Hollow Knight, la recensione per Nintendo Switch – NO SPOILER

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Gianluca Grasso
Appassionato di videogame, fumetti e di cinema trash sin dall' infanzia. Ama vivere la sua vita facendo battute squallide seguite da imbarazzanti silenzi...

Appassionato di videogame, fumetti e di cinema trash sin dall' infanzia. Ama vivere la sua vita facendo battute squallide seguite da imbarazzanti silenzi...

Innegabile successo Indie dello scorso anno, Hollow Knight viene rilasciato anche per Nintendo Switch durante il Nintendo Direct dell’E3; l’annuncio ha lasciato stupiti molti fan che, ormai da tempo, lo richiedevano trepidamente per la console portatile giapponese. Chi ha già provato questo titolo su Pc, avrà finalmente la possibilità di giocare ad una perla che ha riproposto, pur senza innovare, il genere metroidvania. Ma prima di continuare, facciamo un ‘recap’ veloce di questo titolo; dopotutto il gioco, fino a poco tempo fa, era un’ esclusiva per PC e non molti lo conoscono bene.

Hollow Knight ha visto la luce grazie ad una fortunata campagna Kickstarter; sviluppato dal piccolissimo studio australiano Team Cherry, il gioco è stato inizialmente sviluppato per PC e durante quest’anno ha messo piede anche sulla console ibrida di Nintendo. Sviluppato con il motore grafico Unity, il team è riuscito a sfruttare al meglio le proprie qualità; Hollow Knight è stato realizzato per lo più a mano, per ciò che ne concerne il lato artistico, implementando uno stile molto personale e cartoonesco in un ambiente 2D costruito su vari strati per dare un’illusione di tridimensionalità. Il porting aggiunge una maggiore stabilita, paragonata alla release sul PC del 2017, supportando anche l’HD Rumble, ottimo per ricevere dei feedback sensoriali di risposta in un gioco in cui il minimo errore potrebbe esserci fatale.

Sin dalla sua prima uscita, Hollow Knight, ha accolto consensi positivi unanimi da parte di pubblico e di critica, rivelandosi uno degli Indie di maggior successo del 2017; nonché attualmente uno dei giochi più scaricati sullo store Nintendo.

NIDOSACRO E I TUNNEL SOTTERRANEI: IL METROIDVANIA PER SWITCH

Hollow Knight ha come ambientazione Nidosacro, città un tempo popolatissima, grazie alle ricchezze minerarie che offriva, ed oggi disabitata, ad eccezione di un vecchio insetto antropomorfo che ci dà il benvenuto nel mondo di gioco, con una spiegazione, più o meno sintetica, della storia della città.

La particolarità della città è la presenza di una serie di tunnel, che si diramano sotto di essa, dando forma ad un vero e proprio dungeon inesplorato (o almeno lo è da noi e dal protagonista), popolato da fortissimi nemici, ma anche da amici che ci aiuteranno durante l’esplorazione delle varie aree.

Il gioco, come già detto, è un’incredibile riproposizione del genere metroidvania e porta con sé sia i pregi che i difetti del genere; difetti che sono dovuti ad una scelta di design ampiamente comprensibile, che può apparire fastidiosa ad una fetta di videogiocatori non abituati al tipo di gioco.
Hollow Knight ci dà una sorta di sensazione di spaesamento, dovuta alla mancanza di una mappa utile per guidarci in un ambiente sconosciuto ma ottenibile solamente tramite l’acquisto di alcuni oggetti.

Il gioco cerca quindi di farti sconfiggere più nemici possibili per ottenere delle monete, che potremo poi utilizzare dentro un negozio di oggettistica nella città in superficie, obbligandoci così, almeno inizialmente, ad un backtracking eccessivo che tende a spezzare il ritmo di gioco, ma che può essere utile per prendere dimestichezza con i controlli, consentendoci al tempo stesso di collezionare più soldi possibili per  poter comprare oggetti importanti come il rivelamento delle poche panchine presenti nel sottosuolo o anche la carta che ci servirà per aggiornare le nuove zone visitate.

Detto questo, ci fa piacere sottolineare soltanto un’ultima cosa di questo gioco; facendo un paragone famoso – ma ce ne potrebbero essere molti altri – il gioco prende a piene mani il metodo narrativo utilizzato nei Souls; la storia non è assolutamente invasiva, ma anzi permette una certa libertà di approfondimento; si può infatti venire a conoscenza di determinate cose esplorando e incontrando gli altri insettoidi presenti nei cunicoli, che possiamo sbloccare soltanto grazie all’acquisizione di abilità, o alla dipartita di alcuni boss, che ci danno la possibilità di entrare in aree che inizialmente sono bloccate; molto interessante è anche la possibilità di arrivare ad una serie di finali multipli che sono influenzati dalle azioni compiute durante il nostro viaggio.

Porting per switch. come apprezzare un indie al 100%

Parliamo ora della sua versione per Switch. Il gioco è stato richiesto a gran voce dalla community, e alla fine il team australiano si è deciso a rilasciarlo anche per Nintendo Switch. La versione portatile non si sposa perfettamente con la caratteristica di backtracking che il titolo ci pone davanti; essendo questo un gioco con pochi punti di salvataggio, a volte anche molto distanti fra loro, e con poche possibilità di scorciatoie tra le varie zone del dungeon, non è il titolo più adatto per giocarci qualche minuto mentre si aspetta la fermata del treno, o in momenti simili che non permettono di immergersi completamente nel vivo del gioco.

Risulta invece incredibilmente divertente giocarci in momenti di relax, ad esempio: al parco, a casa di amici, o perché no, anche a testa in giù sul divano di casa. Quindi questo porting è proprio quello di cui i videogiocatori avevano bisogno, poter giocare ad un titolo fantastico dove e quando si vuole, sempre se si ha tempo a disposizione da investire sul titolo.

Hollow Knight

0.00
8.4

Trama

8.2/10

Gameplay

8.6/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

8.4/10

Pros

  • Artisticamente incredibile: grafica e soprattutto sonoro
  • Incredibilmente longevo
  • Impegnativo in alcune parti, ma difficilmente risulta opprimente
  • Incantevole su Nintendo Switch...

Cons

  • ... anche se l'eccessivo backtracking può risultare stancante in modalità portatile

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