Jagged Alliance: Rage, la Recensione – NO SPOILER

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Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Il mondo nel quale viviamo funziona, di norma, secondo dei principi semplici caratterizzati da vari cicli, che in qualche modo determinano la nostra vita. Ogni singolo ciclo viene poi influenzato, in diverse misure, da una serie di fattori esterni che noi tutti cataloghiamo come moda (o trend). Anche il mondo videoludico viene fortemente influenzato da questo concetto, al punto che più e più volte molti generi (videoludici) vengono abbandonati, per poi ritornare al momento “opportuno” più in forza che mai.

Sicuramente questa ‘’teoria’’ è risultata veritiera anche solo nel corso di questa generazione, visto che siamo stati praticamente invasi da un numero incredibile di “vecchie glorie” che sono tornate in modo più o meno riuscito alla ribalta. Vedere remastered o remake di giochi che in qualche modo hanno influenzato le epoche passate, ci fa ancora una volta capire che la regola del ‘’le mode tornano sempre’’ risulta, tutt’oggi valida. Basta pensare che solo durante il 2018 abbiamo rivisto Shadow of the Colossus, Crash Bandicoot ed il recente ritorno del drago viola Spyro.

Ma cosi come la regola del ritorno vale per titoli singoli, essa può essere applicabile anche ad una marea di generi che di tanto in tanto tornano alla ribalta. I giocatori più stagionati sicuramente si ricorderanno il periodo compreso fra la metà degli anni 90 e gli inizi dei 2000, quando su PC (e non solo) il genere strategico prese il soppravvento. Durante quel periodo siamo stati testimoni della nascita di veri e propri pilastri videoludici come la serie Command & Conquer o quelle di Warcraft e Starcraft della Blizzard. Dato che il genere degli RTS (real time strategy) muoveva il mercato di quei tempi, era ovvio vedere rami derivati da esso.

La ramificazione più ‘’famosa’’ di questo genere sicuramente potrebbe essere attribuita ai TBS (strategici a turni) che si imposero in maniera non indifferente, surclassando addirittura (ma solo a tratti) il genere base. Con l’arrivo degli strategici tattici, abbiamo assistito per l’ennesima volta alla creazione di diversi pilastri storici del genere. Fra i più conosciuti sicura spiccano nomi come quello di Heroes of Might and Magic o la famosa serie XCOM (conosciuta poi come UFO).

Tuttavia, come per ogni buon genere ‘’famoso’’ che si rispetti, ci sono state anche delle particolari interpretazioni di esso. In questo caso comunque, stiamo parlando di derivate che in qualche modo, sono riuscite a funzionare, creandosi intorno una nicchia di fan non indifferente. Commandos e Jagged Alliance furono i due TBS che per la prima volta (o quasi) sperimentavano, non solo i canoni classici degli strategici a turni, ma persino degli elementi Stealth, creando in qualche modo un ibrido unico. Tuttavia, la saga di Commandos fu lasciata pian piano a morire (al di fuori del relativo successo con il pubblico e la stampa).

Lo stesso destino però, non toccò anche a Jagged Alliance, che nel corso degli anni a venire, è riuscita quasi sempre a proporre qualche new entry nel suo parco titoli. Purtroppo la saga non ha mai brillato per la qualità e gran parte dei titoli sono stati a dir poco dimenticabili o semplicemente mediocri. HandyGames insime a THQ Nordic, però, nel 2018 avrebbero deciso di cambiare questo malus che la saga si porta dietro, ricreando (quasi) da zero un capitolo nuovo dedicato a Jagget Alliance. Saranno riusciti a riportare in vita e dare un buon nome alla saga? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe!

It’s a Jungle made of dreams?

L’incipit di Jagged Alliance: Rage!, spin-off della serie principale, ruota tutto intorno alla presenza di vari mercenari giocabili come già visto negli scorsi capitoli. Infatti anche in questo Rage, il giocatore avrà a disposizione 6 mercenari fra quale scegliere, per poi imbarcarsi su una serie di missioni dalla difficoltà crescente. Ogni mercenario ha dei bonus e dei malus che influiranno in una certa misura sul gameplay. Fra questi 6, il giocatore potrà sceglierne solo 2 da portarsi dietro per tutta la campagna del gioco. Il primo punto dolente però, verrà notato dai giocatori già nei primi minuti di gioco, ovvero la trama. L’incipit della storia è un pretesto di una banalità unica che cerca di “riprendere” temi che nei primi del 2000 andavano di moda.

La storia ruota tutta intorno ad un’isola gestita da un pericolosissimo cartello della droga, che avrebbe intenzione di controllare completamente il mercato nero. I nostri mercenari finiranno sulla suddetta isola, cercando di salvare i civili (fra quale un dottore sotto copertura) dalla minaccia del cartello. Tuttavia, i protagonisti finiranno subito in trappola per un motivo talmente clichè-istico che risulta subito scontato e banale. Proprio la struttura trita e ritrita della narrazione e i colpi di scena a dir poco stupidi, rendono la trama del gioco dimenticabile già dopo la prima mezz’ora. Infatti più volte ci siamo ritrovati ad esserci dimenticato totalmente dell’esistenza di una presunta trama.

Anche il character design risulta blando e dimenticabile, riportando durante il gioco dei personaggi a dir poco anonimi o con battute talmente tristi che vi lasceranno freddi dopo il primo dialogo fra i personaggi. Ma in un gioco, oltre la storia, una delle cose più importanti dovrebbe essere il gameplay giusto? Purtroppo anche sotto questo punto di vista, i ragazzi di HandyGames toccano punti molto bassi, riuscendo a creare forse uno dei peggiori TBS degli ultimi anni. Quasi niente sembra funzionare nel titolo, dai controlli che 3 volte su 4 non rispondono (o impongono azione non richieste dal giocatore) ad una curva di difficoltà senza ragione logica apparente. Infatti non esiste un vero equilibrio delle difficoltà, visto che i nemici molte volte o sono estremamente stupidi e continuerete a farli fuori senza fatica, o a tratti vi renderanno la vita talmente impossibile da obbligarvi a riavviare la missione in corso.

Anche la longevità generale del titolo ed il prezzo a quale esso viene proposto (30 euro circa), non sono per niente accettabili. Infatti la campagna principale è completabile in meno di 8 ore a difficoltà normale. Certo, il gioco cerca di puntare molto sulla rigiocabilità e sulla componente multiplayer cooperativa per allungare la sua durate generale, ma ne dubitiamo altamente che, una volta finito il giocatore ritroverà la voglia di ributtarsi nella “mischia” proposta da questo Jagged Alliance.

Tecnicamente Parlando

Neanche dal punto di vista tecnico, i ragazzi di HandyGames riescono a toccare la sufficienza. Molte cose ci sono sembrate fatte di fretta e mal ottimizzate. Non capiamo, appunto, come sia possibile che un titolo cosi povero di contenuti sullo schermo, non riesca a stare stabile sui 30 FPS. Più e più volte ci siamo imbattuti in cali di framerate pesanti (specialmente quando il numero di nemici è superiore a 6), rendendoci l’input lag dei comandi ancora più frustrante ed ingestibile.

Anche la palette cromatica ci è risultata a dir poco fuori contesto dato che, in molte occasioni i nemici si confondono in maniera abbastanza pesante con l’ambiente circostante, rendendo l’infiltrazione ¾ delle volte infattibile (per colpa di un nemico camuffato in una posizione strana della mappa).

Sui controlli pensiamo di aver detto tutto già nella sezione precedente, ma se pensate di giocare al titolo col pad e ritrovare la responsività di titoli come XCOM2, allora preparatevi ad un’amara delusione. Anche l’audio non brilla in niente ed il doppiaggio (in lingua originale) è uno dei peggiori mai fatti degli ultimi anni, rendendolo il tutto più trash del previsto.

In conclusione

Purtroppo Jagged Alliance: Rage! non è riuscito a portarci indietro nel tempo come altri ritorni visti quest’anno e, dopo questo capitolo, pensiamo che convenga accantonare la serie almeno finché non si avranno a disposizione le risorse e le idee necessarie per farla risorgere. Il gioco si concentra troppo su meccaniche vetuste e per niente raffinate, creando cosi un titolo troppo insufficiente per l’attuale generazione. Niente funziona nel gioco ed è difficile trovare un punto positivo anche per il fan più sfegatato del genere (o della saga). Capiamo da un lato che si tratta di un titolo con un budget ristretto, ma sapendo che sul mercato esistono titoli con un budget simile ma che offrono molto di più, purtroppo non ci lascia altra scelta che bocciare Jagged Alliance: Rage!.

Jagged Alliance: Rage

4.6

Gameplay

4.0/10

Trama

5.0/10

Sonoro

4.5/10

Grafica

4.0/10

Longevità

5.5/10

Pros

  • Un classico strategico a turni...

Cons

  • ...che però non funziona sotto nessun aspetto
  • Tecnicamente sembra un gioco di 2 generazioni fà
  • Il prezzo è troppo alto per quello che offre
  • Con il pad risulta a dir poco ingiocabile!
  • Sbalzi di difficoltà senza criterio logico!

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