgrade da usare durante un match, uno offensivo e l’altro difensivo. Questi upgrade vi daranno dei vantaggi temporali durante il match in corso (come una carica di adrenalina o una finisher in più) consentendo al giocatore, potenzialmente, di ribaltare il risultato in corso. Peccato solo che l’I.A. generale rimane ancora a dei livelli mediocri, non avendo un giusto equilibrio tra le difficoltà. Alle difficoltà basse il nemico sarà troppo impedito, a quelle alte invece sarà una macchina da guerra. Questa particolare falla renderà anche altre modalità molto frustranti a tratti.

A livello di roster invece siamo ancora su livelli a dir poco mastodontici. La mole di superstar tra presente e passato è a davvero impressionante ed la varietà non mancherà sicuramente. Tuttavia, qualche presenza essenziale manca come l’attuale campione NXT Tommaso Ciampa o l’apprezzata Nikki Cross. Sicuramente questa mancanza verrà compensata dalla community che, ogni anno si concentra a portare i Wrestler mancanti. Anche il creator è stato ampliato, dandoci per la prima volta la possibilità di creare addirittura la nostra valigetta Money in the Bank.

Tornando alle modalità, in questa edizione, 2K ha deciso di aggiungere qualche modalità e feature nuova (e certe a dir poco fuori dal comune). Visto che la compagnia stava puntando sul divertimento totale, ha deciso di inserire una buffa modalità Big Head Mode. Il nome parla da se, ovvero si combatterà normalmente, solo che i wrestler avranno dei testoni giganteschi. Certo, questa buffa modalità non porta particolari cambiamenti al gameplay (anzi lo lasciano invariato), ma è comunque divertente vedere le espressioni dei wrestler con quei testoni giganteschi.

Un’altra modalità totalmente nuova per il gioco è la modalità delle Torri. Essa si rifà molto alle torri già viste per esempio in un qualsiasi Mortal Kombat, ovvero una serie di incontri con particolari requisiti per essere affrontati. La cosa bella di questa modalità è che essa verrà potenzialmente aggiornata ogni giorno, portando con se qualche novità. Ogni torre può avere delle caratteristiche particolari come, ad esempio, una velocità di gioco maggiore o semplicemente qualche regola strana (es. il giocatore può vincere solo eseguendo una suplex). Sicuramente una modalità che potrebbe tenervi impegnati per lungo, dato che le torri cambiano giornalmente. Se vi sentite abbastanza fortunati potete tentare anche la torre da un milione di dollari, che una volta affrontata potrebbe garantirvi la possibilità di andare in 1vs1 contro AJ Styles in persona.

No game is ever truly good, no game is ever truly…bad?

In questa edizione di WWE 2K, abbiamo avuto anche il gradito ritorno di un’altra amatissima modalità, ovvero Showcase. Questa modalità fu tolta dalle edizioni passate del gioco, scatenando la rabbia di molti fan che in parte, apprezzavano sperimentare le gesta dei loro wrestler preferiti (come Stone Cold Steve Austin o John Cena). Quest’anno la Showcase mode ritorna per farci vivere l’intera carriera nella WWE di una delle superstar più amate, ovvero lo Yes Man, Daniel Bryan.

In questa modalità ci verranno proposti 12 tra i match più emblematici di Bryan nella sua carriera WWE. Vedremo come esso ha fatto il suo debutto, fino al ritiro forzato per colpa di un gravissimo infortunio. Sperimenteremo anche il match svolto durante questa passata edizione di Wrestlemania e vedremo anche come Bryan riuscì a conquistare il main event di Wrestlemania XXX. Ogni match avrà dei requisiti particolari da soddisfare per proseguire nella ‘’storia’’.

Peccato solo per il fatto che molti di questi obbiettivi vengono tradotti talmente male e per qualche minuto rimarrete bloccati chiedendovi ‘’Quindi cos’è che devo fare esattamente?’’. Nota negativa anche per la curva di difficoltà assurda che non segue un criterio logico, mettendovi davanti o bersagli troppo idioti o macchine da guerra inarrestabili.  Certe volte la frustrazione vi farà perdere il controllo, specialmente quando di mezzo ci si mette anche il fatto che un match potrebbe durare anche 20/30 minuti per essere completato. La mancanza di un qualsivoglia sistema di checkpoint tra un obbiettivo svolto e l’altro, potrebbe portarvi a ripetere intere sezioni di gioco.

Nel complesso, con tutti i suoi difetti, la modalità showcase si lascia giocare e rivivere le esperienze di Bryan fa molto piacere. Ovviamente molti difetti fanno capire che si poteva mettere più cura nella realizzazione di questo contenuto, ma al di fuori di tutto essa rimane su buoni livelli. Non aspettatevi comunque una modalità longeva:  il tutto potrà essere completato in una manciata d’ore (salvo che non perdete più volte l’incontro).

Un’altra modalità che finalmente è stata ritoccata dopo le numerose lamentele dell’utenza è stata la Carriera. Nelle versione passate questa modalità era molto povera di contenuti diventando presto come una delle modalità più noiose del gioco. Il problema principale di questa modalità deriva principalmente dal fatto che non ci si sentiva parte di qualcosa, eravamo sempre li a girovagare senza un senso logico svolgendo incontro dopo incontro, senza una storyline di base.

In questa versione di WWE 2K, la modalità carriera riprende i fasti delle vecchie season mode, mettendoci dentro una vera è propria storia. Prenderemo i panni di Buzz, un wrestler che dopo anni di combattimenti nelle indies riesce a trovare il suo posto fra i talenti di NXT. Peccato che le sue disavventure iniziano quando il ragazzo assaggia per la prima volta il successo. La storyline vi porterà ad affrontare personaggi iconici della WWE come AJ Styles o The Miz ed vi farà vedere anche qualche pazzia tipica di una qualsiasi season mode.

Anche il sistema di upgrade del proprio PG è stato rivisto rendendo il tutto un pochino meno caotico ed concentrando gli upgrade in un albero unico. Il giocatore potrà decidere gradualmente come investire i propri punti esperienza, rendendo il proprio PG una vera superstar della WWE. Partirete molto svantaggiati e deboli per diventare poi, pian piano dei veri e propri carri armati. Potrete scegliere lo stile di combattimento iniziale del proprio PG tra Tecnico, Brawler, Powerhouse o Cruiserweight. Ogni stile avrà i suoi pro e contro ed ognuno di essi influirà sul proprio personaggio.

Una grossa pecca però viene rappresentata dal fatto che molti accessori, mosse ed elementi per la creazione del proprio PG vengono bloccati dietro un paywall che vi costringerà ad aprire varie loot box, cosa che troviamo abbastanza sgradevole e che castra di molto l’esperienza rendendo magari una mossa tanto desiderata una vera e proprio lotteria. La valuta virtuale è abbastanza facile da guadagnare in game, tuttavia questo non toglie il fatto che i vari elementi sbloccati si basano su una caratteristica RNG che non possiamo proprio far passare. Ma anche con questo gravissimo malus, la modalità carriera risulta a dir poco divertente e longeva, portandovi via almeno una decina di ore per vedere la fine.

Tecnicamente parlando

Il gioco graficamente si difende a dir poco bene con effetti grafici e luci dinamiche che vi faranno pensare di guardare un vero e proprio show della WWE. Peccato solo per il framerate un po’ ballerino che in certe situazioni tende a scendere drasticamente da 60 FPS fino ai 30. Sicuramente esso non influisce più di tanto dato che si tratta comunque di qualche secondo, però rimane comunque un difetto che WWE 2K si porta dietro da tempo. Anche i controlli purtroppo risultano a tratti molto imprecisi e con vari input lag abbastanza fastidiosi. Molte volte ci siamo ritrovati con il personaggio che faceva cose totalmente diverse da quel che doveva fare, o peggio, che non reagiva proprio ai comandi. Un difetto che, a differenza del framedrop, diventa invadente più volte durante il corso di una partita.

Nota di demerito anche per il comparto audio che se, da una parte, gli effetti sonori ed le varie musiche d’entrata risultano a dir poco stupendi, cosi come anche la soundtrack generale nei menù, non possiamo dire la stessa cosa dei commenti. Il trio Michael Cole, Byron Saxton e Corey Graves risulta a dir poco fastidioso che vi farà quasi disabilitare il commentary del tutto. Frase ripetute all’infinito e idiozie senza senso quando si tratta di certe azioni, ci fanno pensare che il comparto del commento ha bisogno di un restyling totale.

In conclusione

Come ogni anno 2K riesce a fare 2 passi avanti per poi inciampare e nel tentativo di rialzarsi, scivola e torna 3 passi indietro. Se da un lato le migliorie portate con questo 2K19 rendono il gioco uno dei più divertenti e completi di questa generazione, dal altro ci sono ancora una marea di bug, glitch ed imperfezioni che 2K non sembra proprio considerare. Dal paywall senza senso al commentary scabroso, servirà veramente ancora un po’ di impegno per definire la serie 2K qualcosa di memorabile come in passato.

Tuttavia apprezziamo tantissimo lo sforzo di cambiare ed che per una volta una compagnia ascolta i propri fan offrendogli quello che desideravano. Se siete fan della WWE e cercate un gioco di Wrestling valido, sicuramente questo WWE 2K19 potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa. Noi aspetteremo sicuramente l’edizione 2020 con la speranza che anche gli ultimi passi falsi verranno corretti da 2K.

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7.8

Grafica

8.0/10

Gameplay

7.0/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

9.0/10

Contenuti

8.0/10

Pros

  • Potenzialmente il miglior gioco di wrestling in questa generazione
  • Gradito ritorno della modalità Showcase...
  • Più divertimento, meno simulazione...
  • Una mole impressionante di contenuti!
  • La modalità Carriera è veramente divertente!

Cons

  • Controlli a volte molto imprecisi
  • ...anche se molto corta e povera di contenuti
  • ...anche se siamo lontani dai fasti SvR
  • Microtransazioni forzate!
  • Il commentary ancora pessimo e fastidioso!

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