Vampyr, la Recensione – NO SPOILER

Recensioni
Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Siamo in un periodo storico, per l’industria dei videogiochi, in cui manca, in generale, il coraggio di proporre nuove IP. Come chi legge queste pagine saprà, più volte abbiamo espresso il nostro rammarico per il fatto che, ad oggi, trovare qualcosa di veramente nuovo da giocare sia spesso un’impresa davvero ardua.

I costi proibitivi dello sviluppo, la transizione dei publisher verso i “giochi come servizi” e tanto altro stanno, piano piano, trasformando radicalmente il concetto di videogioco. Basti pensare al successo travolgente di Fortnite o al caso EA che ha deciso di chiudere l’unico suo studio affiliato che stava lavorando su un gioco incentrato sul single-player.

C’è da dire, comunque, che dall’altra parte della medaglia abbiamo tanti altri publisher che, invece, credono ancora nelle esperienze in singolo come possono essere Bethesda, Sony e tanti altri che continuano ad investire per creare storie, interi mondi in cui fare immergere i giocatori.

Tra gli sviluppatori che incarnano al meglio questa filosofia, sicuramente, ci sono i Dontnod, studio francese relativamente giovane che in pochi anni ha saputo catturare l’attenzione del grande pubblico per la qualità della narrativa inserita nei propri giochi.

Parliamo dei creatori del particolare Remember Me con Capcom, del meraviglioso Life is Strange con Square Enix e del recentemente annunciato Twin Mirror con Bandai Namco.

Il titolo che prenderemo in esame in questa recensione, invece, è stato pubblicato da Focus Home Interactive catalizzando da subito l’interesse degli appassionati. Si tratta di Vampyr, peculiare titolo action/RPG che fa dell’ambientazione abbastanza inedita e dell’impianto narrativo sfaccettato e approfondito, i propri cavalli di battaglia.

Sarà riuscita, Dontnod, a colpire ancora una volta nel segno? Scopritelo con noi!

CURSED BE THE CHOICE

La cosa che salta subito all’occhio, una volta avviato Vampyr, è sicuramente l’accuratezza con cui il team di sviluppo ha ricreato ogni dettaglio del setting scelto per il gioco. Siamo nella Londra post-prima Guerra Mondiale, nei panni di Jonathan Reid, pluri-decorato medico ematologo militare, di ritorno dal più grande conflitto a cui il mondo abbia mai assistito fino a quel momento.

Una volta premuto il tasto “Nuova Partita” ci risveglieremo circondati dai cadaveri, probabilmente vittime della pandemia dell’influenza spagnola.

Frastornati dalla visione e increduli per quello che ci sta accadendo, iniziamo a vagare per le oscure vie di Londra, in preda ad una fame disumana che non riusciamo ad identificare. Ben presto, però, capiremo che questa fame implacabile è riconducibile al fatto che, qualcuno, a nostra insaputa, ci ha trasformati in un vampiro e che ci costringerà a compiere delle azioni che, probabilmente, rimpiangeremo per il resto dei nostri giorni.

Fortunatamente, però, verremo presto avvicinati da un medico dell’ospedale di Pembroke che, conscio dell’esperienza e delle abilità del dottor Reid, gli offrirà un posto all’interno della struttura in modo da tenere sott’occhio l’evoluzione della sua condizione.

Il dualismo tra la vocazione medica del protagonista e il suo istinto vampiresco è uno spunto narrativo davvero interessante che spingerà il giocatore ad esplorare la psiche devastata di un uomo conteso tra due anime diametralmente opposte che abitano un solo corpo, un concetto abbastanza inedito che abbiamo molto apprezzato.

FLAGELLO O SALVATORE

Come da tradizione, in tutti i titoli di Dontnod, ogni scelta che il giocatore sarà chiamato a compiere si rifletterà nei risvolti della trama e, in questo caso, anche nell’ambientazione circostante. Ci spieghiamo meglio.

Vampyr, come dicevamo, è un action/RPG abbastanza tradizionale nella struttura ma con una serie di accortezze e implementazioni che gli permettono di spiccare in un panorama tutto sommato abbastanza affollato. I punti esperienza, ad esempio, vengono assegnati dopo ogni nemico abbattuto e dopo ogni quest portata a termine ma potranno essere ricavati anche dalle vittime innocenti di cui potremo decidere di nutrirci, data la nostra condizione di vampiro.

Se dovessimo decidere di diventare il flagello della città, però, i vari quartieri che compongono la mappa di gioco inzieranno a corrompersi, il morale del popolo a calare e i nemici a diventare più aggressivi. Una meccanica davvero interessante che riassume la filosofia di Dontnod in un titolo ben diverso dalle loro ultime produzioni.

Tutta l’esperienza accumulata, inoltre, potrà essere spesa in determinati punti disseminati in giro in cui potremo decidere le abilità da potenziare in modo da rispecchiare il nostro stile di gioco. C’è anche un basilare impianto di crafting che ci permetterà di potenziare le armi, aggiungere effetti negativi ai colpi e molto altro.

Il sistema di combattimento, dal canto suo, assomiglia da vicino a quanto visto in Bloodborne senza, tuttavia, raggiungere gli stessi livelli di finezza. Le schivate, i contrattacchi e la gestione della stamina saranno fondamentali per prevalere anche negli scontri più ostici ma, in fondo, si tratta di un combat system abbastanza semplice che non da adito a particolari guizzi di originalità.

I boss, al contrario, grazie alla loro caratterizzazione profonda e sfaccettata che ci permetterà di comprendere le loro motivazioni e la loro storia, risultano assolutamente piacevoli da affrontare.

Quello che, comunque, ci è piaciuto molto è il sistema di dialoghi architettato dallo studio francese che ci permetterà di scavare nella storia di Vampyr, dei suoi NPC e di tutti coloro che incontreremo sul nostro cammino in maniera parecchio approfondita, raccogliendo indizi che sbloccheranno nuove opzioni di dialogo e scoprendo legami tra gli abitanti della città. Insomma, si tratta di un’offerta ludica che potrebbe tenervi impegnati per molto tempo a venire.

TECNICAMENTE PARLANDO

Dal punto di vista tecnico, forse a causa di un budget non elevatissimo, Vampyr, nonostante una direzione artistica di prim’ordine, non è dotato di un impatto visivo strabiliante.

I modelli poligonali dei personaggi principali e dei comprimari, purtroppo, non sono all’altezza di altre produzioni moderne ma, in compenso, la loro caratterizzazione e la realizzazione della città in preda ad un male implacabile e devastante risollevano le sorti dell’intero pacchetto. Anche il sonoro si attesta su ottimi livelli con un doppiaggio in inglese allo stato dell’arte e una traduzione in italiano pressoché perfetta.

La longevità, infine, si aggira attorno alle 30/40 ore, ampliabili ulteriormente seguendo le numerose missioni secondarie offerte.

CONCLUDENDO

In conclusione, Vampyr, è uno dei migliori esponenti del genere Action/RPG disponibili attualmente sul mercato. Si tratta di un gioco profondo e dotato di un’ambientazione che rimarrà impressa a fuoco nella mente di chiunque vorrà avventurarsi nelle buie strade di Londra. Dontnod si dimostra, ancora una volta, uno tra gli studi migliori al mondo in termini di narrativa regalando al giocatore una storia di vampirismo oscura, violenta ed intrigante, ben lontana da tizi brillantinati e romantici visti in qualche produzione recente. Se amate il genere, Vampyr vi entrerà, prepotentemente, nel sangue.

Vampyr

8.6

Trama

9.0/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

7.5/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

9.0/10

Pros

  • Narrativa di grande impatto
  • Ambientazione incredibilmente suggestiva
  • Personaggi sfaccettati e approfonditi
  • Doppiaggio e sonoro di ottimo livello

Cons

  • Sistema di combattimento solo buono
  • Graficamente non all'altezza di altre produzioni moderne

Altri articoli in Recensioni

Shadow of the Tomb Raider, la Recensione – NO SPOILER

Riccardo Cantù14 settembre 2018

Marvel’s Spider-Man, la Recensione – NO SPOILER

Luca Paura11 settembre 2018

Dragon Quest XI, la recensione – NO SPOILER

Alessandro Rubeo10 settembre 2018

PlayerUnknown’s Battlegrounds 1.0, la Recensione

Andy Bercaru7 settembre 2018

Shenmue 1&2 HD Collection, la Recensione – NO SPOILER

Andy Bercaru2 settembre 2018

Dead Cells, la Recensione – NO SPOILER

Andy Bercaru16 agosto 2018