Spyro Reignited Trilogy, la Recensione – NO SPOILER

Recensioni
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

La vita di ogni singolo individuo, come ben sappiamo, è principalmente composta da cicli e periodi. Ogni periodo riesce a portare qualcosa di nuovo, regalandoci sempre ricordi che in qualche modo, ci portano a diventare le persone di “domani”. Tuttavia rimane abbastanza innegabile che, il periodo più ricco di ricordi e nuove esperienze è quello dell’infanzia. Un periodo in quale si sperimentano principalmente le bellezze (e non solo) della vita. Da bambini, i nostri pensieri rimangono puri riuscendoci a creare un mondo privo di problemi e pieno di eroi. Gli eroi, da sempre, sono riusciti a dare la forza a molti di noi nelle giornate più grigie, togliendoci di torno ogni singolo pensiero negativo.

Per chi ha vissuto buona parte dell’infanzia nel periodo degli anni ’90, ricorderà sicuramente l’influenza sempre più massiccia del mondo videoludico. Un mondo che era ancora primordiale, ma che nello stesso tempo iniziava a mostrare sempre di più i muscoli. La console war non si riduceva a chi aveva “il pixel più bello” ed i giochi non venivano spezzettati da micro-transazioni o DLC. La passione nel creare qualcosa di nuovo si vedeva sempre di più, ma il punto focale rimaneva sempre lo stesso e cioè il divertimento. Perché alla fine diciamocelo, durante questi anni, in pochi hanno mantenuto in mente il vero concetto di quella parola.

Ma gli anni ’90 sono stati anche un periodo di rivoluzione sotto moltissimi punti di vista. Non solo la transizione dal 2D al 3D si sentiva ogni giorno, sempre di più, ma il genere del platforming prendeva più il soppravvento sul mercato. Ovviamente la prima a mettere giù le base, fu la capostipite Nintendo con il suo leggendario idraulico baffuto. Super Mario 64 lasciò a bocca aperta moltissimi giocatori dell’epoca (e tutt’oggi in qualche modo, riesce a sorpenderci), offrendo per la prima volta nella storia un platfomer 3D. Il ‘’boom’’ di Mario però non fece altro che dar il via ad una serie di titoli che i fan non solo apprezzarono, ma addirittura catalogarono come migliori di sempre. Stranamente la marea di titoli non arrivò da Nintendo, ma da una Sony appena acerba che con la sua Playstation diede il via a quello che conosciamo oggi.

Sicuramente quando si associano le parole Platform e Playstation, il nome di punta che ci viene in testa è Crash Bandicoot. Il platform 3D dei ragazzi di Naughty Dog, anche a distanza di anni, rimase uno dei titoli più amati della generazione “anni ’90” ma anche da quelli della prima Playstation. Ma i “cagnacci” non furono gli unici a dare vita ad una mascotte Sony. Prima dei vari Ratchet and Clank e del recente Spider-Man, Insomniac Games fù responsabile di un’altra serie iconica, ovvero quella del draghetto viola conosciuto come Spyro. Questo nuovo platform 3D cercava di seguire le rotte del buon Bandicoot, aggiungendo un pizzico in più di trama e perchè no, di magia.

Eccoci invece arrivati nel 2018 ed dopo un ottimo remake del buon Crash Bandicoot, finalmente abbiamo la possibilità di sperimentare anche le avventure di Spyro in una nuovissima veste. Cosi come per la trilogia di Crash, anche qui, il lavoro del remake è passato in mano ad un team diverso dall’originale. Ma i ragazzi di Toys for Bob saranno statti all’altezza degli Insomniac (ma anche dei Vicarious Visions) riuscendo ad offrire un ottimo prodotto? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe della nostra recensione dedicata a Spyro Reignited Trilogy!

Enter the Purple Dragon!

Anche se l’attesa è stata veramente lunga, i ragazzi di Toys for Bob sono riusciti a soddisfare le aspettative dei giocatori nostalgici. Questa Reignited Trilogy è proprio uno spruzzo di nostalgia rinchiuso in circa 60 Gigabyte di contenuto. Questo pacchetto di titoli include la trilogia originale rilasciata più di 20 anni fa su Playstation 1, riportata in vita grazie ad una nuova veste. Anche se il rifacimento è praticamente nuovissimo di zecca, la matrice di base rimane praticamente invariata offrendo la stessa esperienza divertente di anni fa. Come ogni remake, anche questa trilogia, cerca di acchiappare il più vasto numero di giocatori possibili, non rilegandosi solo ai fan della serie (che sicuramente troveranno pane per i loro denti) ma potenzialmente facendo riscoprire la saga a nuove leve.

Ma partiamo con ordine e cerchiamo di far chiarezza sul gioco anche ai nuovi giocatori. Per chi non ha sperimentato Spyro all’epoca, vi basta sapere che il gioco non è nient’altro che il classico platform 3D. Un genere di giochi in quale la pazienza ed i riflessi del giocatore verranno messi alla prova in una serie di livelli a difficoltà sempre crescente. Infatti nella trilogia, il gioco ci metterà davanti a vari obbiettivi da compiere esplorando e scoprendo sempre nuovi segreti attraverso salti, planate e cariche.

Ovviamente come per ogni singolo gioco di questo genere, la storia di fondo (che risulta presente), rimane abbastanza superflua. Ogni capitolo della trilogia ha una storia diversa ed assestante che introduce sempre qualche nuovo personaggio mantenendo icntatti anche quelli più iconici. Tuttavia il punto focale del gioco non si rinchiude in questa caratteristica, ma la storia servirà soltanto come paletto per giustificare la serie di obiettivi sbloccabili come per esempio, i draghi cristallizzati da salvare nel primo capitolo e tutte le gemme da prendere livello per livello.

Tornando sulla parte del gameplay, vi basti sapere che Spyro, anche oggi a distanza di moltissimi anni, riesce a riconfermarsi come uno dei migliori platform 3D di sempre. L’ottimo level design totalmente esplorabile, rese all’epoca il gioco, una perla molto diversa dai soliti rivali. Questa caratteristica è riuscita a rimanere viva e le migliorie tecniche riescono a migliorare ulteriormente i titoli che, già di base, risultavano a dir poco ottimi.

L’input dei comandi è rimasto a dir poco ottimo e responsivo ed i piccoli cambiamenti tecnici, come la scelta di poter controllare la telecamera con lo stick analogico destro, rendono il tutto ancora più perfetto ed equilibrato.

Ogni salto sarà preciso al millimetro ed ogni singola planata risulterà fluida, non rendendo mai l’esperienza frustrante. Tuttavia una piccola nota di demerito dobbiamo per forza di cose darla alle hitbox che, esattamente come nella trilogia del “cugino” Crash Bandicoot, risultano molte volte fuori posto. Ci è capitato più volte di imbatterci in centimetri di “muri invisibili” che ci facevano tirare giù qualche santo provando a trovare il punto preciso per il salto. Talvolta, questi muri, rendono il tutto molto frustrante essendo che la vostra azione dovrà essere precisa pixel per pixel pur di portarla a termine con successo. Ma grazie ai controlli praticamente perfetti, questo piccolo malus si riduce in maniera abbastanza drastica, e la sua frequenza è abbastanza bassa nel corso dei tre titoli.

Parlando proprio della durata della trilogia, possiamo ritenerci più che soddisfatti essendo che, per completare tutti e tre i capitoli, vi ci vorranno almeno 20/25 ore totali. La difficoltà generale ha una curva di apprendimento abbastanza equilibrata anche se, rispetto a molti rivali, Spyro non offre proprio una sfida altissima. Sarà anche la nostra esperienza con i giochi originali che ha influito molto sul fattore difficoltà, ma di base tutti e tre i remake, ci sono risultati abbastanza semplici da completare. Questa scelta sicuramente sarà servita per attirare un numero maggiore di giocatori non più abituato ai livelli di difficoltà delle scorse generazioni. Per agevolare i nuovi arrivati infatti, i ragazzi di Toys for Bob hanno deciso di aggiungere qualche meccanica inedita per la serie come per esempio una mappa interattiva nell’angolo dello schermo (per facilitare l’esplorazione) e la possibilità di usare Sparks per cercare i tesori più vicini.

Ma anche con queste aggiunte, non fattevi ingannare nel pensare che il titolo sia semplice per chi cerca il trofeo platino (o il suo completamento generale). Infatti il numero di ore per vedere il risultato al 100% (o 120% in certi casi) possiamo dire che praticamente si raddoppia. Anche la difficoltà generale (specialmente nel secondo capitolo) in certe sfide, diventa a dir poco infernale (ma nel senso buono), mettendo ai ferri corti anche i giocatori più capaci. Questo deriva anche dal fatto che la trilogia è veramente ricca nel numero di sfide e collezionabili da raccogliere. Anche la variazione di essi rendono l’esperienza molto dinamica e mai ripetitiva o monotona. Ogni capitolo in qualche modo, introdurrà delle meccaniche che, nel corso dei capitoli a venire, si evolveranno offrendo nuove possibilità di approccio con i livelli (come per esempio la possibilità di nuotare nel secondo capitolo della saga). Quindi se la durata è quello che principalmente vi interessa, ma nello stesso tempo non volete annoiarvi, possiamo solo garantirvi che i ragazzi di Toys for Bob, hanno fatto un ottimo lavoro sotto questo punto di vista.

Tecnicamente parlando

Spyro Reignited Trilogy segue le basi già consolidate dai ragazzi di Vicarious Vision con il remake di Crash Bandicoot. Infatti, tutti e tre i titoli della trilogia originale, sono stati rifatti praticamente da zero usando il tanto famoso Unreal Engine di Epic. Le animazione risultano a dir poco curate ed ogni movimento di Spyro e dei suoi nemici e amici vi sembrerà uscito da un film Disney/Pixar. Per fare un diretto paragone con il cugino Crash, questo Remake, ci risulta a tratti molto più dettagliato e curato, offrendo una pallet di colori più vivi ed una serie di luci dinamiche più dettagliate. Anche sulle risoluzioni dei sistemi base come PS4 e Xbox One (cioe 1080p) i dettagli si faranno notare in maniera egregia, lasciandovi a tratti a bocca aperta.

Tuttavia, cosi come per Crash Bandicoot, anche in Spyro Reignited Trilogy, il framerate sarà bloccato soltanto a 30 fotogrammi al secondo. Ma questo “blocco” non sminuirà sicuramente la qualità tecnica del titolo, rimanendo praticamente granitici per tutta la durata delle tre avventure. Purtroppo il frame rimarrà “cappato” a 30 FPS anche sulle console mid-gen, ma la risoluzione verrà notevolmente aumentata ai solito 4K (nativi soltanto sulla Xbox One X). Ma anche senza i 60 FPS, il gioco rimane un piccolo gioiello a livello tecnico e soprattutto, grafico.

Anche il comparto audio non ha niente di invidiare, al lato grafico. Curato in passato da Stewart Copeland (The Police), rimane anche a distanza di anni uno dei migliori mai creati. Con l’arrivo della trilogia, Copeland stesso scelse di rimettere mano alle sue creazioni iniziali, introducendo un sistema dinamico delle canzoni. Infatti farà sicuramente piacere sentire i tamburi aumentare al ritmo di Spyro che carica un nemico, o la dolce ninna nanna quando staremo ad esplorare il mondo in tranquillità. Per i nostalgici inoltre, ci sarà anche la possibilità di scegliere tra il comparto sonoro originale o quello dedicato alla Reignited Trilogy.

Un altro plauso (e forse anche il più grosso) va sicuramente fatto al doppiaggio italiano che rispetto all’originale, è riuscito a fare dei passi avanti da gigante. Finalmente possiamo dimenticarci quel doppiaggio a dir poco orribile, sulla prima Playstation ed apprezzare finalmente le voci di Spyro, Nasty Norc ed i vari draghi della vale degli artigiani. Grazie a questo doppiaggio fatto in maniera praticamente impeccabile, anche le varie cutscenes risulteranno apprezzabili, dandovi a tratti l’idea di guardare un film d’animazione più che i segmenti d’intermezzo di un semplice videogioco. I dialoghi vi strapperanno qualche sorriso e la “sbruffonagine” di Spyro (letto finalmente Spairo e non Spiro! ndr) vi faranno innamorare del piccolo spara fiamme viola.

In conclusione

Rivivere le avventure di Spyro dopo tutti questi anni è stato un pochino come rincontrare un vecchio amico dell’infanzia. Un amico che è riuscito a fare carriera ma che nello stesso tempo non si è dimenticato del suo passato, sapendo precisamente di come si stava una volta. La trilogia dei ragazzi di Toys for Bob è riuscita a regalarci, un pugno pieno zeppo di emozioni che, dopo tutti questi anni, ci mancavano. Vedere il lavoro e la passione dietro questa trilogia ci fa ben sperare per il futuro della serie.

Se siete appassionati di platform 3D o semplicemente curiosi di vedere cosa ha da offrire il drago viola, allora questa trilogia non può mancare dalla vostra collezione videoludica, indifferentemente dal motivo. Spyro Reignited Trilogy è stato come un regalo di natale ricevuto circa un mese e mezzo in anticipo e noi, non possiamo che ringraziare ed asciugarci la lacrimuccia creata dalla nostalgia.

Spyro Reignited Trilogy

8

Gameplay

9.0/10

Sonoro

9.0/10

Grafica

9.0/10

Longevità

7.0/10

Trama

6.0/10

Pros

  • Uno dei remake più belli di questa generazione
  • Doppiaggio e soundtrack da urlo
  • Un ottimo modo per riscoprire tre perle del passato
  • Vi ci vorrà molto tempo per completare la trilogia al 100%

Cons

  • A tratti un po' troppo semplice
  • Non tutti i giochi sono presenti sul disco!
  • Qualche Hitbox un pochino sfasata

Altri articoli in Recensioni

Just Cause 4, la Recensione – NO SPOILER

Andy Bercaru14 Dic 2018

Override: Mech City Brawl, la Recensione – NO SPOILER

Andy Bercaru12 Dic 2018

Jagged Alliance: Rage, la Recensione – NO SPOILER

Andy Bercaru5 Dic 2018

Darksiders III, La Recensione – NO SPOILER

Riccardo Cantù26 Nov 2018

Fallout 76, La Recensione – NO SPOILER

Riccardo Cantù19 Nov 2018

Hitman 2, la Recensione – NO SPOILER

Andy Bercaru16 Nov 2018