Metro: Exodus, La Recensione – NO SPOILER

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Il medium videoludico, quello cinematografico e quello fumettistico sono andati frequentemente di pari passo. Basti pensare alle decine di tie-in basati sulle più grandi produzioni hollywoodiane dalla qualità più o meno convincente che, nel corso degli anni, hanno invaso gli scaffali dei negozi per rendersi conto di quanto questi mondi siano spesso e volentieri interconnessi.

Più rara, invece, è la trasposizione di opere letterarie che, forse a causa di ritmi di narrazione totalmente differenti, fatica a trovare spazio nell’affollato panorama videoludico moderno. L’eccezione probabilmente più famosa è legata alla saga di Metro, liberamente ispirata ai romanzi omonimi di Dmitry Glukhovsky, con due capitoli usciti sulla scorsa generazione di console e PC. I primi due episodi, Metro 2033 e Metro: Last Light, sono stati titoli eccellenti sotto molti punti di vista, acclamati da critica e pubblico grazie ad una sapiente miscela di quattro ingredienti fondamentali: una trama interessante, una struttura ludica raffinata, un’ambientazione affascinante e un comparto tecnico spacca-mascella.

Il 4A Engine, il motore grafico proprietario del team di sviluppo, dava vita ad un credibile un setting post-apocalittico in cui la metropolitana di Mosca era l’ultimo baluardo della civiltà umana, in un mondo completamente spazzato via da una feroce guerra nucleare. A circa sei anni di distanza dall’uscita del secondo capitolo della saga, Last Light, Metro torna a far sentire la sua potenza su PS4, Xbox One e PC con una nuova, entusiasmante incarnazione: Metro Exodus.

Mostrato per la prima volta durante la conferenza Microsoft, nel corso dell’E3 2017, Exodus ha subito colpito la community videoludica principalmente per via di due fattori: un comparto grafico strepitoso e, soprattutto, un setting sensibilmente diverso rispetto al passato. Gli stretti e claustrofobici cunicoli della metropolitana moscovita lasciano spazio alla desolazione della superficie flagellata dalla guerra e abitata da ogni sorta di mostruosità.

Si tratta, indubbiamente, del capitolo di Metro più aperto e ambizioso di sempre: riuscirà a rispettare le ottime premesse con cui si è presentato al grande pubblico? Scopritelo con noi in questa nostra recensione!

BY FIRE AND SWORD, WE’LL TAKE BACK OUR WORLD

Il sottotitolo ‘Exodus‘ assegnato al terzo capitolo della serie videoludica di Metro è fortemente esplicativo della tematica che accompagnerà il leggendario Artyom in questa nuova avventura. Dopo vent’anni di vicissitudini come abitante del sottosuolo della capitale russa, il nostro protagonista sente la necessità di uscire ed esplorare la superficie, incapace di arrendersi all’evidenza che, lì fuori, la vita non esiste più.

La terza guerra mondiale del 2013 (fortunatamente esclusiva dell’universo narrativo immaginato da Glukhovsky, ndr), infatti, ha spazzato via la civiltà, lasciando dietro di sé una scia di distruzione che non ha risparmiato niente e nessuno. Un tetro silenzio, spezzato solo dai lamenti di alcune mostruose creature, avvolge le defunte vestigia della gloriosa città di Mosca, le carcasse delle auto abbandonate si ammassano sulle strade mentre la pioggia radioattiva sferza con violenza sulle polverose vie della capitale.

Tutto questo, però, non basta a fermare il nostro Artyom, deciso più che mai a ispirare l’umanità a riprendersi il proprio mondo. Durante una delle sue esplorazioni, però, il nostro eroe si imbatte in un avamposto militare sconosciuto in cui, dopo una serie di peripezie che non vi anticipiamo, scopre che tutto ciò che gli era stato raccontato della guerra, della vita dopo le bombe e della nuova società era una terribile menzogna. Inizierà qui un viaggio lungo e tortuoso che ci porterà a scoprire una verità sconvolgente.

Cosa si cela dietro a quella fitta coltre di bugie, perché nascondere la possibilità che il mondo sia sopravvissuto alla guerra e che ruolo ha l’Ordine in tutto questo? Lo scoprirete solo giocando a Metro Exodus perché, da videogiocatori, non vogliamo assolutamente anticiparvi nulla di quello che è un intreccio narrativo interessante e che saprà tenervi con il fiato sospeso fino alla fine, un finale che rappresenta la degna conclusione dell’epopea di Artyom e soci, nonché l’epilogo di tutto l’universo di Metro, opere letterarie incluse. Fidatevi di noi quando vi diciamo che non potete immaginare cosa vi aspetta.

AURORA

Dal punto di vista ludico, Metro: Exodus rappresenta una buona via di mezzo tra i canoni classici della serie e una nuova interpretazione di quella stessa formula. Partendo, infatti, dal solito scheletro imbastito dai 4A Games nel corso degli anni, gli sviluppatori hanno pensato di trapiantare il tutto in un setting più ampio e liberamente esplorabile. Si tratta, quindi, dell’open world puro che si era intravisto nei primi trailer? No, Metro: Exodus è ancora un gioco molto lineare e suddiviso in capitoli ben distinti.

La differenza, rispetto al passato, è che ciascun capitolo è ambientato in diverse parti della Russia post-bellica immaginata dall’autore e, di conseguenza, le mappe risultano più grandi e ricche di dettagli. La scelta di ambientare il terzo capitolo sulla superficie piuttosto che nel sottosuolo può aver smorzato l’effetto ‘terrore’ derivante dalla claustrofobia, tipico dei due capitoli precedenti ma, ve lo possiamo garantire, Exodus ha alcuni passaggi ancora più malati e inquietanti rispetto a quanto visto nei primi due episodi.

L’impostazione, ancora una volta, è quella dello shooter in prima persona dalla forte componente narrativa, con un impatto visivo meraviglioso e basato su una formula vincente che alterna fasi di esplorazione a fasi di shooting crude e viscerali. Ogni scontro con le creature da incubo che popolano l’ambientazione di Metro o con uno degli esseri umani deviati dalla fame e dalle perversioni incontrollate è realizzato in modo da rendere al meglio la violenza che domina quell’universo. L’arsenale a disposizione del giocatore comprende una serie di armi di diversa natura che è possibile personalizzare a fondo tramite il menu apposito accessibile dallo zaino.

Premendo il relativo pulsante, infatti, è possibile fermarsi in qualsiasi momento per creare nuovi oggetti come medikit e bombe tramite un comodo sistema di crafting basato sulle due risorse reperibili sul campo di battaglia ma si può anche assemblare le proprie bocche da fuoco collegando mirini, calci regolabili e caricatori aumentati. La relativa scarsità di munizioni che permea l’intera esperienza renderà dunque obbligatorio gestire al meglio ciascun combattimento magari facendo affidamento su un buon mirino o su un puntatore laser.

Il team di sviluppo, comunque, non vi costringe ad affrontare di petto tutte le situazioni ma vi da la possibilità, se lo desiderate, di aggirare le minacce e di muovervi nelle ambientazioni in modo stealth grazie ad un comodo led posto sul polso del protagonista che indicherà i momenti in cui siete esposti alla luce e il nemico potrà vedervi. Si tratta di una meccanica indubbiamente interessante ma che, a causa di un’intelligenza artificiale tutt’altro che raffinata risulta piuttosto insoddisfacente rispetto alle gradevoli sparatorie.

Tornando per un attimo all’arsenale di armi inserito da 4A Games all’interno del gioco, possiamo dire che si tratta di uno dei più variegati visti in uno shooter single player in tempi recenti. Si passa da vari tipi di fucili a pompa a diversi fucili d’assalto, da pistole mitragliatrici a revolver, da fucili da caccia al peculiare fucile pneumatico a piombini con tanto di ricarica a pressione, utile per tirarsi fuori dalle situazioni più disperate.

Tutte le armi, inoltre, andranno pulite e riparate regolarmente in modo da evitare malfunzionamenti che potrebbero causare una morte prematura. Il livello di sfida del gioco è abbastanza accessibile impostato su ‘Medio’ ma può dare vero filo da torcere salendo sulla scala della difficoltà, costringendovi a stare attenti ad ogni passo che compirete. In aggiunta a tutto questo va segnalato che Metro: Exodus include una serie di altri strumenti necessari alla sopravvivenza. Prima tra tutte l’iconica maschera antigas che si utilizzerà in alcune zone dall’alta densità di radiazioni che, altrimenti, provocherebbero ingenti danni al nostro protagonista.

C’è anche il classico accendino che svolge la duplice funzione di illuminare le zone più scure (in accoppiata alla torcia posta sul casco) e di bruciare le ragnatele nei luoghi abbandonati in modo da procedere in modo più sicuro. Per l’occasione, inoltre, sono stati inseriti dei veicoli pilotabili che vi permetteranno di coprire lunghe distanze in brevissimo tempo grazie ad un sistema di guida basilare ma ben implementato. Tirando le somme, la struttura ludica di Metro: Exodus è un mix raffinato degli elementi che hanno reso grande la serie, semplicemente tradotti in un setting molto più grande e di più ampio respiro rispetto al passato. Niente male davvero.

TECNICAMENTE PARLANDO

Il punto di vista tecnico è la vera e propria punta di diamante della produzione di 4A Games e Deep Silver. Stiamo parlando di un’opera, come abbiamo già detto, dal comparto grafico mozzafiato che potrebbe rappresentare il primo, autentico assaggio della grafica che vedremo nella prossima generazione.

Ogni modello dei personaggi, dei nemici e delle strutture è realizzato con una minuzia di particolari più unica che rara nel panorama videoludico moderno, grazie anche all’incredibile potenza del 4A Engine. Gli ambienti sono invero di una varietà invidiabile e ricchi di dettagli che li rendono vivi e credibili. Anche le creature nemiche sono realizzate con cura, con una muscolatura anatomicamente plausibile e con il pelo che svolazza al vento.

E che dire dei comprimari? Essi sono tutti ben caratterizzati e dotati di una serie di tratti distintivi a cui è impossibile non affezionarsi. 4A Games ha svolto un lavoro egregio sotto questo punto di vista. Il comparto audio, invece, soffre di un netto dualismo. Da una parte abbiamo un campionamento di spari, versi delle creature e effetti ambientali godibili, un doppiaggio in italiano ottimo e una colonna sonora mai invasiva, dall’altro è facile notare degli evidenti problemi di sincronizzazione tra le animazioni e l’audio.

Speriamo che sia possibile risolvere questo tipo di criticità con delle patch future. Per quanto riguarda la longevità, infine, siamo di fronte ad un titolo che vi porterà via almeno una ventina di ore per completare la campagna principale, senza contare le decine di attività secondarie che sarà possibile affrontare in ciascun capitolo e i collezionabili sparsi in tutto il mondo.

IN CONCLUSIONE

Metro: Exodus è la degna conclusione di una serie di pregio. In un mondo in cui il multiplayer online sembra aver preso il dominio sui videogiochi, 4A Games ha confezionato un’opera dal sapore squisitamente single-player dotata di una struttura ludica convincete e di un comparto tecnico veramente da urlo.

La storia è sufficientemente interessante e ricca di colpi di scena da tenervi incollati allo schermo per le circa 20 ore necessarie a completare il gioco e, fidatevi, vale la pena affrontare questa corsa a perdifiato attraverso le wasteland del territorio russo.

Metro: Exodus è un gran bel gioco. Il passaggio dalle claustrofobiche linee della metropolitana moscovita alla desolazione della superficie ha giovato al setting del gioco che ora appare più variegato e affascinante che mai. Se amate le belle storie, adulte, crude e sfaccettate, Metro: Exodus è un gioco che non potete lasciarvi scappare ed è anche l’epilogo di una serie che, negli anni, non ci ha mai deluso. Artyom e gli altri, in fondo, ci mancheranno.

0.00
8.8

Trama

8.5/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

9.5/10

Sonoro

8.5/10

Longevità

9.0/10

Pros

  • Tecnicamente eccezionale
  • La trama saprà tenervi incollati allo schermo
  • Il gameplay è solido e raffinato
  • Longevo e ricco di attività secondarie

Cons

  • IA un po' povera
  • I tempi di caricamento possono risultare eccessivi
  • Ci sono alcuni problemi di sincronizzazione dell'audio

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