Far Cry New Dawn, La Recensione – NO SPOILER

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Salvo Privitera
Appassionato da sempre di videogiochi, serie tv e film. Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta cercando di evitare gli spoiler per tutta la roba che ho ancora da recuperare. E fidatevi, ne ho tanta.

Appassionato da sempre di videogiochi, serie tv e film. Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta cercando di evitare gli spoiler per tutta la roba che ho ancora da recuperare. E fidatevi, ne ho tanta.

Il franchise della serie Far Cry è sicuramente uno dei più famosi di Ubisoft, diventato celebre grazie al terzo capitolo: Far Cry 3, per molti (e per chi vi scrive, ndr) il miglior capitolo della saga; non solo per la transizione evolutiva che il gioco ha avuto dal secondo capitolo, ma per una serie di fattori che lo hanno reso indimenticabile: una storia e una narrativa ben strutturata, personaggi caratterizzati in modo eccellente (qualcuno ha detto Vaas?) e una struttura da open world ben collaudata.

Ma come accade spesso, sopratutto con Ubisoft, questa formula ben collaudata, insieme alla poca voglia di innovazione e di sfruttamento del brand, ha portato i successivi capitoli ad un becero “More of the same“. Nonostante quest’ultimi non possano essere definiti brutti titoli, la mancanza di novità e di sperimentazione (Far Cry Primal a parte, che nonostante la “novità” relativa all’ambientazione ha comunque offerto la stessa formula dei precedenti, con scarsi risultati), ha partorito una serie di giochi meno ispirati e copia incolla l’uno dell’altro.

E a dirla tutta, questo nuovo Far Cry New Dawn ci ispirava le stesse sensazioni, nonostante le due particolari peculiarità con cui è stato annunciato il gioco. La prima, è che si tratta di un vero e proprio sequel del quinto capitolo (novità assoluta per il franchise, che ha sempre avuto storie differenti). Mentre la seconda è che ci troveremo in un mondo post apocalittico. Basteranno queste due premesse a ridare nuova linfa vitale alla saga? O sarà il solito capitolo “standard” della serie? Non dovrete fare altro che continuare la lettura per scoprirlo! (O semplicemente andare a vedere il voto e il commento finale, però così non vale eh)

War Never Changes

Le vicende iniziano ben 17 anni dopo Far Cry 5. Il mondo è stato devastato da un fallout atomico e, dopo che la natura ha iniziato di nuovo a prendere il posto delle macerie e delle radiazioni, i sopravvissuti hanno cominciato ad uscire dai bunker in cui si erano rifugiati per ripopolare di nuovo la Terra. Il pianeta aveva trovato un nuovo equilibrio, parallelamente con i suoi abitanti; ma la cosa non era destinata a durare a lungo. Ad irrompere in questa armonia celestiale, arrivano i “Guerrieri della strada“, uno spietato esercito di sopravvissuti che vuole conquistare le terre del Montana con la violenza e con la sottomissione, guidate da due spietate gemelle: Mickey e Lou. Per questo motivo, Carmina Rye (un cognome che ritornerà in mente a coloro che hanno giocato Far Cry 5, la figlia di Nick e Kim Rye) decise di chiamare in aiuto un tale di nome Thomas Rush; un uomo che gira per gli Stati Uniti a dare una mano a tutti coloro che ne hanno bisogno. Il giocatore non vestirà i panni di Thomas, bensì quelli del suo fidato Capo della Sicurezza.

Non abbiamo nessun nome, solamente “Capo” e altri nomignoli che ci verranno affidati durante il corso della nostra avventura. Il gioco inizierà infatti selezionando il sesso del nostro alter-ego virtuale e continuerà attraverso un piccolo editor che ci farà decidere il colore della pelle, gli abiti, capelli e i peli facciali. Il gioco inizia fin da subito in uno scontro unilaterale che ci porterà immediatamente alla fuga. Il nostro obiettivo è quello di liberare Hope Country dal controllo dei Guerrieri della Strada, e per farlo utilizzeremo tutti i mezzi possibili, alleanze comprese.

E’ possibile sbloccare alcuni costumi speciali, che ci doneranno un look davvero particolare.

Nei primi secondi di gioco è impossibile non notare la marcata similitudine con Far Cry 5 (personaggio principale non parlante incluso); la struttura del gioco è infatti identica al precedente capitolo, anche se, grazie ad alcune “novità”, riesce a trovare una sua piccola identità, che potrebbe tracciare la linea che verrà percorsa dai successivi capitoli.

Ti ho mai detto qual è la definizione di follia?

Com’è stato già affermato un paio di righe fa, il gioco riprende moltissimi aspetti del quinto capitolo della saga, di cui condivide il buon 80% della struttura. Il titolo è stato infatti arricchito di nuovi elementi che hanno rifinito il gameplay; le due principali nuove aggiunte sono l’introduzione di “abilità sovrumane” ed elementi GDR.

Per quanto riguarda la prima, queste abilità particolari saranno sbloccate circa a metà della campagna principale (a seguito di un evento che evitiamo ovviamente di anticipare) e saranno di grande aiuto e comodità in certi momenti. Tra le abilità (5 in totale), menzione d’onore va fatta al doppio salto che aprirà totalmente il gioco ad una verticalità e mobilità mai vista prima nella serie.

Le altre abilità spaziano da un potere che ci farà diventare quasi invisibile, ad una sorta di “Rage Mode” che renderà i nostri attacchi corpo a corpo devastanti. Oltre a questi poteri sovrumani, tornano, fin dall’inizio, i talenti classici della saga: potenziamento salute, la possibilità di trasportare più munizioni, resistenza migliorata ecc; tutte acquistabili nell’apposita sezione tramite dei punti ottenibili attraverso delle sfide (le sfide sono molto varie, dalle uccisioni con un arma specifica, alla raccolta di risorse e materiali).

L’altra novità inserita all’interno di questo nuovissimo capitolo è l’immancabile contaminazione da gioco di ruolo. Tutti gli elementi del gioco, armi, veicoli e nemici avranno un livello raffigurato dal colore: bianco, blu, viola e giallo. Questo livello non è solo simbolico, e i nemici di livello più alto possono essere davvero degli ossi duri. Si rivela di vitale importanza, quindi, scegliere l’equipaggiamento adatto, che si riduce, la maggior parte delle volte, a scegliere l’arma con la rarità più alta. I nostri strumenti di morte saranno creati nel banco da lavoro, grazie ai materiali che raccoglieremo durante la nostra avventura, l’arsenale bellico conta una discreta quantità di artiglieria: pistole, mitragliette, fucili d’assalto, mitragliatrici leggere, lanciamissili, archi, armi corpo a corpo e un Lancia Seghenome che non lascia molto spazio all’immaginazione, e ogni descrizione di tale arma sarebbe superflua -. Nonostante la varietà delle bocche da fuoco è buona, ci aspettavamo l’introduzione di più armi meno convenzionali all’interno del gioco (come il Lancia Seghe per intenderci), vista l’ambientazione. Abbiamo però apprezzato l’introduzione di un sistema di danno ai nemici in tempo reale: ogni colpo subito dai nostri nemici sarà visibile sotto forma di un numero, che ci indicherà il danno inflitto.

Hub Centrale e quartier generale del gioco sarà Prosperity. Inizialmente in questo piccolo villaggio non si potrà fare molto ma, andando avanti con le missioni, arruoleremo gli specialisti che aggiungeranno nuove funzionalità alla base; la possibilità di scoprire subito la posizione di oggetti e animali grazie al cartografo, un banco dedicato agli esplosivi grazie al dinamitardo e uno specialista per il viaggio rapido grazie all’elicotterista. Arruolare questi professionisti non è opzionale, e dovremo arruolarli tutti per poter continuare le missioni principali, ma non è finita qui perché ci toccherà potenziare anche la base obbligatoriamente con l’etanolo, una risorsa ottenibile, per la maggior parte, solo attraverso la conquista degli avamposti. Abbiamo trovato questa scelta infelice, perché spezza troppo il ritmo della campagna principale e ci costringe a “farmare” più di quanto avremmo voluto.

Parlando di campagna, la storia si attesta su una durata intorno alle 12 ore di gioco solo per le missioni principali ma, con tutte le attività secondarie disponibili, la longevità aumenta in modo esponenziale. Il gioco è infatti ricco di attività secondarie: missioni, cacce al tesoro, liberazione degli accampamenti, caccia e pesca, vi terranno impegnate per decine di ore, ma proprio come i precedenti capitoli della saga, anche stavolta rischieranno di portarvi a noia, vista la poca varietà e ripetitività del tutto.

Ritornando alla campagna, quest’ultima riesce a variare di molto le missioni che andremo a giocare ma purtroppo ci ha convinto molto poco. Il gioco, infatti, sembra essere stato scritto troppo in fretta e, nonostante alcune missioni abbiano delle ottime premesse, il tutto si conclude troppo velocemente e senza troppa cura del design della missione, con alcune quest, davvero mal programmate.

Neanche la storia è riuscita a convincerci a pieno, con colpi di scena davvero prevedibili e personaggi principali piatti (fatta eccezione per un personaggio), che ricoprono alcuni cliché stravisti e abusati nella narrazione: l’antagonista spietato e senza scrupoli (in questo specifico caso, le gemelle), il buon samaritano di turno che decide di combattere il male (Thomas) e lo sconosciuto che diventa “l’uomo della profezia” (il nostro personaggio).

Il gioco offrirà anche scontri contro i boss (tre in tutto), anch’essi fatti troppo velocemente e senza alcun mordente, punitivi e fin troppo difficili qualora non si abbia l’equipaggiamento e le abilità giuste.

Durante la nostra partita non saremo mai da soli, visto che avremo la possibilità di essere accompagnati da un giocatore online, o da un compagno controllato dall’IA. Per quanto riguarda i compagni offline, ce ne sono 8 in tutto, e andranno a ricoprire diversi ruoli specifichi (il tank, il berserk, il cecchino), anche loro hanno abilità uniche, e ogni tot di uccisioni (15 e 40) ne verranno sbloccate delle altre (per un totale di tre, quella iniziale già sbloccata, e altre due, sempre più potenti).

Possiamo avere un cinghiale come compagno, che si chiama Orazio. Esistono altri motivi per acquistare il gioco?

Tecnicamente parlando

La veste grafica è la stessa di Far Cry 5, e anche in salsa post apocalittica, il Dunia Engine è riuscito ancora una volta a stupirci. In alcuni frangenti siamo rimasti ad osservare a bocca aperta la mappa di gioco, in questo mondo dove oramai la natura è la padrona incontrastata. L’ambientazione, nonostante i colori accesi, riesce comunque a trasmettere la desolazione di un mondo lontano dalla civiltà e dalle regole imposte dall’uomo, regalando alcuni scorci davvero onirici; sopratutto di sera, quando i colori accesi della mattina, lasciano spazio alle luminose scie verdi e blu dell’aurora boreale.

Gli effetti particellari riescono a dare il meglio di sé, al contrario degli effetti del fuoco e delle esplosioni, che ci hanno fatto storcere il naso in diverse occasioni. Su tutte le console, il frame rate è bloccato a 30 granitici FPS, che difficilmente scenderanno al di sotto di quella soglia, confermando ancora una volta l’ottima scalabilità dell’engine del gioco.

Ma non è tutto oro quello che luccica visto che, durante la nostra partita, ci siamo imbattuti in diversi bug. Nel caso più grave abbiamo dovuto riavviare un’intera missione, mentre quelli più comuni si sono verificati principalmente a causa dei personaggi e degli animali che molte volte si glitcheranno e inizieranno a dar vita a vere e proprie assurdità, come nemici volanti o animali in simbiosi con strutture e terreno.

Il sonoro invece risulta di ottima fattura. Ogni arma ha un suono differente, e gli effetti sonori riescono a coinvolgere il giocatore. La colonna sonora è azzeccatissima per il gioco e riesce discretamente a delineare i momenti più entusiasmanti che il gioco offre. Il doppiaggio riesce ad essere al livello a cui ci ha abituato Ubisoft, visto che il gioco è interamente localizzato in italiano, audio e testi.

IN CONCLUSIONE

Insomma, apprezziamo la scelta di Ubisoft di mettere il gioco a prezzo budget (costa infatti solo 45 euro), anche se vi consigliamo di spenderli solamente se avete amato alla follia Far Cry 5 e volete concludere le vicende di trama lasciate in sospeso. Nonostante gli evidenti problemi, il gioco è riuscito comunque ad intrattenerci e siamo quasi sicuri che le novità introdotte in questo capitolo verranno mantenute anche nei successivi titoli della serie.

Far Cry New Dawn può essere visto come un’espansione stand alone del quinto capitolo che aggiunge piccole novità che porteranno il franchise verso una nuova direzione, visto che la formula del gioco sta iniziando a diventare stantia. Basteranno queste due premesse a ridare nuova linfa vitale alla saga? purtroppo no e se i precedenti Far Cry non vi sono piaciuti, difficilmente potrete apprezzare questo, visto che a tratti, è anche peggiore.

Avete altre domande sul gioco? Se avete dubbi potete chiedere nei commenti, saremo felici di rispondere ad ogni vostra domanda!

Far Cry New Dawn

6.5

TRAMA

6.0/10

GAMEPLAY

6.5/10

GRAFICA

7.5/10

SONORO

6.5/10

LONGEVITA'

6.0/10

Pros

  • Le nuove aggiunte perfezionano ulteriormente il gameplay..
  • Tante cose da fare..
  • Prezzo budget
  • Buona longevità generale

Cons

  • ..ma non aggiungono niente in tutto il resto
  • ..ma che difficilmente riusciranno a divertire
  • Missioni principali poco ispirate
  • Antagonista non a livello degli altri personaggi della serie

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