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La fisica dietro Death Stranding

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Maria Elena Sirio
Sono Maria Elena, una ragazza di diciannove anni, con la passione per il disegno, i videogiochi e il cui primo amore è stato Ash Ketchum. Questa mia passione si è evoluta, crescendo con me e modificandosi, [..]

Sono Maria Elena, una ragazza di diciannove anni, con la passione per il disegno, i videogiochi e il cui primo amore è stato Ash Ketchum. Questa mia passione si è evoluta, crescendo con me e modificandosi, [..]

Nonostante il trailer di Death Stranding, nuovo titolo targato Hideo Kojima, sia stato molto misterioso, facendo una piccola analisi si potrebbero già intuire dei dettagli interessanti.

Sarebbe, infatti, un aspetto tipico di Kojima, inserire indizi e particolari all’interno del video, così da far scervellare tutti i videogiocatori nel tentativo di trovarli e comprenderli. Alcuni appassionati avrebbero dunque deciso di intraprendere una vera e propria indagine a riguardo, arrivando ad affermare che dietro al gioco ci sia la fisica quantistica. Questa idea deriva da un’immagine disponibile sul web, che mostrerebbe Norman Reedus (protagonista del gioco mediante Motion Capture) con al collo una serie di piastrine, su cui è incisa una formula:

raggio-di-schwarzschild-formula

Questa formula del raggio di Schwarzchild è il raggio massimo di una sfera la cui velocità di fuga (= velocità minima per cui un oggetto riesce ad allontanarsi da un oggetto gravitazionale senza ottenere una ulteriore propulsione) raggiunge il limite massimo. Un esempio di questo raggio sono i buchi neri: quindi esso permette di trovare l’orizzonte degli eventi, quel punto oltre al quale ogni informazione si perde.

Un’equazione del genere potrebbe non dire niente sul gioco, ma neppure essere inserita a caso, così come la seconda:

dirac

Questa è l’equazione di Dirac, formula che riesce a mettere pace tra meccanica quantistica e relatività ristretta, ma soltanto ammettendo l’esistenza dell’antimateria. Uno dei risultati di questa equazione è il mare di Dirac, un mare infinito di particelle di energia negativa.

Altra informazione interessante sarebbe la frase “from sapiens to ludens“, presente sul sito della software house, che riporterebbe a racconti russi all’interno dei quali i Ludens sarebbero dei viaggiatori temporali.

Buchi neri, antimateria, viaggi nel tempo? Con Death strandingKojima ha trovato davvero il modo per impegnare le nostre menti. Purtroppo dovremo aspettare ancora molto per capire cosa porterà il gioco, visto che (ricordiamo) non è ancora stata fornita una data d’uscita ufficiale.

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