Townsmen: A Kingdom Rebuilt, la Recensione

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Luca Paura
Sin da piccolo, la bravura nella nullafacenza lo ha portato ad appassionarsi alla scrittura e ai videogames, che lo hanno portato così ad entrare in mondi fantastici e straordinari da esplorare, fino a quando non si è buscato una freccia nel ginocchio.

Sin da piccolo, la bravura nella nullafacenza lo ha portato ad appassionarsi alla scrittura e ai videogames, che lo hanno portato così ad entrare in mondi fantastici e straordinari da esplorare, fino a quando non si è buscato una freccia nel ginocchio.

Attualmente il mercato videoludico viene dominato dai battle royale, ma in sordina vengono pubblicati anche titoli interessanti appartenenti ad altri generi videoludici, alcuni di nicchia e altri non e in questa recensione parliamo di un gioco potenzialmente interessante, ma che purtroppo fa perdere i suoi pochi pregi fra i suoi numerosi difetti. Stiamo parlando di Townsmen: A Kingdome Rebuilt, remastered del gioco omonimo uscito nel 2016 e sviluppato da HandyGames.

Feudatari d’alto borgo

Come per ogni Town Builder che si rispetti, in Townsmen impersoneremo un feudatario che si dovrà occupare della terra a lui assegnatogli dal Re e renderla prospera, amministrando i suoi abitanti, esaudendo i loro desideri e producendo le risorse necessarie per il sostentamento dell’intera comunità. Il gioco, se si passa subito alla modalità libera, potrà risultare piuttosto complicato, ma in nostro soccorso arriverà un tutorial strutturato a scenari che ci insegnerà le basi dell’amministrazione, quali tipi di edifici dover costruire per produrre le varie risorse(che variano dalla legna, alle rocce e agli strumenti di lavoro) e ci introduce anche al sistema di quest, queste ultime, quando verranno completate, ci faranno guadagnare esperienza che ci farà aumentare di livello, sbloccando così diversi bonus che ci permetteranno di agevolare la gestione della nostra cittadina.

Nonostante la presenza del tutorial, il gioco non risulta comunque semplice da capire, in quanto non tutto viene effettivamente spiegato tramite i vari messaggi degli aiutanti e si è costretti spesso a consultare l’enciclopedia per scoprire quali edifici bisogna costruire per sbloccare quelli necessari al proseguimento della partita, inoltre bisognerà stare attenti ai bisogni di ogni abitante, che avrà diverse abitudini, come andare a bere qualcosa in taverna dopo il lavoro o andare a guardare uno spettacolo teatrale e se non verranno soddisfatte, l’abitante potrà decidere di abbandonare la città per cercare una vita migliore altrove.

Dopo aver completato il tutorial, sarà possibile accedere alla modalità scenario, ovvero una serie di livelli dove si dovranno completare varie quest che ci saranno assegnate dagli abitanti del nostro villaggio e che ci servirà ad approfondire alcuni elementi di gioco già affrontati in precedenza nel tutorial, come le invasioni dei banditi o degli eserciti dei regni nemici. Purtroppo tutti questi contenuti saranno minati da un problema che per un gestionale come il titolo in questione possono significare un abbandono prematuro, ovvero la lentezza.

Il difetto più grande di Townsmen infatti è proprio la lentezza del gameplay che per tutta la durata delle nostre partite sarà una costante irremovibile, è palese che gli sviluppatori si siano accorti di questo problema e hanno tentato di porvi rimedio con la possibilità di velocizzare il tempo di gioco, in modo da rendere più veloce la costruzione degli edifici, ma che a causa della scarsità di risorse, sopratutto nelle fasi iniziali, sarà più volte interrotta, costringendo comunque ad aspettare svariato tempo per proseguire la partita.

Modalità libera e lato tecnico

Dopo aver completato la modalità Scenario o dopo aver appreso a pieno le varie funzionalità del gioco, si potrà accedere alla modalità libera, dove potremmo finalmente cominciare totalmente da zero la costruzione del nostro feudo. Dopo aver scelto la mappa(ne sono presenti diversi tipi che vanno da piccole isole a immensi campi verdi) in cui amministrare la città si incapperà nuovamente nella lentezza che caratterizza il gameplay, ma che sarà agevolato dai vari bonus sbloccati se le modalità precedenti saranno state portate correttamente a termine.

Nonostante ciò, il tutto risulterà comunque piuttosto lento, sopratutto nelle fasi iniziali del gioco a cui si aggiungono anche le già citate scorribande dei vari banditi o degli eserciti dei regni nemici, che potranno si essere respinti, ma in una fase del gioco avanzata molto difficile da raggiungere. In ogni caso sarà possibile attivare una modalità “pacifica” dove il nostro piccolo regno potrà vivere tranquillo senza banditi o soldati nemici che ruberanno le nostre scorte di viveri.

Dal lato tecnico Townsmen, nonostante sia una remastered, rimane comunque un porting di un gioco mobile, quindi risulta molto leggero e ben ottimizzato, capace di mantenere i 60 fps al secondo anche su dei PC piuttosto obsoleti con una grafica molto gradevole grazie a dei disegni simpatici e cartooneschi. Non si può dire lo stesso della musica e del sonoro in generale, in quanto le varie notifiche e la musica, a lungo andare, risulteranno molto fastidiose irritanti e in breve tempo saranno disattivate in favore del silenzio assoluto.

In conclusione

Townsmen: A Kingdom Rebuild è un gioco per dispositivi mobile che è stato trasportato anche su PC perché poteva avere le caratteristiche giuste per essere un buon titolo per passare con spensieratezza diverse ore di gioco, ma che purtroppo a causa di un gameplay decisamente troppo lento e difficile da imparare è destinato a essere disinstallato prima del tempo e anche dimenticato velocemente in favore di altri giochi dello stesso genere decisamente meglio sviluppati e più divertenti da giocare.

Townsmen - A Kingdom Rebuilt

0.00
4.6

Gameplay

4.0/10

Longevità

4.0/10

Grafica

6.0/10

Sonoro

4.5/10

Pros

  • Graficamente gradevole
  • Occupa poco spazio su disco

Cons

  • Tutorial per nulla semplice
  • Gameplay troppo lento e alla lunga noioso

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