Tekken 7, la Recensione – NO SPOILER

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Antonio Salvatore Bosco
Appassionato del mondo nerd dalla tenera età di 3 anni quando giocavo a Sonic con il sega master system di mio padre. Amante della scienza e della lettura. Marvel e Disney mi accompagnano ogni giorno da sempre. Pronto a scoprire cose nuove e a farle conoscere agli altri.

Appassionato del mondo nerd dalla tenera età di 3 anni quando giocavo a Sonic con il sega master system di mio padre. Amante della scienza e della lettura. Marvel e Disney mi accompagnano ogni giorno da sempre. Pronto a scoprire cose nuove e a farle conoscere agli altri.

Il picchiaduro è sempre stato un genere da divertimento, da giocare con gli amici per affrontarli in scontri all’ultimo sangue, nulla di troppo impegnativo o profondo. Sin dall’inizio però, la saga di Tekken ha voluto dedicarsi anche a una storia fatta di vicende spesso tanto assurde quanto avvincenti, senza ovviamente tralasciare l’ottimo gameplay.

Rappresentando uno dei maggiori esponenti del genere, Tekken è entrato nel cuore di moltissimi giocatori approdando prima solo su Playstation e in seguito anche su Xbox e PC. Abbiamo a lungo atteso Tekken 7 su console, dopo che per qualche anno è stato riservato ai cabinati nelle sale giochi nipponiche, e finalmente è arrivato in tutto il suo splendore e pronto a porre fine alla lunga faida della famiglia Mishima.

Se volete sapere come ci è sembrato questo nuovo capitolo della saga targata Bandai Namco, non vi resta che continuare a leggere la nostra recensione, come sempre priva di spoiler.

La fine di tutto…forse

Essendo stato presentato come l’epilogo della saga, è ovvio che Tekken 7 abbia uno Story Mode curato (molto più di quanto fatto nel precedente capitolo) intitolato semplicemente “La saga dei Mishima”. Il tutto parte dopo gli eventi di Tekken 6, con Heihachi pronto a riprendersi la Mishima Zabatsu e Kazuya, con la sua G Corporation, desideroso di uccidere definitivamente il padre dopo aver sofferto così a lungo.

La storia ci viene presentata da un occhio esterno, un cittadino comune e per la precisione un giornalista anonimo che, a causa della terribile faida interna alla famiglia Mishima, ha perso le cose che amava di più nella vita: la moglie e il figlio. Si mette così a indagare sulla storia dei membri della famiglia, raccontando tutto in un grande flashback, utile per riportare alla mente tutti gli eventi dell’intricato background.

Mentre le sequenze sono realizzate con l’Unreal Engine 4, la narrazione del giornalista è accompagnata da uno stile fumettistico che racconta i fatti quasi rivolgendosi al giocatore aldilà dello schermo.

Le 3 ore scarse necessarie a giungere allo scontro finale sono condite da ricchi filmati che si integrano magistralmente ai combattimenti. Tra i vari filmati di gioco troviamo anche quelli dei Tekken precedenti mantenendo la loro qualità video originale, cosa che da una parte farà sentire a molti la nostalgia dei capitoli precedenti, ma dall’altra vanno a creare un contrasto evidente con la grafica attuale. Il taglio dato al tutto è, come ormai la saga ci ha abituato, esagerato e surreale ma comunque divertente, scanzonato e affascinante.

Tutta la narrazione si riallaccia con le radici della saga e anche il finale riuscirà ad ammaliare i fan. Se però molti misteri sono stati svelati, altri sono ancora irrisolti, sebbene sperassimo di trovarne una risposta definitiva. Saranno presenti molti colpi di scena (in particolare uno) che andranno a spiegare il perché dietro alcuni dei momenti più iconici di tutta la saga. I personaggi che utilizzeremo in questa modalità sono all’incirca una decina contro i quasi 40 inclusi nel roster completo. Combatteremo infatti solo nei panni dei personaggi legati direttamente alla storia dei Mishima. Introduzione degna di nota è quella di Akuma, figura demoniaca che arriva direttamente dal mondo di Street Fighter, e che si inserisce all’interno della storia di Tekken con un ruolo abbastanza importante.

Terminato lo story mode sbloccheremo dei capitoli dedicati a ciascun personaggio non coinvolto nella trama principale, ma ognuno di questi è estremamente breve: troveremo infatti didascalie e filmati che ci metteranno a conoscenza dei motivi per cui i vari personaggi sono presenti all’interno di Tekken 7. La pecca però è che si tratti solo di una singola battaglia per ciascun personaggio il che porta il tutto a essere completato in una manciata di ore se non meno.

Give me another Battle

Oltre a “La Saga dei Mishima” abbiamo ovviamente altre modalità per quanto riguarda la parte offline del titolo. Troviamo infatti le classiche modalità quali Allenamento, Arcade e Battaglia Versus insieme a una novità, la Battaglia Tesoro.

L’Arcade del titolo è purtroppo molto ridotto rispetto a quanto potevamo trovare nei capitoli precedenti: il numero di incontri è stato infatti ridotto soltanto a 5, di cui 2 con dei boss, ed è stata tolta anche qualunque tipo di narrativa.

Per quanto riguarda la novità, Battaglia Tesoro, ci troveremo ad affrontare diversi scontri a oltranza che man mano aumenteranno di difficoltà: riceveremo così alcune ricompense come crediti o accessori per personalizzare i personaggi e salire di livello. Inoltre ci troveremo alcuni scontri con delle regole precise, ovvero in alcuni avremo la velocità raddoppiata e in altri i danni duplicati, sia quelli inflitti che quelli subiti.

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Potremo spendere le monete conquistate nel corso delle battaglie nella modalità Tesoro nella personalizzazione dei personaggi. Potremo davvero sbizzarrirci nel modificare ogni singolo combattente: oltre ad aggiungergli ogni tipo di indumento, da serio a divertente e da buffo a esagerato ed appariscente, ci viene data la possibilità di andare a cambiare la tonalità dei colpi inferti e l’aura sprigionata dal guerriero stesso. Oltre ai vari lottatori, ci sarà da modificare anche lo stile della grafica del nostro rango, della barra d’energia e di piccoli contorni andando così ad abbellire il tutto a nostro piacimento. Infine, con le varie monete andremo ad acquistare un gran numero di video e immagini presenti nella galleria del menù e potremo così rivedere i filmati dei vecchi Tekken.

Un piccolo spazio lo merita anche la scarna modalità VR. Ci vengono proposte due occasioni in cui utilizzare il Playstation VR per sentirci al centro del combattimento, la prima in una piccola fase di lotta limitata alla Pratica, immersiva ma troppo scarna, e per visualizzare i modelli dei lottatori in 3D. L’utilizzo di questa periferica nel titolo si rivela quindi essere quasi del tutto inutile, sebbene pensiamo si potesse pensare a qualcosa di diverso e più approfondito per darle un’utilità maggiore.

Sicuramente il single-player offre non poco, ma non è confrontabile con i contenuti di titoli passati, come Tekken 3. Inoltre se amavate i mini giochi più scanzonati come Tekken Ball o Tekken Brawl, rimarrete sicuramente un po’ delusi dall’assenza di qualsiasi passatempo di questo genere.

Un Gameplay rifinito e migliorato

Arriviamo quindi ad analizzare il fulcro di ogni incontro che ci troveremo ad affrontare, il gameplay. Partiamo subito col dire le novità e i cambiamenti ci sono, ma l’essenza di Tekken rimane e non viene stravolta.

Come per ogni capitolo, anche qui ci vuole tecnica e studio dei personaggi; ovviamente potete ridurre il vostro stile di combattimento al semplice (e spesso inutile) button-smashing, ma non godrete del massimo che questo titolo propone. Ognuno dei 40 personaggi presenti nel roster (di cui 11 nuovi), possiede infatti un numero molto elevato di combo che richiederanno precisione e tempistica per poterle realizzare correttamente.

Tutti i personaggi presenti sono ben bilanciati con l’attenzione puntata alle new entry che, con il loro particolare e caratteristico stile, riescono a convincere e farsi amare come accade con i lottatori storici. Vecchio e nuovo quindi si incastrano alla perfezione anche per combattenti come Akuma, che potrebbero sembrare inizialmente estranei all’universo di Tekken. Cancellate quindi dalla vostra memoria le battaglie sbilanciate di Tekken 6 e preparatevi a studiare ogni singolo personaggio, o a trovare il vostro preferito e svilupparlo, per uscire vincitori dal Torneo del Pugno di Ferro.

Importante da sottolineare è che alcuni dei nuovi volti risultano essere più immediati nel loro utilizzo, adatti quindi a chi non ha mai giocato a Tekken o, più in generale, a chi non è pratico di picchiaduro. Alcuni dei nuovi personaggi vanno comunque a riprendere i moveset e gli stili di alcuni grandi assenti: Master Raven eredita chiaramente lo stile di RavenGigas, fisicamente diverso da Marduk, ha alcuni punti in comune con questo. Altri nuovi lottatori invece, come Akuma e l’italiano Claudio, portano con sé novità e uno stile unico.

Soffermandoci maggiormente sulle meccaniche, diciamo che le juggle (le combo che mantengono in aria l’avversario, abusate e invasive nel precedente capitolo) sono presenti ma non in maniera esagerata e non vanno a determinare le sorti del match. Il “bound”, che permetteva il rimbalzo a terra quando colpiti, è stato quasi del tutto eliminato e l’impatto sul muro è ora più ridimensionato. Il movimento dei vari lottatori è ora identico per tutti e non basato sulla stazza del personaggio, né in profondità né sul piano orizzontale. Inoltre lo step laterale gode di maggior efficacia lasciando meno scoperti e dando più senso all’evasione.

L’attenzione però va riposta principalmente sulle ramificazioni del sistema Rage che genera un’aura rossa attorno al nostro personaggio quando la sua barra di energia è al 25%. A questo punto i nostri attacchi recheranno un danno maggiore e saremo in grado di effettuare la Rage Art, una mossa potente ma parabile che farà più danno quanto più bassa è l’energia rimasta arrivando quasi a ribaltare la situazione. Altra aggiunta è il Rage Drive, una mossa più complessa da effettuare ma utile per le combo e per creare attacchi spettacolari e letali. Vi è poi il Power Crush, attacco che, una volta attivato, assorbe gli eventuali danni subiti ma va comunque a colpire l’avversario senza essere interrotto. Infine quando i combattenti sono entrambi quasi sconfitti ed effettuano un attacco contemporaneo, la scena viene rallentata lasciando il piacere e l’ansia dell’attesa di scoprire quale dei due colpi andrà a segno, determinando la vittoria o la sconfitta.

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Le nuove migliorie di questo Tekken 7 vanno a rifinire un sistema di combattimento e un gameplay già solidi, mantenendo il gioco bilanciato e non rendendolo eccessivamente punitivo anche nei confronti dei nuovi giocatori.

Il punto forte

Arriviamo quindi all’essenza di qualunque picchiaduro degli ultimi tempi che si rispetti, il comparto online. Il team di sviluppo è stato davvero in grado di spingere il multiplayer come non era mai stato fatto prima. Vengono proposti i classici Partita Classificata e Partita del Giocatore, oltre a vere e proprie competizioni denominate Torneo. In quest’ultima modalità giocheremo secondo le regole ufficiali (alla meglio dei 5 round e tasto Start non utilizzabile) e potremo affrontare da un minimo di 4 ad un massimo di 8 giocatori, ricreando l’atmosfera dei vecchi tornei tra amici in locale con tabellone già automaticamente realizzato.

Tutto ciò che abbiamo detto sul gameplay, viene ripreso ovviamente nella modalità multigiocatore online integrandosi perfettamente a questo aspetto del titolo. Vi sono partite classificate in cui il matchmaking determinerà il nostro avversario e c’è anche una classifica mondiale da scalare. Un’aggiunta notevole è la possibilità di chiedere la rivincita al giocatore subito dopo la fine dello scontro.

Il netcode ci è sembrato piuttosto solido, con un matchmaking rapido, poche disconnessioni improvvise e un lag poco presente nel corso dello scontro. Naturalmente in questa modalità è presente un po’ di input lag nella risposta dei comandi, ma si tratta di adattarsi alle tempistiche dell’online, nulla di troppo fastidioso o compromettente. Queste piccole macchi possono essere risolte con una patch, cosa che non dubitiamo Harada e Bandai Namco si affretteranno a rilasciare.

Audio e video

Tecnicamente Tekken 7 fa un gran lavoro. Estremamente fluido con i suoi 60 fps fissi e con un ottimo utilizzo dell’Unreal Engine 4, questo titolo è un piacere per gli occhi e per le dita. Joypad in mano, infatti, risulta divertente e tecnico da giocare mentre, agli occhi, personaggi e scenari appaiono soddisfacenti, sebbene questi ultimi non eccellano dal punto di vista dell’originalità e della fantasia oltre che della tecnica di realizzazione. Pervade un po’ di aliasing ma comunque nulla che risulti estremamente fastidioso. Inoltre, i tempi di caricamento dei combattimenti sono stati ridotti di molto.

Gli effetti audio sono decisamente buoni e convincenti con una colonna sonora che va ad accompagnare alla perfezione la velocità e la spettacolarità dei vari scontri. L’intero titolo è localizzato in italiano, eccetto per il doppiaggio dei singoli personaggi, ognuno dei quali parla nella propria lingua d’origine.

Infine, piccola curiosità per i cacciatori di trofei: il platino è davvero dietro l’angolo, ottenibile molto facilmente e in poco più di una decina di ore cosa che può rappresentare un difetto per alcuni e un pregio per altri.

Il miglior picchiaduro in circolazione

Concludendo, non nascondiamo che Tekken 7 rappresenti uno dei migliori esponenti del suo genere, riportando la serie ai fasti di un tempo e quasi raggiungendo (se non pareggiando) l’amato e quasi perfetto Tekken 3. Sicuramente il team di sviluppo poteva rischiare di più ma, a nostro parere, il mantenere la classicità della serie non si è dimostrato un errore, anzi ha riconfermato Tekken come un titolo che rasenta la perfezione tecnica e di gameplay. Assolutamente consigliato sia ai fan della saga sia ai novizi che non devono farsi spaventare dalla tecnica del titolo ma devono semplicemente allenarsi con joypad in mano.

Tekken 7

8.8

Storia

8.0/10

Gameplay

9.4/10

Grafica

8.7/10

Godibilità

9.0/10

Sonoro

8.7/10

Pros

  • Roster numeroso, vario e ben bilanciato
  • Gameplay ottimo
  • Comparto online definito
  • Sistema di personalizzazione completo e divertente

Cons

  • Single Player un po' zoppicante
  • Story Mode poco ricco e sviluppato
  • Qualche piccolo problema tecnico e di lag nell'online

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