Suicide Guy – La Recensione della versione per Nintendo Switch

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Il panorama dello sviluppo videoludico italiano non è, di certo, tra i più floridi del mondo. Mentre nel resto del pianeta sorgono colossi come, ad esempio, Activision ed Electronic Arts, il Bel Paese è rimasto un po’ indietro vantando davvero pochi esempi di software house di successo. In tutto questo, però, di tanto in tanto, emergono alcune realtà davvero interessanti i cui giochi meritano di essere scoperti ed approfonditi.

È questo il caso di Chubby Pixel, piccolo gruppo con sede a Milano, fondato da Fabio Ferrara e Giulia Airoldi che, dopo averci deliziati con Woodle Tree Adventures, torna a fare parlare di sé con il rilascio su Nintendo Switch del peculiare Suicide Guy che abbiamo avuto occasione di giocare a fondo per stilare questa recensione. Già uscito da qualche tempo su PC e PS4 (la recensione la trovate cliccando qui), il titolo arriva sulla console ibrida di Nintendo riproponendo lo stesso particolare gameplay su un sistema che ci permette di gustarcelo anche in mobilità aumentandone considerevolmente la godibilità.

Suicide Guy, infatti, è un prodotto che si adatta perfettamente al tipo di fruizione offerto da Switch, fatto di partite brevi nel tempo libero o di sessioni più intense una volta collegata alla TV. Cosa pensiamo di questo titolo made in Italy abbastanza fuori dal comune? Scopritelo con noi nella nostra recensione!

I DON’T WANNA LIVE ON THIS PLANET ANYMORE

La trama di Suicide Guy è molto semplice e funge unicamente da pretesto per lanciare il giocatore nelle folli avventure del nostro protagonista, un uomo comune intrappolato in un sogno lucido da cui potrà uscire solo ponendo fine alla sua vita per riuscire, finalmente, a svegliarsi.

Quello che potrebbe sembrare un incipit oscuro e sconcertante in realtà è trattato con la tipica goliardia e spensieratezza dei cartoon e, pertanto, risulta adatto anche per un pubblico più giovane. Il sogno, come dicevamo, assume la forma di un trasandato ristorante di provincia che rappresenta una sorta di snodo liberamente esplorabile da cui potremo accedere ai vari livelli proposti dal titolo.

Il nostro eroe, il Suicide Guy che da il nome al gioco, è un taciturno uomo di mezza età che, nonostante non parli mai per tutta la durata dell’avventura, è riuscito ad entrare di prepotenza nel nostro cuore grazie al comparto grafico caratteristico della produzione.

DEAD OR ALIVE

La formula di gameplay del titolo è tanto semplice quanto accattivante. Si tratta di un puzzle game in prima persona in cui, in modo simile a quanto succedeva in titoli come Portal, dovremo studiare la struttura dei vari livelli per trovare il modo di venirne a capo.

Potremo saltare, raccogliere, spostare e colpire oggetti con l’obiettivo, come sempre, di lasciarci le penne. Il tutto, però, non avviene nel migliore dei modi a causa di un sistema di controllo e una fisica poco rifiniti e, sicuramente, non altezza delle produzioni odierne. Ci è capitato, in più di un’occasione, di non riuscire a compiere anche i salti più semplici tra le piattaforme a causa di una rilevazione imprecisa degli impatti con gli oggetti del paesaggio o che alcuni degli strumenti necessari al completamento dei percorsi si incastrassero senza più riuscire a muoverli.

Si tratta pur sempre di un gioco creato da un piccolissimo studio di sviluppo e non ci si poteva aspettare un miracolo di programmazione ma una cura leggermente superiore ai dettagli ci avrebbe di certo fatto piacere. I livelli, dal canto loro, sono delle simpatiche parodie di film, fumetti e videogiochi famosi che più volte hanno saputo strapparci una risata a causa dell’atmosfera folle e scanzonata che permea l’intera opera.

Il loro design, tutto sommato, risulta abbastanza ispirato seppure la qualità degli enigmi oscilli pesantemente tra alcuni dalla spiccata genialità ed altri decisamente troppo semplici senza, tuttavia, inficiare la godibilità generale del pacchetto. Chiudiamo con una nota a margine sul funzionamento spropositato dell’HD Rumble dei JoyCon di Nintendo Switch che si attivano a ripetizione dopo ogni minimo movimento costringendoci a disattivare la funzionalità per poter procedere nel gioco senza troppi fastidi.

TECNICAMENTE PARLANDO

Dal punto di vista tecnico Suicide Guy è davvero piacevole da vedere, come dicevamo, grazie ad uno stile grafico accattivante e ad un design dei livelli simpatico ed abbastanza intuitivo. Non si tratta certamente di un capolavoro assoluto, bensì dell’opera di un gruppo appassionato del media che ha voluto omaggiarlo con una parodia davvero ben realizzata.

 

Anche l’accompagnamento sonoro è composto da musiche ed effetti assolutamente gradevoli per quanto non esattamente memorabili ma svolgono il lavoro a cui sono preposti senza difficoltà conducendo l’utente attraverso la decina di ore necessarie per completare il titolo.

CONCLUDENDO

Per concludere, Suicide Guy è un titolo onesto e, tutto sommato, abbastanza divertente con una folle idea di base che fa da perfetto incipit ad un’avventura citazionista, scanzonata e completamente fuori di testa. La rifinitura generale, purtroppo, soffre di qualche lacuna ed alcuni livelli risultano decisamente meno ispirati di altri ma, in fin dei conti, soprattutto su Nintendo Switch, è un titolo che ci ha saputo strappare qualche risata in totale spensieratezza. Lo sviluppo videoludico italiano ha bisogno di realtà come Chubby Pixel e, in fondo, ne abbiamo bisogno anche noi.

6.4

Trama

6.5/10

Gameplay

6.5/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

6.0/10

Longevità

6.0/10

Pros

  • Divertente, folle, citazionista
  • Su Nintendo Switch trova la sua naturale collocazione

Cons

  • Manca di rifinitura
  • L'HD Rumble dei JoyCon risulta troppo invadente
  • Qualche bug di troppo

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