Legacy of Kain, una saga dimenticata – Parte 1

Speciali
Luca Paura
Sin da piccolo, la bravura nella nullafacenza lo ha portato ad appassionarsi alla scrittura e ai videogames, che lo hanno portato così ad entrare in mondi fantastici e straordinari da esplorare, fino a quando non si è buscato una freccia nel ginocchio.

Sin da piccolo, la bravura nella nullafacenza lo ha portato ad appassionarsi alla scrittura e ai videogames, che lo hanno portato così ad entrare in mondi fantastici e straordinari da esplorare, fino a quando non si è buscato una freccia nel ginocchio.

L’industria videoludica, sopratutto durante questa generazione, ha vissuto un periodo piuttosto nostalgico grazie alle numerose remastered e ai remake che sono usciti in questi anni, ma in tutta questa nostalgia per il passato, una serie di titoli in particolare è passata totalmente in sordina, e come avrete intuito dal titolo stiamo parlando di Legacy of Kain, saga che vede protagonisti il vampiro Kain e il suo amico/nemico Raziel.

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In questa prima parte dello speciale dedicato a una saga purtroppo dimenticata, faremo un excursus storico che inizia con Blood Omen: Legacy of Kain, primo capitolo con visuale dall’alto uscito nel novembre del 1996 e ideato da Amy Henning (per chi non la conoscesse, è l’autrice di Uncharted) e sviluppato da Crystal Dynamics. In questo primo capitolo Kain, giovane nobiluomo piuttosto egocentrico ed egoista, viene ucciso da un gruppo di banditi e, grazie ad un negromante di nome Mortanius, diviene un vampiro e dopo essersi vendicato dei suoi assassini, riceve una missione importantissima, ovvero salvare il mondo uccidendo i membri corrotti del Cerchio dei Nove, gruppo di cui fanno parte i nove Guardiani dei Pilastri, monumenti magici che mantengono puro e pieno di vita Nosgoth, il mondo in cui si ambienta la serie, che è stato appunto infettato dalla corruzione dai suoi guardiani dopo la morte del Guardiano più importante, ovvero Ariel, la guardiana dell’Equilibrio. 

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Il gioco, oltre ad una trama piena di mistero e colpi di scena, si distingueva per un gameplay piuttosto moderno per l’epoca, in quanto si trattava di un free-roaming con elementi di gioco di ruolo e una difficoltà piuttosto elevata. Grazie a questi elementi, uniti ad un’ambientazione unica e affascinante e a dei personaggi ben caratterizzati, tra cui spicca il protagonista Kain che presenta i tratti distintivi dell’ anti-eroe, il gioco ha riscosso un enorme successo, al punto da garantirgli un sequel. Tutto questo nonostante il finale bivio che permetteva di scegliere se salvare Nosgoth sacrificando la propria vita per purificare il pilastro (alla fine del gioco si scopre infatti che Kain era destinato a essere il nuovo guardiano dell’Equilibrio) e quindi far estinguere la razza dei vampiri di cui egli, per via degli eventi del gioco, rimane l’unico superstite, oppure non farlo e tentare la conquista del mondo diventando il vampiro più potente di sempre in una Nosgoth ormai decadente e morente.

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Inutile dire che il finale canonico è quello in cui Kain diventa il padrone incontrastato di Nosgoth. Il suo seguito, ovvero Legacy of Kain: Soul Reaver, uscito nel 1999, infatti, inizia proprio con Kain seduto sul suo trono (costruito sul pilastro dell’Equilibrio, di cui lui doveva essere il Guardiano) circondato dai suoi fedeli luogotenenti, ma questa volta non è lui il protagonista, bensì ci viene presentato come l’antagonista principale. In questo titolo faremo la conoscenza di Raziel, fedelissimo secondo in comando di Kain, che viene convocato insieme ai suoi confratelli presso il Santuario dei Clan, quartier generale di Kain. Raziel, che si evolve molto rapidamente, mostra al suo signore le ali che ha appena sviluppato. Tuttavia Kain, avendo stabilito che solo egli poteva sperimentare i cambiamenti fisici per primo, interpreta il gesto di Raziel come un affronto, gli lacera le ali e ordina ai suoi confratelli di giustiziarlo gettandolo dentro un vortice acquatico, il cosiddetto Lago dei Morti.  Arrivato sul fondo del lago (l’acqua nell’universo di Nosgoth è letale per i vampiri), Raziel viene riportato in vita sotto forma di non-morto dal Dio Anziano, il quale gli concede la possibilità di vendicarsi di Kain e dei suoi fratelli e salvare Nosgoth dalla corruzione, di cui Kain è artefice.

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E con questo incipit che Crystal Dynamics abbandona la telecamera dall’alto del precedente capitolo per una visuale in terza persona e un mondo totalmente esplorabile in tre dimensioni, lasciando da parte anche le componenti ruolistiche e abbracciando totalmente la natura esplorativa ed action della nuova incarnazione del brand. Certo, i difetti non mancano in questo titolo tra cui, quello che spicca maggiormente, è l‘eccessiva facilità dei combattimenti, in cui anche se si è circondati da numerosi nemici, questi ultimi attaccheranno sempre uno alla volta (e qui qualcuno noterà una somiglianza con un’altra saga piuttosto popolare), ma compensa con un ambientazione curata nei minimi dettagli, un protagonista probabilmente più carismatico di Kain stesso e una trama degna di tale nome, che espande ancora di più l’universo di gioco e la sua mitologia. Il titolo fu un enorme successo di pubblico e critica, tanto da spingere Eidos (il publisher della saga) a commissionare il seguito diretto di questo titolo, di cui, però, parleremo nella seconda parte di questo speciale che arriverà settimana prossima! Rimanete con noi!

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