Darksiders Warmastered Edition (NSW), la Recensione – NO SPOILER

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Moltissime volte abbiamo affermato che, l’essere umano risulta come una delle creature più particolari sulla faccia della Terra. Esso basa gran parte della sua esistenza su principi semplici e sensazioni ancora più basilari, facendo ruotare il “fulcro” della propria vita intorno a degli impulsi naturali, come l’amore, l’odio o la semplice nostalgia. Anche il videogiocatore (più stagionato) basa molti dei suoi ragionamenti sul semplice sentimento della sopracitata nostalgia, cercando spesso di rifugiarsi in essa. Senz’ombra di dubbio, in moltissimi casi il principio del “Si stava meglio quando si stava peggio” funziona. Ma è innegabile anche il fatto che, il processo evolutivo prima o poi, dovrà essere accettato un po’ da tutti, trovando per lo meno un giusto compromesso tra passato e presente.

In questa generazione di console, abbiamo sperimentato questa sensazione di nostalgia sempre più volte, grazie anche alla marea di opere riproposte in maniera costante. Sicuramente durante l’era PS3/X360, siamo stati testimoni di perle nascoste e pilastri che, in qualche modo, si sono “consolidati” anche nell’attuale gen. Ma essendo che molte di queste opere in qualche modo, hanno subito destini a tratti, tragici, è giusto che in qualche modo ci vengano riproposti. Molte volte, dietro una semplice remastered, si nasconde un mondo abbandonato a se stesso che, di base, risulta luccicare più dei diamanti. L’esempio più concreto che ci viene in mente è appunto l’opera che vi stiamo per recensire nelle prossime righe.

Durante il lontano 2010, quasi dal nulla, il team di Vigil Games decise di creare un universo narrativo, combinando una serie di elementi già visti ed apprezzati dai videogiocatori. Tra un sistema di combattimento hack n slash reso famoso da God of War, ad degli dungeon dinamici che offrivano puzzle di difficoltà graduale (molto Zelda-Style) ed infine una narrazione degni dei migliori fumetti “supereroistici”, ecco nascere la saga di Darksiders. Una saga che, purtroppo, nella scorsa generazione subì un brusco arresto, per colpa dei problemi finanziari di THQ. Tuttavia, grazie ai ragazzi di Nordic Games (conosciuti attualmente come THQ Nordic) la famosa saga basata sui 4 cavalieri apocalittici, riuscì a ritrovare la strada sulle console dell’attuale generazione.

Nelle prossime righe andremmo a parlare (ed ovviamente a riscoprire) il primissimo capitolo di Darksiders, che per la prima volta dopo anni, torna nella sua versione “Warmastered” sulla console ibrida della casa di Kyoto. Saranno riusciti i ragazzi di THQ Nordic ad offre un’esperienza “fresca” come quella originariamente proposta nel 2010? Il Nintendo Switch si sarà rivelato all’altezza di reggere questa versione del gioco? Andiamo a scoprirlo insieme, nelle seguenti righe!

Apocalypse Now?

Il ciclo narrativo di Darksiders si presentò all’epoca (e anche oggi), con una storia interessante ma di base, molto lineare. In questo primo capitolo della saga, i giocatori prenderanno i panni di Guerra, uno dei 4 cavalieri apocalittici, destinati a mantenere l’equilibrio tra i due regni (inferno e paradiso) fino all’inevitabile arrivo della fine suprema (ovvero l’apocalisse). Durante le vicende iniziali  del gioco, scopriremo che, il nostro protagonista risulterà colpevole per aver scatenato in anticipo l’apocalisse. Tuttavia Guerra, consapevole di non aver “rotto il patto” iniziale, cercherà di redimersi, cercando i veri colpevoli. La trama proseguirà in maniera molto “dritta”, risultando di base interessante, ma mai veramente sorprendente (oltre qualche colpo di scena verso l’endgame). Ma anche con una trama cosi sui “binari”, Darksiders riuscirà a tenervi incollati agli schermi durante le sue 15/20 ore di gioco, principalmente grazie al suo fantastico gameplay.

Così come la storia, neanche il gameplay presente elementi originali o mai visti prima, tuttavia, in questo preciso contesto, ogni singola meccanica di gameplay vista magari in titoli più famosi, funziona a dovere nell’opera dei Vigil Games. Il gioco cercherà di porsi a metà tra un dungeon-like “zeldiano” ed un Action Hack n Slash alla DmC o God of War. Nel corso della nostra avventura, scopriremo strumenti ed armi che, in qualche modo riusciranno a farci superare sezioni (a prima vista) bloccate. Ogni arma avrà un suo scopo preciso per farci avanzare ed ogni singolo “gadget” si rivelerà utile (e.s. il rampino ci aiuterà a superare grossi precipizi ed il “portal gun” ci aiuterà a creare scorciatoie). Questa varietà di situazioni, renderà il gioco quasi sempre dinamico e vario, spingendo spesso il giocatore ad esplorare ogni singolo angolo della mappa di gioco.

Anche il combat system, che di base risulterà basilare con in qualsiasi Hack n Slash, riuscirà a trovare un giusto equilibrio con le fasi dungeon, rendendo l’esperienza veloce ed mai noiosa. Sicuramente non troverete una varietà immensa di nemici, ma i pochi che ci saranno, riusciranno a creare di tanto in tanto situazioni a dir poco frenetiche. Però se dovessimo trovare il pilastro più resistente del gameplay, quello si potrebbe attribuire senz’ombra di dubbio alle varie boss fight del gioco. Ogni singolo boss risulterà a dir poco ispirato, creando una volta una varietà di situazioni degne dei migliori esponenti del genere.  Anche dopo tutti questi anni, la dinamicità di certe boss fight è riuscita a lasciarci con la mascella per terra, caricandoci d’adrenalina come la primissima volta che provammo Darksiders.

Se c’è un punto dove il gioco pecca, sicuramente risulta nella sua fase di endgame, dove in parte, si nota la poca cura di certi puzzle e certi nemici. Con questa versione remastered, purtroppo, i difetti in questioni sono rimasti presentissimi, rendendo ancora una volta le ultime 2 ore di gioco a dir poco lente. Infinite sezioni di backtracking ed una mancanza di combattimenti sempre più marcata, riducono i ritmi del titolo in maniera drastica, a tratti da dar fastidio al giocatore. Anche la remastered in se risulta a dir poco povera, non offrendo niente di nuovo se non una semplice pulizia grafica. Su Nintendo Switch addirittura, siamo davanti ad un port diretto della versione WiiU, senza l’aggiunta di qualche “gimmick” tipica (come uso degli giroscopi per esempio) della console nipponica. Tuttavia, per il prezzo di soli 30 euro, ci viene anche difficile chiedere una cosa “nuova di zecca”, per di più quando il rapporto qualità/prezzo sembra  a dir poco ottimo.

Tecnicamente Parlando

Darksiders Warmastered Edition si presenta su Nintendo Switch in una maniera pressochè identica a quanto già visto su WiiU. Il gioco offrirà due modalità grafiche che si separeranno tra “Prestazioni elevate” e “Pulizia grafica”. Nella prima, il giocatore potrà sfruttare la risoluzione di 720p (o 1080p in docked mode) ed i 60 FPS con il compromesso della mancata pulizia grafica (ogni texture sembrerà molto più sgranata e poco definita). Per quanto riguarda la seconda modalità, la risoluzione rimarrà sempre sui 720/1080p, ma riducendo il framerate a metà. Tuttavia, nella seconda modalità, il gioco risulterà molto più “liscio” graficamente offrendo le texture in altra definizione ed un AA molto più marchiato.

Noi abbiamo scelto la modalità prestazioni essendo che, in moltissimi casi i 30fps non risultavano per niente stabili, rendendo qualche sezione a dir poco ingestibile. C’è da precisare tuttavia che, nemmeno i 60 FPS non risulteranno sempre granitici, scendendo fino a picchi di ben 40 fps. Inoltre, siamo stati testimoni anche di qualche frame-freeze sporadico durante le sezioni più caotiche del gioco. Sicuramente, tecnicamente si poteva osare un pelo di più essendo che Switch avrebbe le potenzialità per far girare in maniera più fluida il titolo.

Sotto il punto di vista del comparto audio, c’è relativamente poco da dire (o da lamentarsi) essendo che la soundtrack risulta anche oggi molto bella da sentire. Anche il doppiaggio si dimostra ancora dopo anni, valido ed intrattenente, regalandoci dei personaggi ben caratterizzati. Non saremmo mai su livelli “capolavoristici” ma il comparto audio riuscirà a fare la sua sporca figura, anche se soffrirà anch’esso di qualche singhiozzo qua e la (certe sezioni rimangono senza musica senza un apparente motivo).

In conclusione

Darksiders Warmaster Edition in accoppiata con il Nintendo Switch risulta una mossa a dir poco vincente. Anche a distanza di tutti questi anni, il gioco sembra essersi mantenuto su ottimi livelli diventando un po’ come un buon vino vecchio. La nostra esperienza generale con il gioco (originariamente creato) dei Vigil Games si è dimostrata ancora una volta fresca ed ottima, anche dopo tutto questo tempo.

Sicuramente Darksiders Warmastered Edition è un must buy assoluto per chi non ha mai sperimentato questa saga, ma anche per coloro che vogliano rivivere l’esperienza in versione portatile. Grazie al prezzo a dir poco irrisorio, Darksiders risulta accessibile fin da subito a tutti i tipi di portafogli. Noi speriamo caldamente di vedere anche i prossimi capitoli della saga sulla ibrida di casa Nintendo così da rivivere in totalità l’avventura iniziata con Guerra!

7.5

Gameplay

8.5/10

Trama

7.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

7.5/10

Pros

  • Giocato in modalità portatile diventa una vera droga
  • Il gameplay è invecchiato davvero bene...
  • Ottimo rapporto qualità/prezzo

Cons

  • Nessuna nuovità di rilievo
  • ...ma l'endgame soffre ancora di qualche sbavatura
  • Certi cali di frame minano l'esperienza generale

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