Dirt Rally 2.0, la Recensione

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Francesco Palmiero
Enciclopedizzare, narrare, contemplare e condividere insieme l'arte videoludica.

Enciclopedizzare, narrare, contemplare e condividere insieme l'arte videoludica.

I racing game sono inopinabilmente sempre stati un pilastro indispensabile per poter corroborare il salto evolutivo di ogni generazione di console. In quest’ottavo ciclo ormai giunto quasi alla sua inevitabile conclusione, grazie ad una tecnologia sempre più all’avanguardia possiamo sentenziare senza alcuna remora che sin dagli albori questo genere di strada ne ha fatta…ed anche tanta.

Un importante contributo è stato elargito da Codemasters, software house britannica che proceduralmente ha confermato la sua posizione dominante su un mercato che da tempo si estende non solo con il franchise di Formula 1, ormai divenuta un’IP a cadenza annuale, con il team d’altronde detentore della licenza ufficiale FIA, ma anche alle categorie rallistiche grazie ai brand di “Dirt” e “Dirt Rally” che rappresentano la naturale evoluzione tecnica dello storico “Colin McRae Rally” che ha paradigmaticamente ridefinito la passione per lo sterrato degli amanti delle quattro ruote cercando di accontentare un po’ tutti i gusti, da quelli più orientati verso l’arcade a quelli che invece cercano di avvicinarsi maggiormente alla simulazione.

Puntare ad un approccio maggiormente “hardcore” cercando al tempo stesso di aprire nuove frontiere per la simulazione sportiva e competitiva su console ha rappresentato uno stimolo tale da dar vita ad un nuovo franchise ormai arrivato ad un secondo capitolo che cerca, conscio nonostante tutto di esser un prodotto dedicato non solo ai veri appassionati ma anche ai neofiti, di trovare quel giusto equilibrio, derivante anche dall’esperienza acquisita da parte del team durante lo sviluppo di DiRT 4, ma anche di preservare quel livello di sfida tanto bramata e difficilmente tangibile in altri titoli del suddetto genere.

Pronti, partenza…via!

Sin dal primo avvio si percepisce un’atmosfera familiare non solo dal design e dalla struttura del menù ma appare chiara l’intenzione dei ragazzi di Codemasters di rivolgersi, pad o volante alla mano, anche e soprattutto a chi ha particolarmente apprezzato il primo capitolo, con la quasi completa ed assai azzeccata scelta di eliminare qualsivoglia sorta di tutorial e premiando l’immediatezza, buttandoci subito in pista senza troppi fronzoli e preamboli che potevano nelle fasi iniziali portare il giocatore alla noia.

Al tempo stesso il gioco ci pone ancor prima di visualizzare il menù di gioco anche la creazione del nostro alter ego, ancora ben lungi da esser definita come una vera e propria “personalizzazione” a causa di scelte estremamente limitate anche a seguito della presenza di volti già predefiniti, che di certo non entusiasmeranno i puristi ma che si spera venga ridefinita al meglio nei prossimi capitoli.

Con l’obiettivo di portare il nostro pilota ai vertici del rally internazionale, si ha la possibilità di intraprendere la classica “modalità carriera” che ci permetterà di partecipare ad eventi di vario tipo legati sia al rally tradizionale, sia al rallycross con le sue gare disputate all’interno di circuiti chiusi.

La nostra carriera si articolerà principalmente attraverso queste due discipline, presentando nel caso del rally classico sei ambientazioni che contano un totale di oltre settanta percorsi tra Nuova Zelanda, Argentina, Spagna, Polonia, Australia e Stati Uniti, mentre, purtroppo, dobbiamo sottolineare che quest’anno a livello di licenze DiRT Rally 2.0 non può contare su quella del campionato ufficiale WRC, nelle mani di Kylotonn Games e del suo WRC 7, mentre può fare sfoggio di quella legata al FIA World Rallycross Championship di cui include gli otto tracciati di Barcellona, Montalegre, Mettet, Lohéac Bretagne, Trois-Rivieres, Hell, Holjes e Silverstone.

Oltre alla carriera sono presenti anche altre due aggiunte decisamente interessanti come la sopracitata possibilità di giocare la FIA World Rallycross Championship partendo dalle sue vetture ufficiali, oppure di mettersi alla guida in un rally storico con le auto d’epoca, e portando a termine proprio questi eventi si ha la possibilità di sbloccare/acquistare nuove automobili dapprima inaccessibili tra le oltre cinquanta che il gioco ci mette a disposizione, partendo da una Lancia Fulvia per il rally e da una Opel Corsa 1600 per il rallycross che potranno comunque esser potenziate (e soprattutto aggiustate) dal nostro team di meccanici, a sua volta anch’esso soggetto a miglioramento con la fondamentale nonché indispensabile gestione dei singoli componenti del gruppo che verranno contattati ed in seguito ingaggiati grazie ai nostri guadagni accumulati con tanto sudore e fatica in pista.

Piano ma non troppo

Fatte le dovute premesse adesso non resta altro che parlare dell’anima di questo DiRT Rally 2.0, ossia di un sistema di guida che risulta, senza troppi compromessi, esser la naturale evoluzione e maturazione di un team ormai divenuto un punto di riferimento del genere con un approccio che, come ampiamente esplicitato in apertura, cerca di accontentare un po’ tutti garantendo una buona versatilità anche tra il dualshock ed il volante, seppur oggettivamente parlando l’esperienza acquisisce una maggior immersività proprio con quest’ultima periferica (ancor meglio se si è muniti di frizione e freno a mano) in grado di far percepire al fruitore non solo la pesantezza dell’asfalto in ogni suo singolo avvallamento ma anche una costante sensazione di instabilità che aumenta ancor di più riproducendo, attraverso questa accoppiata, tutto il peso della nostra vettura in curva.

Altri due aspetti passibili di un notevole miglioramento risultano essere la fisica e l’intelligenza artificiale. La prima seppur ben responsiva nelle fasi più concitate ci è sembrata, in alcune fasi, voler punire troppo il giocatore con tamponamenti eccessivamente penalizzanti per la nostra vettura, che vengono d’altronde acuiti anche dall’impossibilità di utilizzare un rewind immediato per correggere le nostre sbavature che molto spesso ci hanno portato a dover addirittura portare a termine gare notturne con i fari anteriori ormai distrutti.

Mentre una minimale rivoluzione è stata adottata all’intelligenza artificiale, da sempre una delle caratteristiche più delicate e difficili da riprodurre all’interno di un opera videoludica, che stavolta plasma la propria capacità ed il proprio stile di guida in modo procedurale, rendendoci nelle prime fasi più abbordabile il raggiungimento di una buona posizione per poi costantemente intensificare le proprie capacità nelle fasi più avanzate del nostro percorso.

Un panorama niente male anche se…

Non bisogna stupirsi nel definire DiRt Rally 2.0 tecnicamente e graficamente encomiabile, anche se bisogna riportare alcune imperfezioni che di certo non abbiamo particolarmente gradito. Pur preservando quella meticolosa attenzione nel riprodurre i dettagli, che vengono amplificati soprattutto con le versioni potenziate delle console che supportano anche i sessanta fotogrammi al secondo, siamo dinnanzi ad un motore grafico (l’Ego Engine) che si avvia verso un’inevitabile spirale di obsolescenza. Quest’ultimo, infatti, sembra non essere più in grado di adempiere agli standard moderni, con la riproduzione della vegetazione di certo al di sotto delle aspettative e con alcuni scorci che seppur impattanti sfigurano con i modelli poligonali dei veicoli che, come giusto che sia, sono stati riprodotti al meglio.

Siamo dinnanzi, da un punto di vista prettamente tecnico, ad uno dei titoli racing più interessanti di questa ottava generazione che risulta essere la concreta e legittima maturazione di una software house ormai divenuta un’istituzione nell’ambito della simulazione su quattro ruote. Bisogna rammaricarsi per alcune imperfezioni tecniche, per un comparto grafico che ha bisogno di tutt’altra potenza di calcolo e per la mancanza di condizioni atmosferiche tanto desiderate come la neve, che si spera venga aggiunta con le future espansioni.

Insomma se cercate un titolo racing degno di tale nomenclatura DiRT Rally 2.0 fa al caso vostro.

Dirt Rally 2.0

8.3

Gameplay

9.0/10

Longevità

7.5/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

8.5/10

Pros

  • Un sistema di guida encomiabile.
  • Un comparto sonoro incredibile.
  • Buona versatilità tra pad e volante.
  • Adatto sia ai neofiti che ai puristi del genere.

Cons

  • Intelligenza artificiale migliorabile
  • L'Ego Engine non riesce a soddisfare nella sua globalità.
  • Pochi contenuti nella versione di lancio.

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