Just Cause 4, la Recensione – NO SPOILER

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Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

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La vita di ogni singolo individuo è determinata da una costante evoluzione. Ogni cosa intorno a noi cerca di migliorarsi, lasciando indietro la parte più “debole”. Questo principio, quasi paradossale, si potrebbe applicare ad ogni singolo elemento di questo ciclo chiamato vita. Infatti, anche l’arte, in ogni sua parte viene fortemente influenzata dal circolo evolutivo, portando con sé elementi nuovi e rivoluzionari. Ma cosa succede esattamente quando un elemento riesce a mantenersi saldamente in piedi, senza l’ausilio di una qualsivoglia evoluzione? Di solito, niente di buono, o niente di fondamentalmente utile.

Ma come per ogni cosa, l’eccezione arriva sempre in tutte le forme, dimostrando che non sempre l’evoluzione debba funzionare. Si dice che perseverare nel fare la stessa cosa all’infinito, risulta spesso sbagliato (o a detta di molti diabolico). Ma questa regola può essere applicata anche alle cose che, sulla carta funzionano? Secondo i ragazzi di Avalanche Studios,questo principio va alla perfezione con le loro opere. La serie di Just Cause ne è la principale dimostrazione del principio ‘’l’evoluzione è relativa’’,offrendo ormai da anni, la stessa identica formula.

La semplicità (per modo di dire), in molti casi potrebbe risultare molto più apprezzata di un qualsiasi filone evolutivo, dimostrando che, le cose semplici ed immediate offrono un divertimento puro e, perche no, maggiore. Ma saranno riusciti i ragazzi di Avalanche anche questa volta ad offrire al proprio pubblico un prodotto soddisfacente? Scopritelo insieme a noi nelle prossime righe dedicate a Just Cause 4!

Click! Click! BOOM!

E strano pensare che la saga di Just Cause sia una delle saghe più durature presenti nel panorama degli open world. Infatti, essa riuscì a definire in passato il vero e proprio termine di caos, dando cosi vita ad una delle saghe più frenetiche e adrenaliniche di sempre. Con Just Cause 4, il principio di  ‘’tutto quello che vedi può saltare in aria’’ vale ancora tutti i soldi ed i ragazzi di Avalanche sicuramente non hanno cercato di nascondere questa cosa. Ma partiamo con ordine cercando di spiegare un po’ il fulcro narrativo di questo quarto capitolo. I vecchi fan della saga, sicuramente, potranno confermare il fatto che, Just Cause non ha mai brillato per la sua “profonda” narrativa. Infatti, la serie, nel corse degli anni si è sempre appoggiata ad un comparto narrativo molto simile ai film action anni 80/90.

Anche il quarto capitolo non fa eccezione,seguendo un filone narrativo banale ma che riesce comunque a funzionare. Rispetto però al terzo capitolo, dove i toni erano moto più scherzosi e casual, Just Cause 4 ritorna ai fasti dei primi 2 capitoli, cercando di assumere delle tematiche un po’ più serie (anche se in maniera più ridotta) come la morte ed il tradimento. Il protagonista Rico Rodriguez questa volta, dovrà “correggere” i peccati del padre, che in passato si era visto coinvolto in un progetto governativo. Lo scopo di questo fantomatico progetto Illapa sarebbe quello di controllare i vari biomi climatici, creando cosi armi di distruzione in massa basati esclusivamente sulle condizioni metereologiche (come tornado giganteschi o tempeste di fulmini).

Ma come in ogni buon film d’azione (alla Fast & Furious, per intenderci), il clichè del nemico con l’arma di distruzione in massa, si ripete anche in questo Just Cause 4. Infatti Rico dovrà avventurarsi sull’isola di Solis, per creare un’armata formata da ribelli e strappare di mano il potere dal cattivo di turno (in questo caso una certa Gabriella Morales). Ancora una volta il nostro buon Rico sarà il classico ‘’one man army’’, un personaggio piacevole, ma nello stesso tempo già visto (per non dire banale). Per ragioni di spoiler non possiamo dirvi altro, ma vi basta sapere questo incipit per conoscere praticamente 60% della trama principale.

Il gioco sicuramente non risulta particolarmente articolato ed originale dal punto di vista narrativo, ma dove Just Cause 4 mostra i propri canini è sicuramente il comparto Gameplay. Anche se questo quarto capitolo, di base, è rimasto praticamente identico al terzo, qualche piccola miglioria è stata fatta per rendere il tutto ancora più dinamico è divertente. Una cosa è certa e cioè che Just Cause 4 è una scarica d’adrenalina pura nel nostro cuore (e perché no anche nel cervello). Abbiamo apprezzato tantissimo il fatto che i ragazzi di Avalanche hanno mantenuto intatto lo scheletro del vecchio capitolo, rendendoci ogni singolo movimento dinamico come non mai.

Il gioco, come abbiamo già detto, mantiene le meccaniche già viste negli scorsi episodi (specialmente nel terzo), aggiungendo però le giuste migliorie per renderlo ancora più divertente. I giocatori, ancora una volta,avranno nel loro arsenale la magica combo rampino, paracadute e glider, per rendere la mappa di gioco esplorabile come non mai.  Sicuramente una bella percentuale del gioco, vi ritroverete più coinvolti nell’usare queste combo che i veicoli quando si parlerà di spostamento. Questo fatto (purtroppo) verrà influenzato moltissimoanche dal fatto che, i veicoli, ancora una volta sono a dir poco inguidabili.

Non capiamo perché, secondo gli sviluppatori, questo sistema‘’oleoso’’ potrebbe andare bene, lasciandolo invariato per cosi renderci ogni singola sessione di guida paragonabile ad una saponetta lanciata in un bagno d’olio. Innumerevoli missioni ci siamo ritrovati costretti a munirci dei calendari più strani, dato che il numero di santi si esauriva in maniera alquanto rapida. La cosa che ci rammarica ancora di più di questa mancanza di cura, sta nel fatto che, il gioco vi costringerà moltissime volte ad eseguire missioni a bordo di vari veicoli, spezzando cosi il ritmo dinamico di gioco visto che la frustrazione, prima o poi, prenderà il soppravvento.

Tornando al discorso novità, in questo nuovo capitolo, Avalanche ha deciso di ampliare in maniera molto più corposa l’arsenale del giocatore. Anche i gadget in nostro possesso sono stati nettamente migliorati, offrendoci diverse modalità d’approccio. Il nostro rampino adesso potrà usare delle mod che serviranno per creare situazioni a dir poco fuori di testa. Per la prima volta nella serie, il gioco ci lascerà usare vari gadget (come palloncini d’aria o elio o bombe telecomandate) direttamente attraverso il rampino. In più, il giocatore potrà creare delle combo fenomenali grazie ad un sistema di gestione mod intercambiabile in maniera dinamica.

Un’altra novità inserita in questo quarto capitolo, vede protagonisti i vari biomi temporali, che creeranno situazioni a dir poco adrenaliniche degne da un qualsiasi film d’azione. Affrontare l’armata della mano nera mentre si creca di sfuggire a un gigantesco tornado, sicuramente è una cosa memorabile la prima volta che la si sperimenta. Tuttavia, anche se le situazioni create saranno quasi sempre divertenti da vedere, anche questo quarto capitolo soffre di un difetto che perseguita questa saga da anni, ovvero la ripetitività. Just Cause 4 sicuramente risulta molto divertente, ma alla lunga purtroppo, stanca in maniera esagerata, dato che l’ 80% del gioco (e delle sue situazioni) il giocatore potrà sperimentarlo nelle prime 4 ore di gioco. Anche la mancanza di un’intelligenza artificiale decente mina tantissimo l’esperienza visto che i nemici, non sono altro che spugne per i nostri proiettili.

Tecnicamente Parlando

Sicuramente il punto più basso toccato da Just Cause 4 è il suo comparto grafico (e tecnico in generale). Anche il precedente capitolo, per chi se lo ricorda, non aveva proprio brillato per l’ottimizzazione generale, rendendolo su console un vero incubo a livello di stabilità. Il quarto capitolo tuttavia, riesce a mantenere in maniera più granitica i 30 FPS, rinunciando però in maniera abbastanza pesante alla qualità grafica generale. Il gioco, per rimanere stabile sui 30 FPS, usa il classico metodo della risoluzione dinamica. Anche se, di base, girerà a 1080p (su PS4 e One base), esso oscillerà spesso fra i 720p ed molte volte anche più in basso, rendendo il comparto grafico molto sgradevole per gli occhi.

Tutti i dettagli sono ridotti a dir poco al minimo, rendendo Just Cause 4 (graficamente parlando) uno dei giochi più brutti di questa generazione. Le texture da vicino ricorderanno a tratti i giochi di 2/3generazioni fa ed il continuo pop up e tearing dei modelli, vi renderà l’esperienza di gioco, a dir poco fastidiosa per gli occhi. Il motion blur, quando il giocatore si troverà in movimento, risulta talmente pesante che, in molti casi il motion sickness si farà sicuramente sentire. Nota di demerito anche per il sistema di illuminazione che, rende il gioco uno dei più scuri e mal gestiti, senza lasciando la possibilità al giocatore di cambiare la luminosità. Tantissime volte siamo morti per il semplice fatto che, non sapevamo da chi venivamo sparati per la mancanza di luce.

Il comparto audio, a differenza di quello grafico, funziona a dovere offrendoci comunque una gioia per le orecchie. Non siamo a livelli mai visti prima, ma sicuramente il tutto funziona a dovere rendendo l’esperienza uditiva molto godibile. Sia il doppiaggio che la soundtrack generale di gioco risultano più che buone, lasciando coinvolgere il giocatore un casino di volte.Anche dal punto di vista generale dei controlli, il comparto comandi, funziona in maniera egregia, senza troppi intoppi o input lag. Ogni tasto risponderà a dovere ed i feeling dei tasti risulterà ottimo sia durante le sparatorie che in movimento.

In conclusione

La serie di Just Cause sembra la classica serie che non vuole evolversi nemmeno a pagarla. Sicuramente le cose che l’ hanno definita funzionano ancora e questo quarto capitolo della saga ne è la prova. Tuttavia i ragazzi di Avalanche, per ogni passo che fanno avanti, nello stesso tempo tornano indietro di 5. Sicuramente a livello di gameplay il gioco non ha bisogno di particolare svecchiature (per quello che offre), ma il comparto tecnico è a livelli quasi vergognosi. Nel 2018, dopo titoli open world come Red Dead Redemption 2 (giusto per farne un esempio), fa sicuramente male vedere un’opera come Just Cause 4.

Non fraintendeteci, il gioco non è da buttare sicuramente ed il suo gameplay per qualche ora potrebbe risultare anche divertente. Ma pensare che li fuori, per lo stesso prezzo, c’è un mondo molto più ricco, ci fa capire che Just Cause 4 è rimasto decisamente indietro nel tempo. Speriamo infuturo di vedere i ragazzi di Avalanche abbracciando il principio dell’evoluzione,capendo cosi che, le cose vecchie, prima o poi, non riescono più ad andare avanti.

6.4

Trama

6.0/10

Gameplay

7.0/10

Grafica

5.0/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

7.0/10

Pros

  • Gameplay frenetico e divertente...
  • Storia più aritcolata rispetto ai vecchi capitoli...
  • Una marea di armi e strumenti di distruzione
  • L'aggiunta di biomi temporali crea situazioni dinamiche eccelenti

Cons

  • ...ma alla lunga molto monotono e ripetitivo
  • ...ma niente di eclatante
  • Tecnicamente debole e mal curato
  • L'I.A. risulta ancora troppo stupida e mal gestita
  • La guidabilità dei veicoli è a dir poco frustrante

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