Du Lac & Fey: Dance of Death, la nostra anteprima

Anteprime
Francesco Palmiero
Enciclopedizzare, narrare, contemplare e condividere insieme l'arte videoludica.

Enciclopedizzare, narrare, contemplare e condividere insieme l'arte videoludica.

In un periodo particolarmente florido di uscite c’è sempre tempo e modo per recuperare a nostro gaudio e diletto una sostanziosa pletora di titoli classificati nel mercato videoludico odierno in modo del tutto dispregiativo come “riempitivi” oppure “facilmente deprecabili” ma che in realtà nascondono il più delle volte una profondità di narrativa e di gameplay inaspettata, in grado di sorprendere ed intrattenere senza troppe pretese e soprattutto a buon mercato.

Trovare un’idea originale e realizzare con dovuta cognizione di causa una ben delineata commistione di vari generi è cosa assai rara al giorno d’oggi ma indiscutibilmente risultano esser di sicuro due fattori decisivi per il successo di un prodotto di natura videoludica ed i ragazzi di Salix Games, anche grazie ad un lodevole supporto da parte della community mediante una campagna Kickstarter, hanno sfornato da quel che abbiamo potuto provare in questa anteprima un nuovo progetto che mette in risalto due pilastri della storia e della mitologia d’Inghilterra: Jack lo Squartatore ed il ciclo arturiano. Insomma senza dilungarci in inutili e bensì superflui preamboli, andiamo a parlare di Du Lac & Fey: Dance of Death.

La Londra del terrore

Londra, 1888: Jack lo Squartatore sta scrivendo il proprio nome nella storia con il sangue delle sue vittime, ma a fronteggiarlo questa volta saranno due investigatori d’eccezione: Sir Lancelot Du Lac e Morgana Le Fey, celebri personaggi della mitologia arturiana che unendo le proprie forze cercheranno di svelare i numerosi delitti di uno degli assassini più controversi della storia dell’umanità. Ma a quanto pare la chiave del mistero di Jack sembra risiedere nel caso della sua prossima vittima, Mary Kelly, e con lei i nostri due protagonisti tra mille peripezie daranno il via a un’indagine destinata ad esplorare aspetti narrativi del tutto innovativi e di certo non convenzionali rispetto ad altri esponenti e ad altre narrazioni del genere.

Lasciando di certo il brio della scoperta a voi fruitori il gioco come in ogni classico “punta e clicca” detiene intrinsecamente un prosecutio a livello narrativo di certo più compassato rispetto agli standard del videogioco cui noi siamo abituati, volto meno all’azione ma più a far spremere le meningi al giocatore nonostante bisogna riportare in auge che soprattutto in queste prime fasi non sono presenti una quantità spropositata di enigmi ma che, troppo spesso, ci si ritrova in balia di ambientazioni altresì caratterizzate da uno stile grafico decisamente accattivante ma che risultano troppo dispersive in grado di portare facilmente per i neofiti del genere alla noia. Uno degli aspetti di certo più interessanti che difatti diversifica l’opera rispetto al suo genere di appartenenza, nonché un elemento sin da subito che rientrava nelle intenzioni degli sviluppatori, è che Du Lac & Fey: Dance of Death vuole spingersi oltre agli attuali confini narrativi degli adventure games, mettendo in scena un thriller basato sul punto di vista delle vittime invece che dell’assassino o della polizia ed è sin da subito in grado di affrontare tematiche sociali ben contestualizzate come il ruolo delle donne nella società della Londra vittoriana e, per contrasto, anche nella società odierna.

Plasmare la nostra esperienza

Molto spazio sarà inoltre destinato alle scelte del giocatore, che andranno a influenzare il rapporto dei tre protagonisti, Du Lac, Fey e Kelly, che risaltano ordunque una profondità narrativa di certo non da sottovalutare vista la quantità di dialoghi presenti sin dalle fasi iniziali che ci permetteranno di apprezzare proceduralmente il complesso rapporto soprattutto tra Du Lac e Fey. Nel corso del gioco di certo non mancano alcune fasi di combattimento, quasi un’utopia per il genere di appartenenza di cui l’opera fa parte, ma che si traduce senza troppe aspettative in una serie abbastanza scialba e macchinosa di “quick time events” che di certo poteva esser sfruttata meglio nonché passibile di un ampio miglioramento in un titolo che, come d’uopo rimembrare, risulta ancora in piena fase di sviluppo.

Insomma l’emergente Salix Games ha dinnanzi un opera dal buon potenziale, con una trama che seppur ampiamente stereotipata riesce a catturare proprio per la sua originalità, di certo i difetti ce ne sono eccome soprattutto a livello di design ma attenderemo il prossimo 5 aprile la release definitiva per redigere un giudizio completo su un titolo che merita la vostra attenzione.

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