Hitman 2, la Recensione – NO SPOILER

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Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

La consapevolezza che anche questa generazione di console sta arrivando agli sgoccioli si sta rafforzando sempre di più in ogni giocatore. È quasi innegabile l’intenzione di tutti (giocatori e software house) a voler fare finalmente il passo verso la prossima generazione, lasciandosi alle spalle una gen che ha fatto abbastanza fatica a decollare. Sicuramente l’ottava generazione videoludica è riuscita a lasciare molti segni, sia negativi che positivi, ma a livello di innovazione non abbiamo avuto i passi avanti che avremmo sperato. Ma anche con queste premesse, è innegabile il fatto che, molte software house, siano riuscite a tirare fuori delle perle che rimarranno per sempre impresse a fuoco nell’ambiente videoludico.

La passione dimostrata da molte software house però è stata nello stesso tempo “mitigata” dalla pigrizia delle altre. Non per niente l’attuale generazione è stata praticamente invasa dai ritorni leggendari (o quasi) e dalle varie remastered e remake. Ma anche in questo aspetto, che in molti hanno visto come un fenomeno negativo, la luce c’è. Infatti basta guardare certe opere come Crash Bandicoot N Sane Trilogy o il recente Spyro Reignited Trilogy, per accorgersi del fatto che, certe volte, i titoli del passato fanno bene all’industria.

Questo ragionamento fu seguito nel 2016 anche da IO Interactive e dalla saga di Hitman. Una saga che, per quanto amata ed apprezzata, nel corso degli anni, si era lasciata un po’ perdere sprofondando pian piano nel dimenticatoio. Per far tornare in forza una saga, di solito, il metodo più facile è quello di portare un seguito valido, anche se il risultato non è sempre dei migliori (basta vedere Duke Nukem Forever). Ma come si fa ad rinvigorire una saga che in pochi ricordano? Semplicemente si ricomincia tutto da zero, mantenendo intatte le caratteristiche funzionali del titolo. Usando questo principio, IO Interactive riuscì a dare una nuova vita ad Hitman che, sorprendentemente, trovò subito il suo spazio nel mercato odierno.

Dopo circa due anni ed il divorzio tra IO e Square Enix, ecco che il futuro di Hitman, ancora una volta, rimase un po’ un punto di domanda. Ma grazie a Warner Bros, il tutto si è risolto nella migliore maniera ed Hitman 2 è riuscito a vedere la luce senza troppi compromessi. Ma questo secondo capitolo della saga (reboot), sarà all’altezza della prima stagione, o i ragazzi di IO non sono riusciti ad svolgere a dovere il loro ‘’contratto’’? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe della nostra recensione su Hitman 2!

Patience is the virtue of the Strong!

Hitman 2 segue in maniera pressochè identica la struttura del primo capitolo (o meglio dire prima stagione), abbandonando semplicemente la struttura episodica, ma mantenendo le meccaniche di gioco invariate. Infatti le novità presenti in questo nuovo Hitman sono praticamente inesistenti a livello di gameplay, oltre qualche gadget nuovo e a qualche ritocco al gameplay generale. Anche abbandonando la struttura episodica, purtroppo, si nota lo stesso l’intenzione iniziale di IO Interactive nel seguire la regola del primo capitolo, ovvero rilasciare il gioco in maniera episodica. Questo, principalmente, fa costare punti alla trama, che a quanto pare e stata lasciata in secondo piano, rendendola a dir poco banale e dimenticabile.

La trama di Hitman 2 cercherà di riprendere le vicende della prima stagione, ricollegandosi in qualche modo alle origini dell’ Agente 47. Anche se l’incipit potrebbe risultare interessante, di base la trama risulta poco curata ed vi porterà subito una sensazione di noia. Più e più volte ci siamo trovati con la voglia di skippare totalmente le cutscene (tra l’altro anche esse fatte maluccio), per buttarci direttamente dentro la missione. I personaggi sono blandi e la storia delle origini di 47 risulta priva di mordente o di un qualsiasi motivo per essere seguita. Non fraintendeteci, la storyline non è orribile, ma semplicemente banalotta e poco curata.

Dove però il gioco si salva e fa vedere decisamente i muscoli è sulla parte del gameplay. Hitman 2, come abbiamo già detto, conserva praticamente tutte le meccaniche del primo capitolo, variando semplicemente i livelli presenti al suo interno. Questa scelta, per quanto all’apparenza potrebbe risultare come ‘’pigra’’, noi riteniamo di premiare per il semplice motivo che funziona alla perfezione. Il gioco si presenta come uno stealth game puro, in quale in giocatore dovrà usare il cervello e la pazienza prima di agire. Ogni uccisione dovrà essere calcolata nel minimo dettaglio ed anche il minimo sbaglio potrebbe costarvi minuti preziosi della missione. Hitman 2 non richiede la vostra pazienza, la esige letteralmente.

La libertà d’approccio risulta anche in questo seguito praticamente fantastica, mettendoci davanti ad una moltitudine di situazioni che, in qualche modo, daranno un tocco diverso all’esperienza. Infatti grazie al level design impeccabile, la rigiocabilità sarà uno dei punti forti anche di questo Hitman 2. Il mondo sarà la vostra arma ed in base alla vostra esplorazione, una missione potrà essere affrontata in tantissimi modi diversi. La vostra vittima potrà essere ammazzata grazie a dei veleni messi nella bevanda preferita o semplicemente fatto investire da una macchina. Anche il metodo ‘’Rambo’’ potrebbe risultare utile in molte situazione, ma come ogni stealth game che si rispetti, il gioco vi punirà in maniera abbastanza grave mettendovi delle penalità grosse a fine missione. Queste penalità influiranno sulla vostra esperienza generale nella rigiocabilità, impedendovi di sbloccare nuovi approcci o gadget.

Per quanto la rigiocabilità risulta essere un fattore importante per Hitman 2, la durata generale del titolo è mediamente bassa. Infatti per arrivare alla fine delle vicende ci vorranno letteralmente una manciata d’ore. Il gioco, come il primo capitolo presenta 6 locazioni differenti della durata di circa 1 ora ciascuna. Ovviamente questa durata varierà in base alla difficoltà ed al approccio che sceglierete, ma a difficoltà normale con un approccio diretto, una missione non durerà più di una sessantina di minuti.

Oltre la campagna, ci saranno però diverse modalità che cercheranno di allungare l’esperienza. La novità fra le modalità arriva dalla modalità 1VS1 in quale, 2 giocatori si affronteranno online per eliminare un obbiettivo generato randomicamente. Il mondo sarà condivisibile ed ogni azione presa da uno dei due giocatori influirà sulla mappa generale. Sicuramente un metodo diverso per affrontare l’esperienza offerta da Hitman 2. Una seconda modalità sarà quella di Sniper Challenge, in quale il giocatore avrà l’obbiettivo di eliminare 3 vittime usando solamente il fucile da cecchino. Peccato per la presenza di una singola mappa, perché la struttura di base della modalità funziona veramente a dovere. Anche la modalità contratti sembra essere confermata ed una delle prime vittime disponibile per tutti sarà niente meno che Sean Bean. Al momento della recensione non abbiamo potuto provare questa modalità, ma supponiamo sia identica a quella di Hitman: Season 1.

Sicuramente se c’è una cosa da precisare (in negativo) è il fatto che, la difficoltà generale non sembra avere un giusto equilibrio. Il gioco infatti, in certe situazioni diventa troppo punitivo, non permettendo il minimo sbaglio, cosi come in altre situazioni il gioco vi farà fare una carneficina dato che l’intelligenza artificiale si farà gli affari propri. Sfruttando proprio la stupidità generale della I.A. siamo riusciti a superare certi livelli semplicemente fare delle kill a catena. Sicuramente per un gioco come Hitman, questo malus gli fa costare un po’ troppi punti, ma sappiamo anche che questo difetto potrà essere coretto in futuro.

Tecnicamente Parlando

Sotto il punto di vista grafico, Hitman 2 riesce a toccare punti veramente alti per poi cadere e farsi male. Abbiamo sicuramente apprezzato i 60 FPS granitici sulla risoluzione di 1080p, ma per avere un frame cosi stabile, si dovevano sacrificare delle texture. Infatti il gioco risulterà fluidissimo ed il Glacier Engine farà la sua sporca figura, ma il costo delle texture verrà notato più di una volta, specialmente negli spazi chiusi. Sulle versioni mid-gen questo difetto sparisce come per magia, ma non pensate di far girare il gioco in 4K e 60 FPS. Il gioco girerà in 60 FPS soltanto sulle risoluzioni di 1080p ed una volta andato oltre (su One X e PS4Pro) il frame verrà cappato a 30. Tuttavia, anche con certe texture un po’ sgranate e mal fatti, il gioco riesce comunque a lasciare a bocca aperta in certe situazioni. Le luci dinamiche ed la bellezza di certi ambienti, vi faranno distrarre dalla bruttezza di certi dettagli.

Un plauso però va fatto al comparto sonoro che in qualche modo, riesce a migliorare del tutto l’esperienza del primo capitolo. Le musiche e specialmente i suoni dinamici, saranno una vera ‘’arma’’ durante tutta l’esperienza. Capire esattamente da quale lato arrivi il nemico ed sentire ogni singolo rumore ambientale, in un gioco come Hitman vi darà un vantaggio non indifferente. Anche il doppiaggio inglese lo riteniamo più che soddisfacente, riuscendo a ricreare l’impatto dovuto anche se la storia risulta debole.

A livello generale di controlli ed input lag non abbiamo notato nessun particolare delay o bug nel sistema di controllo. I controlli, cosi come nel primo capitolo, funzioneranno a dovere ed la schema di essi sarà facile da apprendere e da memorizzare. Infatti pad alla man, non abbiamo dovuto metterci tantissimo per riabituarci al sistema di Hitman.

In conclusione

Hitman 2 non è per niente un gioco per tutti e sicuramente non è un’esperienza da raccomandare a chi ha odiato il primo capitolo. Il gioco osa poco ed infatti rimane invariato nella sua struttura generale, offrendo un’esperienza praticamente identica al precedente capitolo. Questa scelta di mantenere intatte le radici senza portare modifiche di nessun genere, potrà fra storcere il naso a moltissimi utenti ed sinceramente, in molti casi, la sensazioni di deja-vù si è fatta più che presente anche in noi stessi. Il gioco non è da scartare e sicuramente come Stealth game funziona a dovere, ma proprio grazie a certe scelte, rischia di rimanere relegato solo ad una nicchia di appassionati.

Non sappiamo come prendere queste scelte di IO Interactive e sinceramente inziamo a dubitare sul futuro della serie se, in qualche modo, la struttura non vorrà variare. Tuttavia se lo stealth fa al caso vostro ed trovate pane per i vostri denti solo nella sfida più ardua, Hitman 2 potrebbe fare al caso vostro. Stesso discorso vale anche per coloro che hanno apprezzato particolarmente la prima stagione. Per tutti gli altri il nostro consiglio è di provare il prologo (che si può trovare gratis) e poi decidere se procedere all’acquisto o meno.

6.9

Trama

5.5/10

Gameplay

7.5/10

Grafica

7.5/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

6.5/10

Pros

  • Il level design è veramente ad ottimi livelli
  • Le tantissime modalità di approccio rendono l'esperienza molto rigiocabile
  • I 60 FPS sono praticamente granitici
  • Un stealth game nudo e crudo!

Cons

  • Praticamente identico al primo capitolo
  • Intelligenza Artificiale abbastanza ballerina anche ai livelli più alti di difficoltà
  • Estremamente lento e punitivo
  • Trama superflua e deludente
  • La longevità generale è abbastanza deludente

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