Resident Evil 2 Remake: l’incubo ritorna a Raccoon City

Speciali
Francesco Damiani
Appassionato di videogames e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo ho imparato a conoscere questi due settori, studiando ogni loro forma creativa e comprendendo il grande lavoro che si cela dietro.

Appassionato di videogames e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo ho imparato a conoscere questi due settori, studiando ogni loro forma creativa e comprendendo il grande lavoro che si cela dietro.

Da un po’ di tempo a questa parte i Remake sono riusciti ha trovare il loro posto nel settore videoludico, d’altronde quando vengono riproposti titoli del calibro come: Shadow of the Colossus, di certo noi giocatori non possiamo che apprezzare ed ammirare il grande lavoro che viene fatto.

A questo proposito questo mese, precisamente il 25 gennaio, approderà un un titolo che durante la nostra giovinezza ci ha tormentato con terribili incubi. Stiamo parlando di un’opera che ancora oggi rimane uno dei più amati dell’intera saga: Resident Evil 2.

DAL VECCHIO AL MODERNO

A volte il cambiamento non è solo una concessione di gusti moderni, ma permette di migliorare il design del progetto originale. Poter vedere ciò in uno dei capitoli più affascinanti del brand, è di certo una gioia per gli occhi. Capcom, riportandolo sulla scena, è come se avesse ridato una ri-nascita alla sua opera ludica, grazie ad una grafica completamente rivisitata e ad un comparto tecnico di ottima fattura.

La versione originale del 1998 è stata di certo una delle versioni più apprezzate dalla community per via del suo gameplay e della sua struttura, ed è proprio qui che Capcom è voluta ripartire, apportando alcune modifiche per rendendolo un titolo moderno.

Grazie alla grande evoluzione nel settore tecnologico, l’autore Yoshiaki Hirabayashi, prima di occuparsi della direzione del Remake, ha cercato di focalizzare l’attenzione su come una persona si immagini questi giochi, ed ecco che da questa riflessione, nacque l’idea di basare la struttura del gameplay con una prospettiva in terza persona e con la telecamera focalizzata alle sue spalle, questo per poter raggiungere l’esperienza horror e l’intensità di un incontro claustrofobico ravvicinato con uno zombie, cosa che se avesse tenuto come in passato una telecamera più lontana avrebbe fatto perdere quella grande immersività.

Resident Evil 2 Remake, in confronto alla sua versione originale, si posiziona tra i due estremi della medaglia con la prima parte che si basa sul mantenere fedele l’adattamento mentre, dal lato opposto, proporre un contenuto inedito. Questo per cercare di offrire al giocatore una nuova esperienza rispetto a quella vissuta con il titolo originale. Se in passato i non-morti erano in grado di farci vivere un stato d’ansia, con questo remake sarà anche peggio.

UN RITORNO ALLE ORIGINI

La storia narrata sarà quasi un ritorno alle origini, difatti in Resident Evil 2 Remake, ci rivedremo nei panni del giovane Leon Kennedy nel suo primo e sfortunatissimo giorno di lavoro come poliziotto. 

Protagonista in questa avventura horror, Leon avrà come compito quello di di risolvere questo caso, in cui gli esseri umani all’interno della centrale di polizia sono diventati degli zombie assassini.

Ritornare nei panni di Leon sarà un’ esperienza che ci riporterà ai vecchi tempi anche se, in sua compagnia, ci sarà come in passato una figura femminile conosciuta da tutti come Claire Redfield.

In questo remake, la centrale di polizia, è stata ampliata con elementi e con delle nuove aree esplorative, come per esempio i bagni ed un centro per bambini orfani completo di un’area giochi. A rendere tutto ancora più affascinante, le ambientazione cupe le quali, grazie al motore grafico di Resident Evil 7, daranno allo spettatore un’illuminazione alla pari di una pellicola cinematografica horror, senza contare la grande spettacolarità di molte scene d’azione, girate in spazi angusti e bui.

Si può dire che Resident Evil 2 Remake è a tutti gli effetti un survival horror con un inventario limitato, capace di contenere all’interno delle erbe curative, delle munizioni e solamente qualche oggetto, rendendo ancora più difficile scegliere cosa portare nei casi estremi.

Il titolo appare essere molto più maturo di quanto si pensi, l’ambientazione di gioco potrà essere a volte un punto dolente, un po’ per la scarsa illuminazione ma anche per i cunicoli stretti che se troppo piccoli, saranno in grado di metterci in pericolo, soprattutto se sulla nostra strada ci sarà un orda di zombi affamati.

Resident Evil 2 Remake, per quanto possa avere un nuovo aspetto sarà in tutto il suo splendore la copia di quella originale.

Sembra avere tutte le carte in regola per poter essere un remake di tutto rispetto ed il gioco giusto al momento giusto, in grado non solo di far riportare i vecchi giocatori a rimetterci le mani sopra, ma di avvicinare anche coloro che non hanno mai avuto modo di provarlo.

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