Kingdom Hearts Flops – I peggiori aspetti della saga made in Square Enix!

Speciali
Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Come ben sappiamo, ogni singolo aspetto della nostra vita si basa su un ciclo alternato di alti e bassi. Ogni azione crea delle conseguenze che, in qualche modo, si ripercuotono sul nostro futuro in maniera diretta o meno. Arrivati ad una certa età, si arriva a vedere questa “nozione” come una delle più basilari ma nello stesso tempo anche come una delle più complesse. Basilare per il semplice fatto che la sua presenza rimarrà costante durate tutto il nostro ciclo vitale, complessa perché non si hanno parametri per stabilire con certezza questa alternanza.

La stessa alternanza potrebbe essere applicata (con i giusti criteri) a qualsiasi forma di intrattenimento. Infatti, questa caratteristica (o ciclo se vogliamo) la possiamo applicare con tranquillità al mondo videoludico. Un mondo che, per quanto in parte caratterizzato da elementi spesso “immaginari”, conserva dei concetti umani molto comuni. Il concetto delle “due facce della medaglia” l’abbiamo visto un numero esagerato di volte quando si va a parlare di opere videoludiche. Anche la saga più perfetta e senza macchia, in qualche modo, ha sempre una facciata negativa da considerare (in maniera diretta o meno).

Oggi andremo a vedere gli aspetti negativi di una delle saghe più amate di tutti i tempi, ovvero Kingdom Hearts. Come per ogni cosa che si rispetta, anche la saga creata da Square Enix ha i suoi scheletri nell’armadio. Noi di Nerdplanet, in vista dell’uscita del terzo capitolo di questa saga, abbiamo deciso di elencare una serie di aspetti che, in qualche modo, hanno danneggiato il curriculum di Kingdom Hearts.

N.B. Questo articolo viene creato con il puro scopo di intrattenere e (perchè no) confrontare diversi punti di vista. Non prendetela come una critica generale sul gioco che amiamo alla follia, ma semplicemente come un “brain-storming” colmo d’ironia, per capire che (purtroppo) la perfezione non esiste. Adoriamo la saga di Kingdom Hearts ma nello stesso tempo siamo consapevoli che anch’essa ha le sue pecche. Tutti i vari aspetti che di seguito elencheremo sono puramente soggettivi (anche se su molte abbiamo cercato di raccogliere il parere collettivo). Quindi bando alle ciance, prepariamo i motori della Gummy Ship e partiamo verso questa nuova avventura!

La confusione generale riguardante la Timeline!


”Ti ho mai detto qual è la definizione di follia?” (cit.)

Ammettiamolo! Per capire l’intera storia che sta dietro a Kingdom Hearts, a tratti, servirebbe una laurea. Ormai abbiamo fatto pace con il pensiero che la genialità di Nomura (nel creare un mondo unico come quello visto nella saga) è direttamente proporzionale alla sua crudeltà. Solo una persona come lui, poteva avere la “geniale” idea, non solo di amplificare la storia di base di questa saga (che ci sta pure bene), ma addirittura spezzettarla su tutte le piattaforme esistenti.

Non fraintendeteci, non siamo contro la distribuzione di certe saghe su altre console, ma quando questo aspetto tocca parti fondamentali come una storyline che, per essere capita, ha bisogno di tutti i suoi titoli, iniziano a girarci i Munny! Per farvi capire bene a cosa ci stiamo riferendo, vi basta sapere che, giocando soltanto a Kingdom Hearts 1, Chain of Memories e poi al secondo capitolo, non sarete pronti ad affrontare il terzo. Questo perché i vari capitoli sparsi tra DS, PSP, 3DS e Mobile risultano fondamentali per la comprensione della storia generale.

In confronto, la fisica quantistica sembra Disneyland!

Questo denota che, oltre la complessità di base della saga, il giocatore potrebbe aver bisogno del conto di Zio Paperone per potersi permettere di recuperare ogni singolo capitolo (tra cui alcuni episodi introvabili come KH: X). Certo, molti potrebbero obiettare che si potrebbe semplicemente recuperare le varie collection uscite su PS3/PS4, ma se un giocatore Xbox volesse fare la stessa cosa, come dovrebbe procedere? A quanto pare a questa domanda non c’è ancora una risposta. Di conseguenza, ci teniamo ad inserire questo aspetto fra quelli che più ci hanno dato fastidio (in passato e, perche no, anche adesso).

L’attesa infinita per il terzo capitolo!

”L’immagine parla da sé!”

Ci sembra quasi incredibile il fatto che, tra poche settimane, potremo finalmente (o almeno si spera) vedere la conclusione delle avventure di Sora, Riku, Kairi e compagnia bella. Ma facendo un piccolo passo indietro, ci rendiamo conto che questa attesa si è dimostrata a dir poco infinita! Sono passati esattamente 13 anni da quando abbiamo visto i titoli di coda del secondo capitolo ufficiale delle saga. Per 13 anni ci siamo continuati a chiedere “ma cosa cavolo sarà scritto su quella lettera?’’ sperando di vedere un giorno l’annuncio di Kingdom Hearts 3.

Gli anni passarono ed oltre ai vari capitoli tie-in, niente sembrava arrivare in maniera ufficiale. Finche, durante l’E3 2013, come un fulmine a ciel sereno, eccoci mostrato per la prima volta un primo teaser di KH3. La gioia di tutti noi fan però, si trasformò ben presto in sgomento e frustrazione, dato che il trailer fu solo una mera scusa per dire “Ehi! Ci stiamo lavorando!’’. Una frase traducibile (quando parliamo di Square) in “dai che forse tra 10 anni, vi diamo un secondo trailer!’’. Inutile dire che questo capitolo, nel tempo, si sia trasformato in un vero e proprio meme.

Come appare nelle nostre menti Square Enix!

Solo dopo una lunga attesa di 13 anni (con altri 5 dall’annuncio), eccoci finalmente arrivati alla fatidica data d’uscita. Tuttavia, questa lentezza quasi sempre più costante di Square, ci ha spinto a inserire anche questa “macchia” nel curriculum di Kingdom Hearts. Speriamo caldamente di vedere la fine con questo terzo capitolo, semplicemente perché attendere altri 20 anni per vedere un ipotetico quarto capitolo, ormai non ci fa più bene alla salute!

Il Card Battle System di Chain of Memories! (con la collaborazione di Salvo Privitera)

”Ma che è?! Un cross-over di Yu-Gi-Oh?!”

Da appassionati della saga, ammettiamo senza tanti rimorsi che il Battle System del primissimo capitolo portatile non fu proprio un capolavoro. Tutt’oggi se si prova a rigiocarci è possibile notare quanto certi suoi aspetti sono invecchiati male (o semplicemente funzionano a metà). Con questa premessa in mente, la prossima domanda ci viene quasi spontanea, ovvero: ‘’ma per quale motivo il Card Battle System esiste?!’’

Tornando un po’ indietro nel tempo, sappiamo esattamente che il capitolo CoM nacque come gioco per Game Boy Advance. Da un lato, quindi, capiamo la scelta di “semplificare” parecchio le meccaniche, sapendo le caratteristiche della console. Tuttavia, questo aspetto fallisce miseramente, rendendo il Card System uno dei più complessi ed odiosi di sempre. Non solo il suo RNG diventa a tratti ingestibile ma il suo sistema in tempo reale rende ogni singola strategia priva di significato.

Almeno questa volta Paperino vi curerà…forse!

Sul web si può facilmente captare un certo malcontento quando si parla di questo sistema che risulta in parte rotto e difficile da gestire (ed in aiuto di questa “teoria” c’è stato ad sostenerci il buon amico e redattore di Nerdplanet.it, Salvo Privitera). Quasi l’intera fan base del gioco considera il Card Battle System come una delle peggiori idee per la serie, quindi possiamo affermare con tranquillità che il suo posto è ben meritato in questo articolo.

P.S. Il riassunto di quello che il buon Salvo ha detto su questo punto dell’articolo, purtroppo, non possiamo assolutamente riportarlo sul sito, ma vi basta sapere che di mezzo c’entrano i santi e qualche calendario!

Paperino passione mago mancato!

Trollard Duck in tutto il suo splendore!

“Paperino ho bisogno di cure!” o “Paperino sono ferito! Aiutami!” o meglio ancora “Paperino ficcati quella bacchetta dove non batte il sole!”. Queste sono solo alcune delle reazioni derivate dal comportamento dell’IA di Paperino nei nostri confronti. Chi ha avuto a che fare con la saga almeno una volta, saprà ormai quanto possano diventare ostici certi combattimenti (specialmente ai livelli di difficoltà più alti). Di conseguenza, l’uso delle cure diventa fondamentale per l’avanzamento nella battaglia. Paperino, che di base serve come personaggio di supporto, dovrebbe essere lì per darci assistenza nella battaglia e curandoci a dovere.

Peccato che tutto questo rimanga solo una teoria, sulla carta, visto che l’IA di Paperino risulta come una delle più deficitarie dell’universo (e qui non ci riferiamo solo a KH). Ormai abbiamo perso il conto di quante volte siamo statti costretti a curarci da soli, dal momento che il buon papero made in Disney, sceglieva quasi sempre di farsi gli affari propri in mezzo alla battaglia. L’equivalente di una cura lanciata da Paperino è direttamente proporzionale alla speranza di vedere Half Life 3 uscire entro fine 2019 (giusto per farvi un paragone).

Il riassunto del terzo capitolo insieme a Paperino!

Speriamo caldamente che, almeno in questo ultimo capitolo, l’IA del papero funzionerà a dovere. Anche se, a dire il vero, abbiamo come la sensazione che anche in questo capitolo i nostri migliori amici saranno le pozioni, Curaga ed i vari insulti verso la famiglia del programmatore di Paperino.

Guitar Hero: Atlantica!

Si, sappiamo che non c’entra niente! Ma i meme finiscono dopo un po’…

La principale caratteristica di Kingdom Hearts sicuramente risiede nella sua varietà di mondi Disney esplorabili ed assolutamente unici. Già dal primo capitolo abbiamo potuto notare che il volere dei ragazzi di Square era quello di ricreare con fedeltà la magia dei mondi Disney. E’ stato sicuramente meraviglioso il momento in quale abbiamo incontrato certi personaggi come Hercules o Aladdin ed abbiamo esplorato i loro mondi. La magia dell’infanzia sicuramente si sentiva in ogni angolo e la caratterizzazione di ciascun universo nel gioco è stata a dir poco magnifica.

Da apprezzare anche il fatto che, molti mondi, grazie alla loro unicità, cambiavano letteralmente il gameplay di base, aggiungendo meccaniche interessanti. Per esempio, basta ricordarsi “L’isola che non c’è”, in cui Sora imparò a volare per poter affrontare il boss di fine livello. Ma non sempre cambiare le cose porta dei buoni risultati e, nel secondo capitolo della saga, siamo stati testimoni della veridicità di queste parole. Per chi se lo ricorda, il mondo di Atlantica, già nel primo capitolo, risultava parecchio mediocre ed ostico, ma comunque giocabile. In Kingdom Hearts 2, invece, il tutto prese una piega ben peggiore e, piuttosto che vedere delle migliorie sul suddetto mondo, siamo stati testimoni di un cambio, a dir poco senza senso.

Atlantica di Kingdom Hearts 2 non solo, risulta uno dei mondi più inutili del capitolo, ma la sua giocabilità (se cosi si può chiamare) simile ad un Rhythm Game, lo rende uno degli aspetti più sgradevoli della saga. Neanche oggi riusciamo a capacitarci del motivo per cui quella scelta particolare è risultata passabile agli occhi di Nomura. Essa non solo non porta innovazione o divertimento, ma risulta come un elemento riempitivo e senza senso.

Speriamo caldamente di non rivedere una caratteristica simile nel futuro Kingdom Hearts 3. Almeno, se ci sarà, speriamo di vederla solamente come una “feature” e non come un mondo intero da esplorare. Con questa ultima aggiunta, le nostre piccole considerazioni sono arrivate ad una conclusione. Al di fuori di questi difetti, teniamo a precisare ancora una volta che, Kingdom Hearts rimarrà nei nostri cuori per moltissimo tempo. Noi non vediamo l’ora di sperimentare la conclusione della saga. Vi invitiamo di seguito di lasciarci i vostri pareri e perche no, discutere sui vari aspetti “negativi” di questa magnifica saga!

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