Fallout 76 – La nostra prova della prima B.E.T.A.

Anteprime
Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Il mese di novembre 2018 sarà uno di quelli veramente gravosi, sul portafogli dei giocatori. Basti pensare che in un solo mese usciranno i nuovi capitoli di brand colossali come Battlefield, Pokémon, Hitman e Darksiders oltre a grandi uscite come Spyro: Re-Ignited Trilogy, Overkill’s The Walking Dead e il titolo che tratteremo in questa anteprima, forse uno dei più attesi in assoluto: Fallout 76. La nuova fatica di Bethesda Softworks, fin dal momento del suo annuncio, è salita rapidamente in cima alla lista dei titoli più desiderati dagli appassionati poiché appartenente ad una delle serie più amate e acclamate di tutti i tempi.

Il reveal concreto ed effettivo di questo nuovo capitolo della serie, però, non ha ricevuto la stessa reazione entusiastica da parte dei fan rispetto agli episodi precedenti a causa di una serie di news preoccupanti che lo hanno anticipato. Prima dell’uscita del primo trailer, infatti, alcuni rumor inquietanti hanno iniziato a circolare in rete che indicavano come il nuovo titolo fosse giocabile solo online, con una struttura di gameplay simile a quella di Rust (un survival online con una forte componente di crafting) e che non fosse possibile giocarlo in single player.

In un’epoca dominata dai giochi multiplayer online, Bethesda si era eretta a ultimo baluardo per la difesa delle campagne per giocatore singolo e, pertanto, capiamo che degli annunci di questo tipo possano aver causato più di un malumore nella community. Tutte queste notizie, comunque, si sono rivelate vere solo in parte in quanto sì, lo confermiamo, Fallout 76 è il primo esponente della serie ad avere una forte connotazione da MMO ma è un’esperienza molto più vicina ai precedenti capitoli di quanto ci si potesse aspettare. Siete pronti ad esplorare il nuovo West Virginia?

COUNTRY ROADS

Quando nominiamo Fallout non possiamo che ripensare alle centinaia di ore passate nelle Wasteland proposte dai vari capitoli, una versione degli Stati Uniti devastata dalla guerra nucleare, cercando di sopravvivere tra ambientazioni tetre e affascinanti, creature assetate di sangue ed esplorando, allo stesso tempo, una storia particolare e interessante. Nell’universo immaginato dagli sui creatori, infatti, alcune scoperte tecnologiche fondamentali come il transistor non sono mai avvenute e, di conseguenza, la miniaturizzazione dei computer e dei componenti elettronici non si è mai sviluppata ma, allo stesso tempo, il progresso è riuscito a evolversi sotto tanti altri aspetti.

Ecco, quindi, che sarà possibile trovare in giro vecchi computer con schermi al fosforo verde ed enormi automi senzienti, automobili antiche e pistole laser, senza soluzione di continuità, creando una spiccata dicotomia che da sempre caratterizza il brand. Ben presto, però, a causa di una generale carenza di risorse minerarie e petrolifere, scoppierà un tremendo conflitto tra Stati Uniti e Cina che si tradurrà in una delle guerre più feroci mai affrontate dal genere umano con conseguente apocalisse nucleare che ha raso al suolo il pianeta nel 2077. Il governo statunitense, tuttavia, ha preparato una serie di bunker sotterranei, i Vault, per proteggere alcune delle personalità più importanti del Paese come ingegneri, medici e architetti in modo da ripopolare il globo, una volta che le acque si fossero calmate.

Gli abitanti del Vault 76 (da cui proviene il nome di questo nuovo titolo), saranno i primi a riemergere dal suolo, nel 2102, ben 25 anni dopo il terribile cataclisma che ha sconvolto la Terra. Noi saremo uno degli abitanti di quel bunker e, una volta tornati all’esterno, ci toccherà fare i conti con quella che, a tutti gli effetti, non è più casa nostra. Fallout 76, quindi, copre uno degli archi narrativi forse più affascinanti in assoluto, legati alla storia del brand di Bethesda e assume il compito di spiegare come l’uomo sia riuscito a civilizzare nuovamente un pianeta completamente devastato dalla guerra nucleare affrontando ogni genere di pericolo. Questo è il nuovo West Virginia.

TAKE ME HOME

La prima sessione di Beta per Fallout 76 su Xbox One a cui abbiamo avuto modo di partecipare si è svolta in un orario non proprio comodissimo per noi italiani: dall’1 alle 5 del mattino. Potreste immaginare che delle premesse non proprio esaltanti in termini di esperienza offerta, unite ad un periodo di prova del genere avrebbe potuto scoraggiare qualcuno dal prendervi parte. E sarebbe stato un errore.

Già, perché, complice una campagna di marketing aggressiva ma mai troppo dettagliata che non ha saputo spiegare in modo accurato le dinamiche che muovono il gioco, è passata, a nostro avviso, un’immagine lievemente fuorviante di questo Fallout 76. Debellata l’ombra scura di un nuovo Rust ambientato nelle Wasteland e compreso il setting che fa da sfondo all’intera produzione, quello che ci siamo trovati davanti è un nuovo capitolo della serie Fallout a tutti gli effetti che, come dicevamo in precedenza, potrebbe andare ad approfondire un periodo della storia precedentemente mai analizzato da un gioco della serie.

Le prospettive per l’ennesimo successo di un gioco della serie ci sono tutte, a dire il vero, nonostante i cambi nella formula necessari per introdurre la tanto discussa modalità multiplayer online. Una volta avviato il client di gioco e dopo un breve filmato introduttivo, infatti, ci siamo trovati davanti ad una familiare schermata di creazione del personaggio davvero ricca di opzioni che ci permetterà di personalizzare al meglio il nostro protagonista, prima di lanciarci in quella che si prospetta una lunga avventura. Una volta modellato il nostro alter-ego scegliendone aspetto fisico e corporatura, ci viene data la possibilità di esplorare a fondo il Vault 76 con le sue luci, i suoi colori e i richiami ad una vita precedente che, probabilmente non tornerà più.

Procedendo nel nostro cammino, ci verranno consegnati i primi equipaggiamenti necessari a muovere i primi passi nel mondo esterno come lo stim-pak utile a curare le ferite, il rad-away che ha il compito di rimuovere le radiazioni dal nostro organismo e l’immancabile Pip-Boy, il nostro fidato computer da polso che servirà a visualizzare una serie di informazioni utili sul nostro personaggio, sugli oggetti a nostra disposizione e sulle missioni che ci sono state assegnate.

Come un occhio attento avrà potuto notare, non abbiamo ancora parlato del sistema S.P.E.C.I.A.L., pilastro della customizzazione del protagonista nei capitoli precedenti che ci permetteva di attribuire una certa somma di punti abilità in vari campi di sviluppo come la Forza, l’Intelligenza, il Carisma, la Fortuna e tanto altro. Volete sapere perché? Beh, perché lo S.P.E.C.I.A.L. non è presente in Fallout 76 ma viene sostituito da un sistema di carte collezionabili che ne adotta il nome ma ne modifica radicalmente il funzionamento. Se in precedenza, infatti, bisognava spendere dei punti abilità nelle categorie apposite per sviluppare il nostro personaggio, adesso invece, la selezione delle abilità e, di conseguenza, delle sue caratteristiche sarà gestibile solo attraverso l’equipaggiamento delle carte abilità che troveremo sul nostro cammino o che ci verranno elargite quando saliremo di livello.

Alcune di queste carte, inoltre, potranno essere condivise con il nostro team aumentandone l’efficacia in battaglia, la quantità di salute e tanto altro. È sicuramente una meccanica affascinante che si sposa bene con la natura di semi-MMO del gioco ma resta da capire l’effettivo bilanciamento di un sistema affidato alle carte che, come sappiamo, si prestano benissimo alla vendita sui marketplace con soldi reali e che, in tal caso, potrebbero trasformare rapidamente il gioco in un pay to win.

TO THE PLACE I BELONG

Le cose, però, iniziano a farsi davvero interessanti una volta abbandonato il Vault 76. Appena fuori dal grosso portone in acciaio che chiudeva ermeticamente il bunker, infatti, ci troveremo dinnanzi ad uno spettacolo mozzafiato. La natura, dopo la devastazione causata dalle bombe atomiche, ha preso di nuovo il completo controllo del West Virginia e la sensazione di smarrimento che proveremo nel muovere i nostri primi passi in questo nuovo mondo è pari solo alla voglia di scoprire cosa ha in serbo per noi.

Armati di un semplice coltello di ferro arrugginito e di qualche stim-pak ci avventuriamo nel mondo di Fallout 76 quando ci rendiamo conto della prima, tangibile, enorme differenza rispetto al passato. Volgendo lo sguardo verso l’uscita dal Vault, infatti, ci renderemo conto che altri giocatori hanno compiuto il nostro stesso percorso, che si stanno imbattendo anche loro nello spettacolo incredibile offerto da questa nuova faccia del territorio americano e che si apprestano, a loro volta, ad avventurarsi in questa esaltante avventura. Il senso di meraviglia e di condivisione che questo concetto offre, non lo nascondiamo, ci mette i brividi.

Ripensiamo velocemente alle ore passate ad esplorare gli ambienti desolanti dei precedenti capitoli in compagnia di alcuni companion guidati dalla CPU che, adesso, verranno sostituiti da giocatori in carne ed ossa che potranno condividere con noi l’emozione della scoperta, la tensione degli scontri più serrati e la gloria delle quest completate. È una prospettiva che, onestamente, ci galvanizza al sol pensiero ma che, comunque, viene lasciata alla discrezione del giocatore. Se deciderete di affrontare le insidie del West Virginia come lupi solitari, infatti, potrete farlo semplicemente evitando di unirvi al party di un altro giocatore e proseguendo lungo il vostro percorso e non sarete mai costretti a collaborare con nessuno se l’idea non vi aggrada.

La libertà offerta dal team di sviluppo è totale, quasi spaventosa e gli unici strumenti che vi guideranno nell‘esplorazione della mappa di gioco sono una carta geografica e la solita bussola sempre presente a schermo che indica i punti di interesse. Le quest, come di consueto, si dividono in principali e secondarie con le prime che consentono di procedere nello svolgimento della trama e le altre che servono a migliorare gli attributi del nostro protagonista ma anche di approfondire la conoscenza sull’ambientazione che fa di sfondo al gioco. A tutto questo va aggiunto l’inserimento degli eventi a tempo, inclusi per la prima volta in assoluto in un gioco di Fallout, che vi richiederanno di compiere alcuni obiettivi specifici in un determinato lasso di tempo in modo da aggiudicarvi un premio, da soli o in compagnia della vostra squadra.

La struttura del gameplay ricorda molto da vicino quanto visto in Fallout 4 con un’impostazione da shooter in prima persona con forti componenti da RPG. Sarà possibile, infatti, equipaggiare un’arma corpo a corpo con un tasto dedicato agli attacchi leggeri e uno a quelli pesanti o una bocca da fuoco con cui è possibile mirare, sparare e infliggere ingenti danni ai nemici e alle creature che popolano il mondo di gioco. Torna anche il sistema S.P.A.V. Che consentiva di rallentare il tempo e mirare con precisione ad una zona precisa del corpo degli avversari per i colpi critici anche se la sua efficacia, in un ambiente pensato per il multiplayer, è stata notevolmente mitigata.

L’utilizzo delle armi, la corsa, il salto e lo S.P.A.V. sono regolamentati da una barra dei Punti Azione, posta in basso a destra dello schermo, che si carica nel tempo e che sarà necessario tenere d’occhio per non rimanere completamente scoperti e in balia degli attacchi dei nemici. Oltre a questo è sono presenti anche due indicatori per la fame e la sete del nostro protagonista che dovremo gestire oculatamente proprio come accadeva in altri titoli survival online.

Introdotta per l’occasione, infine, una nuova versione potenziata del sistema C.A.M.P. visto in Fallout 4 che consente di costruire dei veri e propri avamposti in qualsiasi zona della mappa con la semplice pressione di un tasto dal menu del Pip-Boy a patto di avere i materiali necessari per la loro realizzazione. Presso questi accampamenti sarà possibile cucinare, creare e potenziare armi e armature o semplicemente passare dei momenti di relax con il resto della squadra tra una missione e l’altra.

WEST VIRGINIA, MOUNTAIN MAMA

Il punto di vista tecnico è, al momento, la parte più debole dell’intero pacchetto offerto da Fallout 76. Se da una parte abbiamo una realizzazione artistica più che convincente del West Virginia che fa da teatro all’azione di gioco, dall’altra troviamo delle texture di bassa (e a volte bassissima) qualità e un frame-rate altalenante che alterna sezioni a 30fps fissi ad altre in cui è possibile contare i fotogrammi ad occhio nudo, nelle situazioni di stress maggiori.

Bethesda ci ha confermato che una patch per la stabilità è prevista per il day-one e, probabilmente, molti dei difetti tecnici riscontrati in questa beta verranno risolti con il suo arrivo ma è doveroso riportare alche i lati che ci hanno convinto meno di quella che, altrimenti, potrebbe essere una gran bella sorpresa. Il comparto sonoro, invece, è composto da musiche decisamente azzeccate e da un campionario di suoni ben realizzato e anche contenutisticamente il gioco sembra promettere decine e decine di ore di divertimento. Non vediamo davvero l’ora di avere tra le mani il gioco completo e scoprire se le nostre sensazioni saranno estendibili a tutta la durata dell’avventura.

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