PlayerUnknown’s Battlegrounds (PS4), la Recensione

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Senza ombra di dubbio, il 2018 è stato un anno a dir poco memorabile per l’intera industria videoludica. Non solo abbiamo visto ritorni trionfanti e perle che in qualche modo hanno segnato questa (ormai vecchia) generazione, ma siamo stati testimoni anche di mode e movimenti che hanno alzato ancora di più l’asticella. Il 2018 sicuramente risulterà come un anno a dir poco proficuo per l’industria, e che rimarrà ‘’inscritto’’ nei libri della storia videoludica.

Ma dietro questo emblematico evento non si celebrerebbe la qualità effettiva dei videogiochi usciti nell’ormai passato anno, ma semplicemente il soppravvento di una moda, ovvero quella dei battle royale. Anche se questo “movimento” ha preso vita mesi prima del 2018, la sua connotazione mediatica, diventò virale soltanto durante lo scorso anno.

Come ben sappiamo, Fortnite starebbe dominando l’industria videoludica ed il genere stesso. Il prodotto fatto in casa Epic, non solo è riuscito a surclassare tutti i suoi avversari, ma addirittura a conquistare anche la massa casual (o di persone che non si dedicano sempre al gaming). Infatti, il genere diventò subito virale e sulla bocca di tutti, trasformando Fortnite in un fenomeno di massa.

Ma tornando indietro, sappiamo già che la nascita di questo “genere” si consolidò anni prima del titolo Epic. Infatti grazie alla community sempre più larga di modder, il genere prese vita per le prime volte in delle semplici mod per Minecraft ed ArmA. Proprio da una mod, nacque il famoso PlayerUnknown’s Battleground che per molti viene considerato (tutt’oggi) il capostipite effettivo di questo genere.

Esattamente come Fortnite, anche PUBG riuscì a diventare un fenomeno di massa in brevissimo tempo, grazie alla sua natura “mordi e fuggi” che rendevano il gioco facile da masticare ma difficile da digerire. Le prime versioni del gioco (rilasciate su PC), risultarono a dir poco grezze e mal ottimizzate. Anche la versione Xbox One non subì particolare modifiche, rendendo il gioco molto macchinoso.

Ma a distanza di 2 anni dalla versione PC e di circa 1 anno da quella Xbox One (anche se la versione completa uscì qualche mese fa), i ragazzi di Bluehole riprovano la loro fortuna anche sulle console di casa Sony. Saranno riusciti essi a compiere quel passo in più per riguadagnarsi il posto di miglior battle royale di sempre?

War…War never changes!

Ormai ci sembra scontato spiegarvi cos’è esattamente un gioco Battle Royale, ma giusto per rinfrescarvi la memoria, vi basti sapere che si tratta di un gioco con una struttura FFA (tutti contro tutti), dove 100 giocatori si affronteranno in una battaglia fino alla morte. Tutti i giocatori verranno catapultati sulla mappa in punti randomici (a scelta del giocatore stesso), senza armi ed equipaggiamenti.

L’obiettivo sarà appunto di rimanere l’unico uomo in piedi in mezzo ai restanti 99 giocatori, che avranno lo stesso identico obiettivo. Una formula di base molto semplice, la quale però, viene difficile da digerire per la sua natura casualistica. PlayerUnknown’s Battlegrounds, a differenza di un Fortnite, risulta molto più simulativo, rendendo il gameplay molto più statico e lento. Di base la struttura è pressochè identica, ma l’andamento generale di ognuno è molto diverso. PUBG infatti risulta un gioco molto lento. La sua natura statica tenderà spesso a farvi quasi “annoiare” se siete giocatori più frenetici, ma nello stesso tempo, la struttura potrebbe risultare più consona ai giocatori più calmi e portati verso la simulazione bellica.

C’è poco da aggiungere sul gameplay effettivo. Anche questa versione per PS4 risulta praticamente identica alla versione One e PC. L’unica “differenza” risiede nel fatto che, la versione Playstation 4, rinchiude l’ottimizzazione effettiva ed i contenuti rilasciati in tutti questi mesi sulle altre piattaforme.

Ancora una volta però, la poca diversificazione di modalità e la mancanza di eventi specifici ed aggiunte sostanziali, rendono PUBG poco godibile alla lunga essendo che il gioco, di base, non offre mai niente di nuovo (salvo qualche mappa aggiunta ogni tot mesi). Essendo che si tratta comunque di un prodotto “premium”, fa strano pensare che esso offra cosi poco rispetto alla concorrenza Free to play.

Tecnicamente parlando

La versione Playstation 4 sicuramente a primo impatto risulta meno fastidiosa della versione Xbox One, rilasciata qualche mese fa. Infatti i ragazzi di Bluehole hanno cercato di ottimizzare il più possibile il gioco eliminando ogni singolo elemento di freeze. PUBG su PS4 risulta un gioco che, il 90% delle volte, rimane molto fluido nel framerate con FPS stabili sui 60 (sia sulle versioni base della console che su quelle mid-gen).

Tuttavia, il comparto grafico effettivo, anche con le dovute ottimizzazioni, risulta ancora una volta molto povero. Ogni texture sembra datata a due generazioni fa e l’effetto continuo di popup, rende la percezione delle cose, a tratti, molto caotica (influendo molto anche sul gameplay effettivo). Il gioco gira ad una risoluzione di 1080p su PS4 base ed a 1440p su PS4 Pro. Tuttavia in entrambe le versioni, il framerate risulta identico (con una stabilità maggiore su Pro).

Anche il comparto audio non sembra essere cambiato, ma sotto questo punto di vista non c’è tanto di cui preoccuparsi dato che PUBG, svolge il suo lavoro in maniera più che decente. Qualche suono “sfasato” risulta  ancora presente, ma niente da impedire o incapacitare il giocatore durante il svolgimento di una partita.

Lo schema di controlli, cosi come su Xbox One è stato ottimizzato anche su Playstation 4, rendendo il gioco fluido una volta preso il pad alla mano. Come abbiamo già detto durante la recensione su One, la moltitudine di comandi presenti in PUBG, rendono la semplificazione molto approssimativa. Tuttavia i controlli saranno di facile apprendimento dopo un paio di partite.

In conclusione

Ancora una volta, ci viene molto difficile consigliare PlayerUnknown’s Battleground anche se di base, il gioco non risulta per niente pessimo. La sua struttura più simulativa rende il gioco una valida alternativa per chi cerca qualcosa di diverso dal solito Fortnite. Tuttavia, la scarsa ottimizzazione e la povertà di contenuti, imballati sotto forma di un prodotto premium, continuano a farci storcere il naso.

Tuttavia, se il genere simulativo vi attira e se siete stanchi della struttura di Fortnite, PUBG potrebbe essere un acquisto sensato.

PlayerUnknown's Battlegrounds

5.9

Gameplay

7.0/10

Grafica

5.5/10

Sonoro

6.0/10

Modalità Online

5.5/10

Contenuti

5.5/10

Pros

  • Ancora divertente da giocare con gli amici
  • Le varie migliorie tecniche si notano...
  • La versione PS4 viene lanciata con tutte le patch

Cons

  • Le mappe risultano ancora troppo vuote e dispersive
  • ...anche se moltissime sbavature ci sono ancora
  • Il prezzo ancora troppo alto per quello che offre

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