Perché ci piace tanto il retrogaming

Speciali
Gerardo Americo
Amante di fumetti, videogiochi, cinema e serie tv. Cresce con il Commodore 64 e la Playstation 1. I suoi preferiti sono Spider-Man, Batman e Tex.

Amante di fumetti, videogiochi, cinema e serie tv. Cresce con il Commodore 64 e la Playstation 1. I suoi preferiti sono Spider-Man, Batman e Tex.

Mai come in questo periodo stiamo assistendo nel mondo videodulico all’amore sbocciato tra i videogiocatori e il retrogaming. L’annuncio dello SNES Mini Classic, sold out nei preordini su siti come Amazon in pochissimo tempo, ed il recente successo di un icona Sony come Crash Bandicoot, assente da anni sulle console, e ritornato alla grande ad invadere i sogni degli appassionati, non può non porci alcune questioni.

Il fenomeno delle retroconsole, non è certo cosa recente. Non è stato il NES Mini il primo in questo ambito: tra gli altri ci hanno provato un po’ tutte le grandi aziende videoludiche del passato, da Sega con una riproposizione in versione mini del Sega Mega Drive, o le varie collection per console, a Snk, che riproponeva lo storico Neo Geo.

Il NES Mini ha però avuto il merito di lanciare la “moda”, sfruttando ovviamente l’enorme fascino e la qualità dei titoli che su cui la console giapponese può contare. Grazie a un prezzo abbordabile e con un parco titoli di tutto rispetto, è riuscita a conquistare i videogiocatori di ogni generazione, arrivando ad un successo di vendite che nemmeno Nintendo si sarebbe aspettata.

Ma può bastare solo l’effetto nostalgia? Ovviamente no. Se molti sono stati spinti all’acquisto dal ricordo della loro infanzia trascorsa con la loro console preferita, molti invece l’hanno acquistata per riscoprire quei classici che, pur facilmente reperibili nel mercato dell’usato, non hanno la stessa comodità offerta dal NES Mini. Non bisogna sottovalutare il fattore “clicca play e gioca”.

Le console moderne ci hanno abituato a tempi d’installazione lunghissimi e chi è cresciuto con una Playstation 1 o qualsiasi altra console degli anni ’90 non può non rimpiangere l’immediatezza data dall’inserire il disco e giocare, magari con un amico di fianco e non tramite il multiplayer online. Inoltre stiamo parlando di titoli invecchiati benissimo, che ancora oggi riescono a conservare il loro fascino, unendolo ad un gameplay praticamente senza tempo che intrattiene anche a distanza di tanti anni e di generazioni videoludiche.

Ecco come la retroconsole Nintendo ci porta in un attimo in un altra epoca videoludica, accomunandola con quella moderna e aggiungendo alcune feature apprezzatissime sia dal pubblico dei nostalgici degli anni ’90, sia dalle nuove generazioni.

Ovviamente le altre case produttrici non stanno a guardare, con Sega che ha recentemente annunciato una anniversary edition del suo Sega Mega Drive, leggermente differente dalla precedente, e perfino Atari ritorna con una nuova misteriosa console, ancora da svelare.

Anche Sony si è mossa nel retrogaming a modo suo, riproponendo Crash Bandicoot, storica icona della Playstation scomparsa da anni dal mercato videodulico, in una versione ricostruita da zero. Con queste premesse, c’è anche chi già vorrebbe una Playstation 1 mini, potendo contare sulla qualità del parco titoli della prima console dell’azienda giapponese.

Questa continua operazione nostalgia non sembra affatto voler finire, a significare che la nostalgia a volte, è la più potente IP che c’è.

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