Devil May Cry 5, la Recensione – NO SPOILER

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Nel corso della sua vita, un appassionato di videogiochi finisce inevitabilmente per affezionarsi a una serie di software house. Vuoi perché i suoi titoli sono legati a periodi o ricordi piacevoli, vuoi perché rispecchiano il nostro gusto personale, non possiamo fare a meno di pensare ad alcuni sviluppatori con l’affetto che si riserva alle persone care. Per chi vi scrive, una di quelle aziende è sicuramente Capcom.

“Say hello to my big old friend!”

Il colosso nipponico, negli anni, ci ha letteralmente accompagnati nella crescita, proponendo una serie di IP totalmente diverse l’una dall’altra che hanno saputo trovare un certo spazio nel nostro cuore. Ricordiamo con una punta di nostalgia i pomeriggi passati in compagnia di Megaman su SNES, le serate dedicate a Resident Evil e le ore spese su Monster Hunter Freedom su PSP. Capcom è sempre stata, almeno per quanto ci riguarda, un punto fermo, un faro inamovibile nell’oceano dei titoli proposti in quella che è la nostra forma di intrattenimento preferita. Certo, lo abbiamo detto più volte, l’azienda giapponese non ha sempre brillato per la qualità dei propri prodotti e, anzi, ricordiamo bene un periodo particolarmente scuro fatto di una serie di insuccessi come il pessimo Bionic Commando su PS3, il dimenticabile Lost Planet 3 o i deludenti capitoli 5 e 6 di Resident Evil.

Ultimamente, però, Capcom sembra essere ritornata sulla strada giusta grazie al lancio sul mercato di alcuni titoli di eccellente fattura. Basti pensare a Monster Hunter World, Resident Evil 7 e il remake di Resident Evil 2, Megaman 11 e il titolo che analizzeremo in questa recensione: Devil May Cry 5. Dopo ben 11 anni dall’uscita dell’ultimo capitolo numerato della serie e dopo un prequel/reboot ad opera di Ninja Theory che ha diviso nettamente in due la fanbase, Capcom torna alle redini di una delle sue IP più amate, pronta a riportarla agli antichi fasti per dimostrare, ancora una volta, la propria fiammeggiante rinascita dalle proverbiali ceneri. Dante e Nero sono finalmente tornati sulle nostre console…e stavolta non sono soli. Sarà riuscito Devil May Cry 5 a convincerci pienamente? Scopritelo con noi nella nostra recensione!

PULL MY DEVIL TRIGGER

“Se mi chiami ancora una volta Kylo Ren, ti spezzo le gambe!”

L’impianto narrativo di Devil May Cry non è mai stato il cavallo di battaglia della saga ma ha sempre rappresentato un buon espediente per lanciare il giocatore in una letale e stilosissima danza fatta di lame, proiettili e sangue. Anche questo Devil May Cry 5 non fa eccezione, in tal senso. Ritroviamo, infatti, Nero, il protagonista del quarto capitolo della serie, alle prese con un gigantesco albero demoniaco apparso al centro della città.

Giunto sul posto, il nostro ammazza-demoni si troverà al cospetto di una vera e propria invasione da parte di ogni tipo di mostruosità proveniente dagli inferi e dovrà unire le forze con il leggendario Dante e con l’enigmatico V per affrontare Urizen, re di tutti i demoni, una delle creature più potenti e spaventose mai apparse in un capitolo di Devil May Cry. Come dicevamo, la trama non offre spunti particolarmente interessanti ma può contare su un paio di colpi di scena dal notevole impatto che terranno il giocatore incollato allo schermo fino ad un finale al fulmicotone. Già dai primi momenti dell’avventura, comunque, le intenzioni dello sviluppatore sono ben chiare: Devil May Cry 5 rappresenta la maturazione del brand, la sintesi di tanti anni di esperienza, un compendio di tutto ciò che di buono la saga ha saputo offrire nel corso degli anni.

Tutto questo è reso possibile dall’eccellente caratterizzazione dei tre protagonisti e dei molteplici comprimari, ognuno mosso da un particolare obiettivo che andrà a intrecciarsi con quello degli altri, nel corso della storia. Lo ripetiamo, non sarà di certo una delle storie più memorabili che i videogiochi abbiano sfornato in tempi recenti ma sicuramente sarà sufficiente da tenere alta la vostra attenzione per le circa 10/12 ore necessarie a portare a termine la campagna.

JACKPOT!

DmC Pro Skater 6?!

Come di consueto, l’elemento più forte dell’intera produzione e il perno centrale su cui ruota l’intera esperienza di Devil May Cry 5 è sicuramente il gameplay, addirittura più tecnico e raffinato rispetto al passato. Per questo quinto capitolo, infatti, Capcom ha fatto le cose in grande, partendo dalle già ottime basi delle precedenti incarnazioni del brand e espandendole in ogni direzione possibile. Basti pensare al fatto che ci sono ben tre protagonisti a contendersi i riflettori, ognuno caratterizzato da un gameplay profondamente differente rispetto agli altri due. Non ci credete? Analizziamoli singolarmente!

Partiamo da Nero, il giovane cacciatore di demoni già visto all’opera in Devil May Cry 4. A causa di un incidente che non vi anticipiamo, il nostro eroe ha perso il suo Devil Bringer, il braccio demoniaco luminescente su cui si basavano molte delle manovre offensive del personaggio nel precedente episodio di DMC ma, grazie all’intervento di Nico, una simpatica armaiola, nipote della creatrice delle leggendarie pistole Ebony&Ivory di Dante, Nero potrà fare affidamento su un nuovo e potentissimo strumento da combattimento: il Devil Breaker. Quest’ultimo è un braccio prostetico disponibile in varie versioni, ognuna dotata di una funzione specifica che può variare nettamente le combo del nostro ammazza-demoni dai capelli argentei. C’è il Devil Breaker Overture che può sferrare un potente colpo elettrificante verso i nemici, c’è Gerbera, un braccio a propulsione utile a riposizionarsi o a respingere grossi gruppi di avversari, c’è Punch Line, un vero e proprio missile portatile capace di agganciarsi sui demoni e colpirli a ripetizione mentre noi concentriamo la nostra attenzione su altri malcapitati e tanti, tantissimi altri.

Il sistema dei Devil Breaker lascia davvero l’imbarazzo della scelta e potrà essere personalizzato approfonditamente da un menu apposito che ci permetterà di equipaggiare i nostri preferiti. Bisogna fare attenzione a non abusarne, comunque: subire un colpo mentre si usa un Devil Breaker lo farà letteralmente esplodere lasciandoci senza un’importante strumento nel bel mezzo di uno scontro concitato. Oltre ad esso, ovviamente, torna la Red Queen, l’iconica spada con acceleratore di Nero e la potente revolver Blue Rose con cui è possibile costruire una propria, personale sinfonia di morte fatta di acrobazie, salti e colpi letali.

“Let’s dance Baby!”

Passiamo a Dante, il leggendario cacciatore di demoni vestito di rosso, protagonista dei primi tre capitoli della saga. Sprovvisto del Devil Breaker, Dante può offrire l’arsenale più vasto mai visto in un episodio della serie. Oltre alla spada Rebellion e alle doppie pistole Ebony&Ivory, il nostro eroe ha anche a disposizione la doppietta Coyote, l’armatura Beowulf con cui combattere a corta distanza e tanti altri ferri del mestiere che non vi anticipiamo per non rovinarvi la sorpresa. (p.s. Aspettate di vedere cosa diavolo è il Dr.Faust per rendervi conto di quanto possa essere fuori di testa questo titolo, ndr). Ciò che va detto è che, a differenza di Nero, Dante potrà passare da un’arma all’altra in tempo reale per massimizzare i danni delle proprie combo oltre a cambiare dinamicamente lo stile di lotta tramite il D-Pad. Quest’ultimo è indicato in alto a sinistra nello schermo e modificherà radicalmente l’approccio del nostro mezzo demone preferito ai combattimenti. Selezionando lo stile “Trickster” potrete schivare i colpi nemici con la semplice pressione di un tasto, con quello “Gunslinger” potrete sferrare potenti colpi a distanza, con quello “Swordmaster” potrete continuare le combo all’arma bianca con un attacco extra mentre con quello “Royal Guard” potrete sfruttare l’efficacia dei contrattacchi. Si tratta sicuramente del personaggio più entusiasmante da utilizzare nonché quello dotato del gameplay più tecnico e raffinato in assoluto.

Infine, arriviamo a V, la new-entry di questo nuovo capitolo, un enigmatico ragazzo dai capelli neri ricoperto di tatuaggi e dotato di un bastone d’argento. Si tratta, effettivamente, dell’aggiunta più bizzarra e inconsueta mai vista in un capitolo della serie poiché V porta con sé un gameplay totalmente inedito per Devil May Cry. A causa della sua debolezza fisica, infatti, questo misterioso co-protagonista dovrà mantenersi a debita distanza dagli scontri, lasciando i combattimenti ai tre demoni che rispondono ai suoi comandi: Griffon, Shadow e Nightmare. Il primo è un corvo parlante capace di sparare raggi di energia dal becco ed evocare fulmini, il secondo appare sotto forma di pantera e può infliggere enormi danni a distanza ravvicinata mentre il terzo è evocabile riempiendo un’apposita barra posta sotto l’energia vitale ed è un vero e proprio “problem solver” a causa della sua smisurata potenza. V, dal canto suo, dovrà schivare gli attacchi dei nemici per non incorrere in una morte prematura in pochi secondi ma dovrà anche sferrare il colpo di grazia su ognuno di essi, avvicinandosi ad un nemico morente e giustiziandolo con il proprio bastone.

Naturalmente, ciascuno dei protagonisti potrà acquisire nuovi attacchi e abilità particolari spendendo i globi delle anime rosse reperibili sul campo di battaglia o abbattendo i nemici. Si tratta di un gameplay davvero solido e galvanizzante, pieno di tecnicismi e raffinatezze che lo distinguono dalla massa degli hack ‘n’slash tradizionali e che conferiscono a questo Devil May Cry 5 quel valore aggiunto che può elevarlo a vero e proprio capolavoro del genere.


TECNICAMENTE PARLANDO

“Guarda le pistole…Non guardare le tette…”

Dal punto di vista tecnico, Devil May Cry 5 è un mezzo miracolo. Il RE Engine, infatti, riesce a conferire al titolo un aspetto straordinariamente realistico senza rinunciare ai ritmi dannatamente adrenalinici che da sempre contraddistinguono la saga.

I personaggi, i nemici, i loro vestiti, le armi: tutto è realizzato con dovizia di particolari e con una maestria davvero rara nel panorama attuale. Anche il level design, vero e proprio tallone d’Achille di Devil May Cry 4, ha subito un netto restyling ed offre, questa volta, un setting variegato, interessante, ampio e pieno di contenuti come missioni secondarie, collezionabili e tanto altro. Visivamente, i modelli dei personaggi sono tra i migliori presenti sul mercato al momento grazie ad animazioni convincenti, prove attoriali eccellenti e una cura generale incredibile.

Anche la longevità, come dicevamo, si attesta su ottimi livelli grazie a una campagna dalla giusta durata e con una fortissima rigiocabilità garantita dalla possibilità di affrontare ciascun livello nei panni dei tre protagonisti. Ultima nota di merito va assegnata al comparto sonoro fatto di una colonna sonora heavy metal di tutto rispetto che ben si sposa con le varie situazioni che andremo ad affrontare e una campionatura audio di prim’ordine, oltre a un doppiaggio in inglese assolutamente convincente (potremmo sentire Nico e il suo particolare accento parlare per ore, ndr).

CONCLUSIONE

Fruit Ninja…ma con i demoni!

In definitiva, Devil May Cry 5 è la perfetta sintesi di tanti anni di esperienza da parte di Capcom e l’ennesima prova di forza del team nipponico. La spiccata differenziazione tra i tre protagonisti, tre stili di gameplay nettamente diversi tra loro, tutti ugualmente galvanizzanti ed una veste grafica di altissima qualità chiudono il cerchio di un prodotto eccezionale sotto ogni punto di vista. Devil May Cry 5 è esattamente ciò che qualsiasi fan stava aspettando. Per utilizzare le parole del CEO di Capcom USA, Kiichiro Urata: “Capcom is back!”.

0.00
8.9

Trama

8.0/10

Gameplay

9.5/10

Grafica

9.5/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

8.5/10

Pros

  • Gameplay praticamente ineccepibile
  • Graficamente strepitoso
  • I tre protagonisti sprizzano carisma da tutti i pori
  • Tre stili di gioco differenti nello stesso titolo
  • Boss fighti a dir poco memorabili

Cons

  • A livello di trama non fa gridare al miracolo
  • Alcune sezioni sono meno ispirate di altre

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