Per Michael Patcher le loot box esistono perché i giocatori che le acquistano sono stupidi

News
Avido consumatore di strategici, sparatutto, action RPG e JRPG. Non disdegna bocconi di altri generi ma non sopporta molto gli open world ed è incapace nei giochi di guida. Giochi preferiti: Persona 5 e Bloodborne.

Avido consumatore di strategici, sparatutto, action RPG e JRPG. Non disdegna bocconi di altri generi ma non sopporta molto gli open world ed è incapace nei giochi di guida. Giochi preferiti: Persona 5 e Bloodborne.

Michael Pachter, noto analista di Wedbush Securities, è stato intervistato da Dean Takahashi durante un evento alla Video Game Bar Association in quel di Los Angeles. Famoso per le sue dichiarazioni divisive ed azzardate, questa volta ha detto la sua sulla questione loot box.

Queste le sue parole: “Perché esistono le loot box? Perché gli utenti sono stupidi e spendono migliaia di dollari per cercare di ottenere quell’oggetto tanto desiderato. Se venisse messo in vendita a 500$, invece, non lo comprerebbero. Io credo che la soluzione attualmente implementata in Cina – indicare con chiarezza le probabilità di ottenere ogni oggetto aprendo una loot box – sia la migliore. Prendiamo come esempio un oggetto che ha 1 probabilità su 250 di uscire, ma che viene anche venduto a 250$ singolarmente. A quel punto, le persone lo comprerebbero direttamente, piuttosto che spendere 600$ in loot box nella speranza che esca”.

Pachter non ha un’alta opinione di chi compra loot box. Secondo l’analista spendere decine o centinaia di euro sperando di trovare l’oggetto estetico desiderato fra centinaia o migliaia di oggetti è da stupidi. Se gli oggetti fossero messi in vendita singolarmente infatti nessuno spenderebbe delle cifre così alte per una skin, ma rendendo il tutto randomico, il giocatore si sente invogliato a tentare la fortuna.

Negli ultimi mesi le loot box sono state al centro di numerose polemiche. In Belgio sono state paragonate al gioco d’azzardo e in Olanda quattro giochi rischiano di essere ritirati dal mercato (Rocket League, PlayerUnknown’s Battlegrounds, DOTA 2 e FIFA 18). Il modello cinese sembra effettivamente il migliore e certamente quello più trasparente.

Anche EA è stata al centro del dibattito con Battlefront 2. Il gioco infatti aveva un sistema di loot box molto legato alla progressione e che non comprendeva solo oggetti estetici. A seguito di numerose proteste dei giocatori il sistema è stato cambiato e, in Battlefield V, è relegato solo agli oggetti cosmetici.

Il sistema loot box sembra destinato ad un ridimensionamento e ad una maggiore trasparenza dopo gli ultimi mesi di polemiche. Vedremo in che direzione si muoveranno publisher e sviluppatori nei prossimi anni.

Fonte: VentureBeat

Altri articoli in News

Pokémon Quest – In arrivo la versione mobile del titolo!

Andy Bercaru21 giugno 2018

Pokemon GO – Padre e figlio arrestati dopo una lite con un giocatore!

Andy Bercaru21 giugno 2018

Warhammer: Vermintide 2 – Rivelata la data d’uscita su Xbox One!

Andy Bercaru21 giugno 2018

Code Vein – Nuovi dettagli sul multiplayer, personaggi e nuovi screeshot!

Andy Bercaru21 giugno 2018

The Witcher: Enhanced Edition in regalo per tutti su GOG!

Andy Bercaru21 giugno 2018

Gamestop – La nota catena di videogames è ufficialmente in vendita!

Andy Bercaru21 giugno 2018