Life is Strange 2: Episodio 1 – Roads, la Recensione – NO SPOILER

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Appassionato da sempre di videogiochi, serie tv e film. Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta cercando di evitare gli spoiler per tutta la roba che ho ancora da recuperare. E fidatevi, ne ho tanta.

Appassionato da sempre di videogiochi, serie tv e film. Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta cercando di evitare gli spoiler per tutta la roba che ho ancora da recuperare. E fidatevi, ne ho tanta.

Life is Strange 2 è l’ultima opera magna dello studio Dontnod. Il titolo, è quello che possiamo definire un’avventura interattiva, un’evoluzione (o involuzione) in salsa moderna delle avventure grafiche. Ma dimenticatevi di Max e Chloe dei precedenti capitoli; in questo nuova ‘stagione’ prenderemo le veci di un protagonista tutto nuovo: Sean Diaz, un ragazzo di 16 anni, di origine messicana che vive a Seattle.

Nei primi secondi di gioco faremo anche la conoscenza di Lyla, la migliore amica del nostro protagonista, e come dei semplicissimi ragazzi della loro età li vediamo intenti a tornare a casa da scuola, ignari degli eventi che da li a poco li vedranno coinvolti, destinati a cambiare per sempre le loro vite, specialmente quella dei fratelli Diaz. Nelle poche righe di dialogo iniziali veniamo fin da subito immersi quasi totalmente nelle atmosfere del gioco, riuscendo da subito ad empatizzare con il nostro personaggio: l’adolescente un po’ ribelle, dato che in fin dei conti, lo siamo stati un po’ tutti.

Subito dopo veniamo a conoscenza del ciclo famigliare di Sean, composto da Daniel, il fratello minore ed il padre, Esteban. Introdotti alla perfezione grazie a dialoghi e situazioni scritte in modo magistrale.

Dopo di che il gioco ci lascia un po’ di spazio, lasciandoci esplorare liberamente casa nostra, la prima delle quattro location di questo primo episodio.

Il nostro compito era quello di recuperare in ogni anfratto vari oggetti ‘utili’ e snack per una festa di Halloween che sarebbe iniziata fra una manciata di ore. Abbiamo impiegato circa quaranta minuti di gioco per esplorare tutto quello che aveva da offrire casa Diaz, che in puro stile Dontnod era letteralmente piena di citazioni e riferimenti alla cultura pop e geek.

La nostra partita stava filando liscia, anche troppo. Una giornata qualsiasi in una tranquilla e amorevole casa di una famiglia americana. Poi però il gioco, come un fulmine a ciel sereno, decide di farci ingoiare la prima e amarissima pillola e così, in un battito di ciglia, succede l’inaspettato. In un attimo si distruggono tutte le idee e le aspettative createsi fino a quel punto nella mente dello spettatore, riuscendo a farvi sentire quasi quello che stava provando in quel momento il nostro protagonista.

Questo titolo non racconterà la storia e la vita di un adolescente normale, bensì la storia di due fratelli in fuga dalla loro casa, costretti a fuggire e costantemente braccati dalla polizia a causa di una certa situazione. In un viaggio che segnerà la fine ma anche una rinascita dei fratelli Diaz.

Life is Strange 2 non è gioco d’azione, il gioco si prenderà tutto il tempo che vuole per narrare la sua storia, perché esplorare le ambientazioni per scovare discorsi opzionali, esaminare tutti gli oggetti evidenziati e spulciare ogni cosa disponibile all’interno delle location potrebbe sembrare opzionale ma, è la vera essenza del titolo. Tutto all’interno di questo mondo potrà tornarvi utile, e tutto quello che faremo potrebbe ritorcersi contro di noi.

Evoluzione o involuzione?

Le premesse del gioco possono sembrare delle migliori, in effetti il gioco ci ha colpito, sia positivamente che negativamente. L’inizio di questa avventura fraterna è infatti piena di punti interrogativi, ma anche di granitiche certezze.

Iniziamo da quello che secondo noi è il maggior tasto dolente di questo primo episodio, il gameplay. Ma ci spieghiamo meglio, Max di Life is Strange aveva il potere di riavvolgere il tempo, elemento che applicato sul gameplay di una classica avventura interattiva riusciva a donare una certa unicità alla serie, con momenti e situazioni studiate ad hoc.

In questo nuovo capitolo il gameplay rimane infatti abbastanza statico e classico dei giochi del genere, e l’unicità del personaggio, tratto distintivo della serie, pare però mancare, almeno in questo episodio, visto che la sinossi della ‘seconda puntata’ lasciava intendere uno sviluppo in quel termine. Sicuramente questa mancanza è legata alla narrativa, visto che è chiaro che i ragazzi di Dontnod si stanno prendendo tutto il tempo che vogliono per raccontare la loro storia. E siamo sicuri che già dal prossimo episodio verranno introdotte nuove meccaniche. Il gioco rimane comunque godibilissimo, anche se non possiamo non segnalare questa mancanza.

Quello che però ci ha convito in modo positivo è sicuramente il rapporto che c’è fra il fratello maggiore Sean e il minore Daniel, più di un semplice rapporto puramente filosofico fra due fratelli, quello di cui stiamo parlando è una vera e propria nuova meccanica di gioco. Sean dovrà infatti prendersi cura di Daniel, dovrà educarlo, e fargli capire la differenza fra giusto e sbagliato, dato che quasi ogni azione che compiremo all’interno del gioco avrà un riscontro sul carattere e sulle azioni future di Daniel. Per farvi un esempio, c’è capitato che il nostro curioso fratellino ci chiedesse informazioni sulla fauna della seconda location di gioco, la foresta, perché spaventato da eventuali attacchi di animali feroci. Noi rispondendo in modo sbagliato, gli diciamo che la foresta fosse piena di creature orribili. Il risultato? La notte il piccolo Daniel ha avuto gli incubi, svegliandoci in prenda alle urla del suo brutto sogno. E questo non è stato un caso isolato, durante la nostra prova abbiamo visto decine di situazioni simili su Daniel, alcune subito visibili, altre che si evolveranno sicuramente andando avanti negli episodi. Non tutto quindi è scontato, una determinata azione potrà portare svantaggi nell’immediato futuro, ma successivamente potrà rendersi molto più utile e benevola. Starà a noi decidere cos’è giusto o sbagliato, in questo mondo dove non tutto è bianco o nero.

Egregia anche l’interazione che si ha con Daniel. Avremo infatti la sensazione di giocare con due personaggi, nonostante controlleremo tutto il tempo sempre e solo il fratello maggiore. Potremo infatti interagire con un determinato oggetto insieme a nostro fratello, quest’ultimo ci farà continue domande su tutto quello che chiamerà la sua curiosità e sporadicamente ci chiederà anche di poter giocare con lui, proprio come farebbe un bambino di 9 anni.

Dubbi e perplessità

Altro elemento che per adesso non ci ha proprio convito al cento per cento sono state le scelte. Durante l’episodio siamo stati infatti coinvolti in una serie di scelte più o meno importanti, che non hanno però influito per nulla sull’andamento della storia, che per adesso sembra ancorata nella sua linearità. Ogni scelta compiuta portava infatti sempre nella stessa direzione, annullando l’idea che le nostre decisioni potessero mutare il gioco. O almeno è questo quello che ci ha trasmesso questo primo episodio, staremo a vedere se le nostre scelte andranno ad influire gli episodi futuri.

E se per adesso le nostre scelte sono ininfluenti in termini di storia, purtroppo questa scelta dei ragazzi di Dontnod ha invece influito sul fattore rigiocabilità. Che è ovviamente quasi nullo, visto che le scelte compiute portano sempre nella stessa direzione. Uno dei pochi motivi che spingono a rigiocare l’episodio è per i vari trofei/obiettivi offerti, o magari per vedere tutte le varie alternative che offrono i vari dialoghi, specialmente quelli con Daniel.

L’episodio a noi è durato circa cinque/sei ore, perdendo tempo però a girovagare ogni millimetro delle varie zone, esplorando e analizzando il più possibile. Volendo si può impiegare meno della metà in termini di tempo per portare a compimento questo primo episodio, cosa che però noi sconsigliamo, visto che si perderebbero quei riferimenti e interazioni che rendono la storia unica.

Le certezze

Il gioco è comunque godibile, grazie alle varie situazioni in cui verremo coinvolti. Questo primo episodio di Life is Strange 2 vuole essere coraggioso, cosa che noi apprezziamo particolarmente, prendendosi tutto il tempo necessario ad introdurre i vari personaggi, pur facendo qualche sacrificio in termini di gameplay. Quest’ultimi infatti sono resi ottimamente, delineando fin da subito una complessa psicologia anche nei personaggi minori, riuscendo a trovare del senso perfino nelle loro azioni più becere.  Senza mai sacrificare quell’ironia e quella drammaticità più cruda che la serie è sempre riuscita ad alternare alla perfezione.

L’episodio uno: Roads, è quindi secondo noi un buon punto d’inizio per introdurre i giocatori in questo nuovo mondo, più ricco e dettagliato che mai grazie all’unreal engine 4. Non vediamo l’ora quindi di giocare anche i prossimi episodi, dato che il meglio, secondo noi, deve ancora arrivare.

 

Life is Strange 2: Episodio 1 Roads

0.00
7.1

Trama

8.0/10

Gameplay

6.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

6.5/10

Pros

  • Trama con ottime premesse
  • Ottima caratterizzazione dei personaggi
  • Interessanti le novità..

Cons

  • Poca rigiocabilità
  • La struttura episodica è sempre una lama a doppio taglio
  • ..ma che lasciano diversi dubbi

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