Recensione RAGE 2, la nuova follia di id Software e Avalanche Studios

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Se seguite le pagine di Nerdplanet.it, saprete che più volte vi abbiamo parlato di quanto alcune software house possano diventare importanti per i videogiocatori, al punto da diventare pilastri della loro crescita come appassionati del media ma anche, se vogliamo, come persone in senso lato.

Basti pensare, ad esempio, ai titoli di Naughty Dog, i vari Crash, Jak & Daxter, Uncharted e The Last of Us che, per chi ha vissuto l’epoca PS1, rappresentano una tangibile evoluzione in termini di narrativa e sotto il profilo delle tematiche affrontate. Dal canto nostro, se dovessimo indicare una delle software house che più hanno contribuito a rendere i videogiochi una passione per noi così forte, non potremmo evitare di nominare id Software.

Fondata ormai nel lontano 1991 da vere e proprie leggende viventi nel panorama videoludico come John Carmack e John Romero, id ha dato i natali ad alcune delle IP più importanti della storia come gli immortali DOOM, Quake e Wolfenstein. Questi tre colossi, amati e venerati da schiere infinite di fan, hanno letteralmente creato uno dei generi più in voga del mercato, quello degli sparatutto in prima persona e, ancora oggi, godono di ottima salute grazie agli sforzi profusi da id e Bethesda. Grazie alla preziosa collaborazione di talentuosi studi di sviluppo sparsi in tutto il mondo, infatti, i giocatori hanno continuato a ricevere ottimi titoli appartenenti alle suddette serie come il reboot di DOOM, la serie di Wolfenstein di MachineGames e, in misura minore, anche l’FPS competitivo online Quake Champions.

Oltre a questi meravigliosi titoli, però, nel 2011, id Software e Bethesda Softworks hanno lanciato una nuova saga che ha nettamente spaccato in due l’opinione degli appassionati: stiamo parlando, ovviamente, di RAGE. All’epoca del lancio, infatti, c’è stato chi si è lasciato rapire da un comparto grafico d’eccellenza, mosso dal nuovissimo engine id Tech 5, da un gameplay duro, viscerale e divertente e chi, d’altra parte, non ha potuto chiudere un occhio su un setting poco originale e su una narrativa confusa, troncata di netto proprio sul finale. Oggi, ben 8 anni dopo il lancio del primo capitolo, arriva RAGE 2, seguito diretto del primo capitolo sviluppato da id in collaborazione con un altro degli studi più in voga del mercato: Avalanche Studios. Lo studio svedese, già salito agli onori della cronaca grazie ad opere come la saga di Just Cause, Mad Max e Generation Zero, dovrà dimostrare il proprio valore su un titolo complesso e su cui gravano le elevate aspettative dei fan di id Software e lo scetticismo dei detrattori del primo episodio.

Ehi, non stai usando quella scarpa nel modo corretto!

Dunque, saranno riusciti nell’impresa di rendere RAGE 2 un prodotto migliore sotto ogni punto di vista? Scopritelo con noi nella nostra recensione!

A WORLD GONE MAD

L’esperienza offerta da RAGE 2, nonostante la tendenza del mercato, è puramente single player e, per questo motivo, ci dispiace constatare che non sia stata data la giusta importanza ad una trama valida ed appassionante che avrebbe fatto da collante tra le varie sezioni di gameplay. Dal punto di vista narrativo, infatti, il lavoro svolto da id e Avalanche rappresenta più che altro un pretesto per lanciare il giocatore nei feroci scontri proposti dal titolo piuttosto che una storia interessante capace di catturare l’attenzione e tenerci incollati allo schermo fino al finale.

Michael Bay chi?

Le vicende narrate sono ambientate 30 anni dopo quelle viste nel primo capitolo, con protagonista Nicholas Raine e partono nel bel mezzo dell’azione, durante un violento attacco dell’Autorità ad uno degli ultimi avamposti dei ranger presenti nella Zona Devastata. Il prologo del gioco, che funge anche da tutorial sulle meccaniche proposte, si conclude con il nostro nuovo eroe, Walker (di cui si può scegliere il sesso all’inizio della partita), che assiste impotente all’omicidio della sua mentore Prowley da parte del leader dell’Autorità, Martin Cross, un enorme cyborg antropomorfo dai metodi dispotici e brutali. Indossata l’armatura dell’ultimo ranger rimasto in vita, Walker scoprirà l’esistenza del Progetto Daga, una manovra ideata da 4 delle menti più geniali della Zona Devastata che potrebbe porre fine all’esistenza degli invasori e, da qui, partirà la nostra avventura in cerca di vendetta che ci porterà a scoprire alcuni dei segreti più nascosti del mondo di RAGE.

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Come dicevamo in precedenza, questo secondo capitolo della saga soffre di una direzione narrativa piuttosto blanda, poco ritmata, avara di dialoghi memorabili e di colpi di scena degni di questo nome. Capiamo bene che la trama non sarà stata l’elemento cardine su cui basare lo sviluppo di RAGE 2 ma ci sarebbe piaciuto un po’ più di impegno nel rendere le cose quanto meno più interessanti in modo da immergere gli utenti nel mondo violento e letale immaginato Tim Willits e soci.

COSA DIAVOLO È UN WINGSTICK?!

La struttura ludica di RAGE 2 è sicuramente l’aspetto più riuscito dell’intera produzione ma anch’essa soffre di uno spiccato dualismo tra l’eccellente feeling generale e la pochezza dei contenuti: si tratta del classico esempio di una splendida cornice a cui manca una tela altrettanto valida. Ci spieghiamo meglio. Avalanche Studios, come abbiamo riportato poco più in alto, è stata artefice di giochi come Just Cause e Mad Max che, in fin dei conti, presentavano un concept di gioco molto simile a quello che ora ritroviamo in RAGE 2.

Gli sviluppatori, infatti, hanno preferito correre meno rischi possibile proponendo una visione molto simile a quella di Just Cause ma declinata al contesto post-apocalittico dell’IP di id Software. Siamo di fronte, in sostanza, all’ennesimo open world dalle dimensioni generose che sarà possibile esplorare da cima a fondo liberamente a bordo di uno dei molteplici veicoli presenti nel gioco ma che, lo diciamo subito, non offre attività e situazioni abbastanza stimolanti da giustificare un’analisi approfondita dell’ambientazione che fa da sfondo al gioco. Certo, ci sono alcuni dungeon nascosti piuttosto ben riusciti, c’è qualche missione secondaria dall’alto tasso adrenalinico ma, andando avanti, vi renderete presto conto di stare ripetendo le stesse attività fino allo sfinimento.

Mad Max quale?

Ci sono avamposti da liberare, convogli da assaltare e Arche da recuperare ma il tutto si ripete così pedissequamente da venire quasi a noia se non fosse per il gunplay stellare messo in campo da Avalanche e id. Sì, avete capito, lo stile adottato per le sparatorie e per i combattimenti è a dir poco esaltante e riesce a tenere sulle spalle l’intera produzione grazie ad alcune meccaniche piuttosto azzeccate che richiamano alla mente le gioie del reboot di DOOM. Gli scontri a fuoco di RAGE 2, invero, risultano incredibilmente feroci e adrenalinici, conditi dalla presenza di un arsenale vario e latore di devastazione, da una pletora di abilità dalla potenza inaudita e da un sistema di personalizzazione delle statistiche tutto sommato ben riuscito.

Esplorando la Zona Devastata, infatti, è possibile entrare in contatto con le Arche che possono contenere nuovi strumenti di morte o nuove abilità che aggiungono pepe ai combattimenti proposti dal gioco di cui potremo appropriarci dopo aver liberato la zona dai nemici. Le armi introdotte nel gioco sono tante e tutte ben caratterizzate: c’è la pistola standard capace di sparare tre colpi in rapida successione o uno più potente in modalità mira, il fucile d’assalto dei ranger ottimo per gli scontri a media distanza, il fucile a pompa tattico utile per fare a pezzi i nemici a distanza ravvicinata e per respingerli con l’attacco secondario, la revolver con colpi incendiari, il lanciarazzi con cariche intelligenti e altre chicche che non vogliamo anticiparvi per non rovinarvi la sorpresa. Ah, sì, torna anche il Wingstick, il celebre boomerang ad aggancio automatico visto nel primo capitolo, vero e proprio marchio di fabbrica della serie RAGE.

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QUESTO è un Wingstick!

L’albero delle abilità, dal canto suo, può essere utilizzato spendendo i punti ottenuti sul campo di battaglia per modificare gli attributi delle varie skill che vanno da un colpo respingente capace di rimuovere le corazze dal corpo dei nemici ad un fragoroso impatto al suolo utile per eliminare interi gruppi di avversari, da una barriera protettiva ad uno scatto laterale adatto a schivare i colpi nemici e tanto altro ancora. In aggiunta a questo, esiste la modalità Sovraccarico, attivabile premendo i due tasti dorsali dopo aver caricato l’apposita barra a suon di uccisioni e che permette di accedere alla versione potenziata delle armi in nostro possesso per fare strage di malcapitati e recuperare salute.

La mappa, infine, è suddivisa in diverse porzioni, ognuna appartenente all’area di influenza di uno degli appartenenti al Progetto Daga e, pertanto, sarà più semplice tenere sott’occhio le varie quest da completare per raggiungere gli obiettivi nell’ordine che preferiamo. Il tutto funziona molto bene e saprà regalarvi parecchie ore di divertimento se saprete soprassedere sulla ripetitività che, purtroppo, permea l’intera produzione.

TECNICAMENTE PARLANDO

Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto su RAGE 2 è di ottimo livello ma non fa gridare al miracolo. L’Apex Engine di Avalanche svolge il proprio compito in modo egregio, gestendo alla grande tutti gli effetti dispiegati dal team di sviluppo senza mai perdere un colpo. RAGE 2 fa larghissimo uso di esplosioni, effetti particellari e giochi di luce ma l’engine dello studio svedese ha dimostrato di poter tenere a bada il tutto senza scadere in cali vertiginosi di frame-rate o in modifiche dinamiche repentine della risoluzione.

Se sanguina possiamo ucciderlo. Anche se non sanguina.

Il mondo di gioco è realizzato con dovizia di particolari, specie negli accampamenti e nelle zone abitate che rispecchiano efficacemente il setting post-apocalittico che fa da sfondo alle vicende del gioco. Anche i modelli dei personaggi protagonisti, comprimari ed avversari sono realizzati con cura al dettaglio e il doppiaggio in italiano risulta di buona fattura. Menzione d’onore alla scelta della palette cromatica che pone in netto contrasto il grigiore degli ambienti devastati e il fucsia dei punti di interesse che crea una dicotomia azzeccatissima che ben si sposa con la follia assoluta che aleggia nella Zona Devastata.

CONCLUSIONE

Per concludere questa disamina, possiamo dire che RAGE 2 è un prodotto riuscito solo a metà. Se da una parte abbiamo un gunplay fenomenale che rende gli scontri adrenalinici, feroci e dannatamente entusiasmanti, dall’altra è facile rendersi conto che il titolo soffre di una spiccata ripetitività e che non offra spunti interessanti per mantenere alta l’attenzione del giocatore fino alle battute finali. Se siete disposti a soprassedere ad una generale carenza contenutistica vi troverete di fronte ad un titolo single player stilisticamente molto buono, dal comparto grafico piacevole e che saprà regalarvi qualche ora di puro e semplice divertimento. Ci dispiace solo che non sia stata posta uguale attenzione alla storia che, probabilmente, avrebbe meritato qualcosa in più. Sarà per la prossima volta.

Rage 2

69.99€
7.6

Trama

6.5/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

7.0/10

Pros

  • Gunplay galvanizzante
  • Stilisticamente ineccepibile
  • Sa essere divertente...

Cons

  • ...ma anche ripetitivo
  • Non è stata posta la giusta attenzione sulla trama
  • Attività secondarie poco interessanti

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