Shadow of the Tomb Raider, la Recensione – NO SPOILER

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Nell’era di internet, mantenere segreto un progetto legato al mondo videoludico o dell’intrattenimento in generale, è un’impresa tutt’altro che semplice. Basti pensare a quante volte vengono postate immagini e video in giro per il web di giochi ancora non annunciati, magari poco prima delle loro presentazioni ufficiali sul palco delle più grandi convention del mondo. È il caso anche di Shadow of the Tomb Raider, protagonista di un incredibile leak, risalente a quasi un anno fa. Un utente di un noto forum, infatti, ha caricato una foto in cui era possibile scorgere il titolo di questo capitolo conclusivo della saga reboot di Tomb Raider, presa direttamente dal PC di qualcuno coinvolto nello sviluppo del titolo, in una metropolitana.

Nei mesi successivi, comunque, Shadow of the Tomb Raider è stato annunciato ufficialmente ed ha catalizzato l’attenzione del pubblico, curioso di sapere come sarebbero proseguite le avventure della giovane Lara Croft, dopo averne conosciuto le origini in Tomb Raider (il reboot del 2013) e in Rise of the Tomb Raider. In una generazione dominata da remake, remaster e riproposizioni di saghe storiche, infatti, l’operazione compiuta da Crystal Dynamics, Eidos Montreal e Square Enix con il brand di Tomb Raider va annoverata, sicuramente, tra le più riuscite. Gli sviluppatori sono riusciti a infondere nuova linfa in una serie che, prima di questo suo nuovo inizio, aveva conosciuto più bassi che alti e che aveva bisogno di un netto cambio di direzione. Shadow of the Tomb Raider, sviluppato questa volta da Eidos Montreal con il supporto di Crystal Dynamics, ha il compito di concludere questa trilogia reboot mostrandoci la trasformazione finale di Lara Croft dale vesti di inesperta archeologa all’ icona del mondo dei videogiochi che conosciamo tutti. Saranno riusciti nell’impresa? Scopritelo con noi in questa recensione!

RELIC HUNTER

Nel reboot uscito ormai 5 anni fa, avevamo visto una giovane Lara Croft impegnata nelle ricerche del reame dello Yamatai, luogo leggendario governato dalla mitologica regina Himiko.

Durante il viaggio per mare, però, la nave viene investita da una violenta tempesta che la distrugge completamente costringendo i passeggeri ad abbandonarla lanciandosi tra le onde senza sapere se avrebbero mai più rivisto la riva. Lara, tuttavia, riesce a salvarsi raggiungendo l’isola oggetto delle sue ricerche ma rimane invischiata nelle trame di un culto che venera la regina del Sole. In Rise of the Tomb Raider, invece, avevamo una Lara leggermente più matura, lanciata in una campagna in giro per il mondo volta a restituire prestigio al nome di suo padre, Richard Croft, bollato come folle e visionario, morto suicida a causa delle sue ricerche ossessive.

Shadow of the Tomb Raider, infine, riparte dalla fine del precedente capitolo e si prefigge l’obiettivo di dare una degna conclusione alla trilogia portando miss Croft da essere un’archeologa vittima di un naufragio a diventare la Tomb Raider: cacciatrice di manufatti leggendari, stoica, caparbia e implacabile. La trama di questo terzo capitolo di questa saga reboot riesce benissimo in questo. L’evoluzione morale, oltre che fisica, della protagonista è realizzata in maniera credibile e restituisce la sensazione di aver davvero visto Lara crescere, nel corso di questi tre episodi.

In questo capitolo, la nostra eroina si trova nel sud-America, alla ricerca di un artefatto leggendario menzionato nel diario di suo padre: lo scrigno d’argento. Ben presto, però, Lara si rende conto che lo stesso oggetto è nelle mire della Trinità, l’organizzazione paramilitare già vista nei precedenti capitoli che, in questo caso, è convinta che lo scrigno possa aiutarli a riplasmare il mondo. La nostra protagonista, comunque, riesce ad impossessarsi della chiave che aprirà lo scrigno non sapendo che questo gesto avrebbe scatenato una serie di cataclismi su scala mondiale: l’Apocalisse Maya.
Toccherà a lei trovare l’artefatto prima della Trinità in modo da scongiurare la fine del mondo in una corsa contro il tempo che ci terrà col fiato sospeso fino alle ultime battute.

La forza della narrazione di Shadow of the Tomb Raider non sta tanto nell’intreccio, tutto sommato piacevole ma lineare e poco originale, bensì nell’approfondimento dell’iconico personaggio di Lara Croft. Qui ritroviamo una donna caparbia, conscia delle sue capacità e nel destino che la attende, molto più simile a quanto visto nei capitoli originali rispetto alla ragazzina impaurita che avevamo conosciuto nel primo reboot. Non è una macchina da guerra ma una cacciatrice esperta disposta ad affrontare coraggiosamente anche l’Apocalisse per seguire le proprie convinzioni. Anche i personaggi secondari come l’amico fraterno Jonah sono delineati in modo godibile ed inseriti nella trama senza renderli invadenti o d’intralcio. Discorso leggermente diverso per gli antagonisti, la Trinità, che risultano anche troppo stereotipati e mossi da obiettivi poco chiari per tutta la durata dell’avventura. In breve, la trama imbastita da Eidos Montreal è sufficientemente interessante da spingervi a continuare fino ai titoli di coda ma ci sarebbe piaciuto un po’ di approfondimento in più sugli antagonisti che, purtroppo, danno raramente la sensazione di essere una vera minaccia per la nostra Lara.

BECOME THE TOMB RAIDER

Fin dagli albori della serie, la saga di Tomb Raider è sempre stata contraddistinta da tre elementi cardine: l’esplorazione, gli enigmi e il combattimento, tre pilastri su cui viene costruita l’intera struttura di gameplay. Anche Shadow of the Tomb Raider non fa eccezione. L’impostazione è quella già vista nei due precedenti capitoli, un sapiente mix di fasi di arrampicata, esplorazione e raccolta di oggetti utili, scontri a fuoco ed enigmi ambientali. In questo terzo capitolo, però, assume un’importanza fondamentale anche la possibilità di isolare ed eliminare i nemici silenziosamente grazie anche all’introduzione di un paio di meccaniche apposite. La prima di queste aggiunte sono le pozze di fango che sarà possibile utilizzare per ricoprirsi di melma e mimetizzarsi con l’ambiente circostante. La seconda, invece, sono i muri ricoperti di piante rampicanti che potremo sfruttare per nasconderci in attesa del momento adatto per sferrare un colpo letale su un nemico in esplorazione.

La modalità istinto, attivabile con la pressione di un tasto, evidenzia i punti di interesse nell’ambiente in modo da fornire al giocatore un vantaggio tattico ed evidenzia quali dei nemici sono isolati rispetto agli altri. Più avanti nel gioco avremo anche la possibilità di arrampicarci sugli alberi ed adoperare l’arco per appendere i malcapitati e mandare nel panico gli altri avversari, un po’ come accadeva nei Batman: Arkham di RockSteady. Per acquisire nuove abilità ci sarà fornito il solito skill-tree diviso in tre categorie: Esploratrice, Guerriera e Saccheggiatrice, accessibile tramite i falò sparsi nel mondo di gioco. Le abilità della categoria Esploratrice potenziano i sensi di Lara permettendole di vedere gli oggetti importanti, scovare gli animali nella foresta e trovare i collezionabili sparsi nella mappa. Questi ultimi sono di varia natura ed hanno il compito di approfondire le vicende che fanno da sfondo al gioco e la cultura delle popolazioni che lo abitano. Le skill del ramo Guerriera, invece, migliorano le abilità di combattimento di Lara permettendole di abbattere silenziosamente due nemici in rapida successione, di scoccare due frecce contemporaneamente con l’arco o di potenziare le armi a nostra disposizione.

L’arsenale di Shadow of the Tomb Raider è diviso in fucili a pompa, pistole e mitragliatrici, oltre che l’immancabile arco. Tutte le armi sono disponibili in varie versioni ed è possibile migliorarne i danni, il rateo di fuoco e la portata sempre presso i falò spendendo le risorse reperibili sul campo. Le abilità del ramo Saccheggiatrice, infine, rendono Lara più difficile da individuare, oltre che permetterle di craftare più oggetti con un quantitativo inferiore di risorse. Sempre presso i falò, infine, sarà possibile equipaggiare dei completi per la nostra protagonista che varieranno alcune caratteristiche come la sua silenziosità, i danni inflitti e tanto altro. Il crafting è un elemento molto importante in Shadow of the Tomb Raider, esattamente come lo era nei due capitoli precedenti. Le ambientazioni sono letteralmente disseminate di risorse da raccogliere per creare frecce, medicazioni, diversivi e tanto altro. Sarà possibile anche andare a caccia di animali nelle zone boschive per raccogliere pelli utili alla fabbricazione di borse e fondine per poter trasportare un numero maggiore di munizioni e strumenti.

Gli scontri a fuoco, invece, sono abbastanza standard con un’impostazione da sparatutto in terza persona coadiuvato dall’utilizzo delle coperture e delle munizioni speciali disponibili per tutte le armi. Il feeling delle bocche da fuoco e le movenze della protagonista rendono le battaglie abbastanza viscerali e godibili: niente di troppo originale o articolato, sia chiaro, ma si tratta comunque di qualcosa di piacevole da affrontare, senza difetti importanti da segnalare.

WORLD DESIGN

Spendiamo un paragrafo a parte per parlarvi delle ambientazioni imbastite da Eidos Montreal e Crystal Dynamics per questo Shadow of the Tomb Raider. Il bioma predominante è quello della giungla con tutte le sue insidie, animali selvatici e trappole piazzate da antiche tribù. Il tutto è realizzato in maniera credibile e rende bene l’idea di quanto possa essere pericoloso affrontare la natura. L’ambiente è vivo, pulsante, abitato da una mole importante di creature differenti, non tutte esattamente amichevoli, un elemento che contribuisce a creare un senso di immersione assolutamente piacevole in questo tipo di produzioni. Durante la nostra avventura, inoltre, incontreremo una serie di città abitate che fungono da snodo in cui potremo spendere del tempo a dialogare con numerosi NPC che ci forniranno informazioni utili ad ampliare il background della storia, approfondiranno la nostra conoscenza degli usi e dei costumi dei luoghi che visiteremo e ci assegneranno, di tanto in tanto, brevi missioni secondarie opzionali che ci ricompenseranno con materiali e oggetti esclusivi.

Segnaliamo, inoltre, la presenza di alcuni mercanti che, in cambio della valuta del gioco, ci offriranno accessori per le armi, munizioni e tanto altro. Al di fuori delle città, invece, saremo immersi nella natura più selvaggia dove ambienti di medie dimensioni liberamente esplorabili e tombe opzionali nascoste la fanno da padrone. Queste ultime sono dei veri e propri percorsi ad ostacoli che, una volta portati a termine, ci forniranno oggetti e completi esclusivi, aumentando parecchio la longevità del titolo. Ultima menzione per gli enigmi ambientali che ci costringeranno a spremere le meningi per proseguire nella nostra avventura, presenti in un buon numero e tutti ben architettati senza mai, però, brillare per originalità o inventiva. Il mondo di Shadow of the Tomb Raider, in definitiva, saprà rapirvi in un setting selvaggio e pieno di pericoli e contiene una serie di collezionabili e obiettivi secondari che vi potrebbero tenere incollati allo schermo per molto tempo.

TECNICAMENTE PARLANDO

Il punto di vista tecnico è sicuramente la punta di diamante dell’intera produzione. La modellazione poligonale di Lara Croft e dei comprimari è stata realizzata magistralmente e con dovizia di particolari. Anche i capelli della stessa Lara, da sempre uno degli elementi più difficili da rendere in un videogioco, risultano realistici ben animati. La nostra eroina, inoltre, si muove nell’ambiente con animazioni sempre credibili e, addirittura, si sporca in relazione alle varie cadute, arrampicate e corse nella foresta.

Stesso discorso per le espressioni facciali che rendono Lara più “viva” e credibile che mai. Il level design, inoltre, come dicevamo in precedenza, si attesta sempre su livelli molto alti, al punto da spingere il giocatore a voler esplorare ogni angolo delle vaste mappe proposte da Eidos Montreal e Crystal Dynamics. Il doppiaggio in italiano (e nella lingua delle varie etnie presenti nel titolo), infine, è di buona fattura, sempre adeguato al tipo di situazioni che si stanno avvicendando a schermo. Un plauso speciale va fatto alla regia, sempre molto ispirata, cinematografica e spettacolare, soprattutto nella seconda parte dell’avventura e nell’esplosivo finale.

Presente anche la modalità Foto che permette di scattare arbitrariamente delle foto durante il nostro gameplay congelando l’azione, muovendo liberamente la telecamera in giro e aggiungendo filtri ed effetti grafici. La longevità, per concludere, si attesta sulle 10 ore per completare la sola storia principale ma potrebbe arrivare anche al triplo se si decide di affrontare tutte le tombe della sfida e di raccogliere tutti i collezionabili.

CONCLUDENDO

Shadow of the Tomb Raider è la degna conclusione di una delle operazioni di reboot più riuscite degli ultimi tempi. Lara Croft è diventata grande ed ha compiuto l’ennesimo passo che la avvicina a diventare l’icona dei videogiochi che conosciamo e amiamo.

L’avventura imbastita dai ragazzi di Eidos Montreal in collaborazione con Crystal Dynamics e pubblicata da Square Enix è un’altra piacevole incursione in un mondo selvaggio, interessante e ricco di dettagli che ricorderemo a lungo. Peccato per una generale mancanza di coraggio nell’aggiungere elementi totalmente nuovi al gameplay e per la caratterizzazione tutto sommato approssimativa degli antagonisti ma per il resto siamo di fronte ad un nuovo successo nella storia di uno dei brand più famosi di sempre. Shadow of the Tomb Raider chiude la trilogia di reboot dedicata a Lara Croft ma ci lascia con la voglia di tornare presto a impersonare Lara che, in fondo, cresce proprio come stiamo crescendo noi.

Shadow of the Tomb Raider

8.4

Trama

7.5/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

8.5/10

Longevità

8.5/10

Pros

  • Graficamente eccezionale
  • Gameplay rodato e appagante...
  • Sonoro e doppiaggio di ottima qualità
  • Longevo e con molte attività secondarie

Cons

  • ...peccato per la mancanza di novità di rilievo
  • Antagonista eccessivamente stereotipato
  • Trama non troppo originale

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