Megaman 11, La Recensione – NO SPOILER

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Noi della redazione di NerdPlanet.it adoriamo Capcom, è inutile girarci intorno. E’ impossibile per noi dimenticare i momenti meravigliosi della nostra infanzia passati in compagnia di alcuni dei suoi giochi più iconici. Basti pensare all’eterno amore che nutriamo per la saga di Resident Evil, per quella di Street Fighter, di Devil May Cry, di Monster Hunter o per quella dello stesso Megaman, protagonista dell’articolo che state per leggere.

Va detto, però, che Capcom ha vissuto un periodo abbastanza buio negli anni passati con il lancio sul mercato di titoli blandi o poco audaci che puntavano più ad un facile guadagno che al proporre qualcosa di qualità tralasciando, almeno in parte, gli standard qualitativi elevatissimi a cui ci avevano abituato in passato.

Per questo siamo felici di constatare che, ultimamente, c’è stata un’inversione di tendenza con lo studio nipponico che è tornato ad offrire ai giocatori giochi di ottimo livello come il coraggioso Resident Evil 7, il fantastico Monster Hunter World o i prossimi, interessantissimi, Devil May Cry 5 e Resident Evil 2 Remake. E’ il ritratto di una compagnia che, evidentemente, ha ripensato fin nelle fondamenta il suo modo di fare videogiochi, di un’azienda che mira a riprendersi il posto che le spetta di diritto nell’olimpo dei migliori developer a livello mondiale e noi, personalmente, non potremmo esserne più lieti.

Per continuare questa striscia di risultati positivi, il colosso di Osaka ha pensato di rilanciare, come vi dicevamo in precedenza, anche il brand dedicato al robottino blu più famoso dell’industria, l’immortale e amatissimo Megaman. Dopo l’uscita di Mighty No.9, sequel spirituale della saga che ne condivideva alcune meccaniche basilari, senza però collocarsi nella timeline della serie, Capcom torna a parlarci delle avventure del Blue Bomber con un capitolo principale numerato: Megaman 11.

Sarà riuscita l’azienda nipponica a confezionare l’ennesimo successo consecutivo? Scopritelo con noi, nella nostra recensione!

LIGHT vs. WILY

Come era lecito aspettarsi, la trama non è sicuramente un punto focale dell’attenzione del team di sviluppo poiché funge da presto per lanciare il giocatore all’interno dei vari scenari che compongono l’esperienza offerta dal titolo. Qualche chicca per gli appassionati, però, non manca.

La storia di Megaman 11, infatti, ruota attorno allo scontro millenario tra il Dr. Light e il Dr. Wily con il secondo che, all’improvviso, ricorda di aver sviluppato assieme al primo, ai tempi del college, un macchinario capace di donare nuova forza ed energia ai robot con cui intende dominare il mondo. Il congegno, chiamato Double Gear, dapprima messo da parte in favore delle invenzioni del più pacato Dr.Light, viene recuperato dal malvagio Wily che, allo stesso tempo, rapisce otto dei Robot Master di Light e crea un piccolo esercito di potentissime macchine con l’intenzione di mettere a ferro e fuoco il pianeta.

Toccherà al solito, caparbio ed eroico Megaman porre rimedio alla situazione con l’aiuto di un’altra versione del Double Gear che rappresenta, a tutti gli effetti, il nucleo dell’intera esperienza di gioco e la novità più importante tra tutte quelle proposte.

DOUBLE GEAR, DOUBLE FUN ?

Megaman 11 rappresenta alla perfezione l’intenzione di Capcom di proporre un prodotto fresco e godibile ma con un occhio attento alla tradizione della serie. L’impostazione, come al solito, è quella di uno shooter side-scroller con forti componenti platform caratterizzato da un livello di sfida elevatissimo che passa da situazioni di totale frustrazione a sensazioni assolutamente galvanizzanti, una volta portato a termine un livello.

In totale, gli schemi da affrontare sono 8, in cui il giocatore dovrà farsi largo tra ogni tipo di trappola ed insidia, fino a giungere all’immancabile (e ormai classico) Robot Master finale che, una volta sconfitto, conferirà al nostro eroe un nuovo potere. Lungo il cammino dovrete fare attenzione a calcolare ciascun salto e movimento al millimetro: ogni passo falso potrebbe costarvi il game over e, di conseguenza, la necessità di ricominciare l’intero livello da zero.

E’, in buona sostanza, la stessa meccanica di trial & error che abbiamo imparato ad amare (e odiare) nei precedenti capitoli della saga ma, questa volta, il sistema Double Gear di cui vi parlavamo poco più sopra ci può venire in aiuto. Quest’ultimo si traduce in due tasti dedicati con funzioni specifiche: il primo consentirà al Blue Bomber di infliggere danni notevolmente aumentati in modo da venire a capo dei combattimenti più intensi in poche mosse, l’altro, invece, lo renderà così veloce da avere una percezione rallentata del tempo consentendo al giocatore di navigare negli scenari proposti dal team di sviluppo con maggiore precisione.

L’attivazione di entrambe le modalità del Double Gear però richiederà una spesa in termini di risorse, indicate da una barra posta accanto a quella della salute che potrà essere ripristinata raccogliendo oggetti droppati dai nemici. Non è tutto. Oltre a queste due c’è una terza modalità che può essere attivata solo quando il nostro protagonista sarà in fin di vita, premendo entrambi i pulsanti del Double Gear, che permetterà di sparare colpi potentissimi e risolvere situazioni disperate.

A questo punto potreste pensare che quest’ultima implementazione possa aver reso il gioco più semplice e accessibile. Vi sbagliereste di grosso. Anche con l’aggiunta della nuova meccanica del Double Gear, infatti, Megaman 11 è il solito, buon vecchio Megaman, fatto di livelli molto ostici da portare a termine (disponibili in vari livelli di difficoltà), boss memorabili da affrontare con strategie sempre diverse e armi devastanti da sbloccare volta per volta, tutte potenziabili tramite i bulloni raccolti sul campo di battaglia, in un menu apposito.

TECNICAMENTE PARLANDO

Come il gameplay vive del dualismo tra nuovo e tradizionale, anche il comparto tecnico di Megaman 11 è caratterizzato da un dualismo. La direzione artistica, infatti, risulta sempre meravigliosa e coniuga perfettamente l’immaginario classico del Blue Bomber con animazioni e design al passo con i gusti dei videogiocatori moderni mentre, al contrario, gli scenari soffrono di un’approssimazione che non avremmo voluto vedere.

E’ tutto fin troppo statico, anonimo al punto da cozzare con l’indiscutibile bellezza della palette cromatica e dei movimenti del robot blu più famoso dei videogiochi. Ottimo anche il design dei boss, tutti riconoscibili e ben realizzati mentre un po’ meno godibile risulta la colonna sonora, priva dei brani indimenticabili che avevano contraddistinto la serie ai suoi albori e con un campionario di effettistica sonora tutto sommato piuttosto piatto. Niente che possa inficiare la godibilità del prodotto, sia chiaro, ma ci sarebbe piaciuto vedere una maggiore cura, sotto questo punto di vista.

CONCLUSIONI

Megaman 11 rappresenta un gradito ritorno sulle scene da parte del robottino blu di casa Capcom, un prodotto che vive di un forte dualismo tra innovazione e tradizione, che offre una sfida sempre piuttosto elevata ma che sa anche regalare grosse soddisfazioni.

La nuova opera dell’azienda di Osaka è, inoltre, un tributo ad un modo ormai desueto di fare videogiochi, quando questi ultimi erano una sfida ai nervi e ai riflessi dei giocatori e, in un periodo in cui questa filosofia si è un po’ perduta, arriva come un fulmine a ciel sereno che farà la gioia di molti. Superato l’ostacolo dell’osticità di alcuni passaggi, vi ritroverete tra le mani un prodotto valido sotto praticamente ogni punto di vista che non vorrete lasciarvi sfuggire per nessuna ragione, soprattutto visto il prezzo a cui viene proposto. Capcom ha segnato un altro punto.

7.8

Trama

7.5/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

8.0/10

Pros

  • Classico ma allo stesso tempo fresco
  • La nuova meccanica Double Gear funziona alla grande
  • Divertente e frenetico
  • Sa essere galvanizzante...

Cons

  • ...ma anche decisamente ostico
  • Poca cura sotto il punto di vista tecnico

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