Darksiders III, La Recensione – NO SPOILER

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Nel mondo dei videogiochi, creare un buon titolo non equivale necessariamente a un successo nelle vendite. Lo sa bene THQ, celeberrimo developer e publisher che, nel corso degli anni, ha prodotto una serie di giochi dalle indubbie qualità ma che, per un motivo o per l’altro, non hanno sempre rispettato le aspettative di vendita dell’azienda. D’altronde si sa, la produzione di videogame tripla-A comporta costi elevati e anche un solo titolo che non riesce a piazzare il giusto numero di copie rischia di far crollare l’intero castello di carte, mettendo la parola fine ad una serie o, peggio, decretando la chiusura del suo team di sviluppo.

È stato il caso, ultimamente, di TellTale Games, storico developer responsabile di saghe episodiche Tales from the Borderlands, The Wolf Among Us o l’eccellente The Walking Dead che, nonostante i numerosi riconoscimenti di eccellenza ricevuti da critica e pubblico, non è mai riuscita a monetizzare a sufficienza dai propri titoli arrivando alla chiusura per bancarotta. Una storia che ci ha riempito di tristezza e che fa davvero riflettere sulla situazione del mercato videoludico moderno. A THQ è toccata una sorte analoga, in linea di massima, con una serie di IP di ottima fattura che, purtroppo, non sono riuscite ad affiancare l’ottima ricezione da parte dei giocatori con un giusto successo commerciale. Una delle saghe più apprezzate tra quelle del publisher americano era sicuramente quella di Darksiders, popolare serie action-RPG con un’ambientazione peculiare, una direzione artistica memorabile ed un gameplay ben strutturato.

Il primo episodio di Darksiders narrava le vicende legate a Guerra, uno dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse, mandato sulla Terra per riportare l’equilibrio tra le forze del Paradiso e quelle dell’Inferno impegnate in un aspro conflitto rimanendo, però, coinvolto in una serie di intrighi e tradimenti che lo faranno accusare ingiustamente di essere la causa dell’Armageddon. Dopo qualche anno è arrivato anche il seguito, Darksiders II che, dal punto di vista della trama, si collocava parallelamente al primo capitolo con il secondo dei Cavalieri, Morte, impegnato in una crociata personale per dimostrare l’innocenza del protagonista del primo Darksiders. Le deludenti prestazioni di vendita, tuttavia, costrinsero THQ a interrompere la saga proprio sul più bello (soprattutto visto il finale, ndr) e, di li a poco, a chiudere definitivamente i battenti.

Nel 2013, infatti, THQ ha cessato di esistere mettendo a serio rischio il futuro di tutte le sue IP più famose. Fortunatamente, però, il publisher europeo Nordic Games ha acquisito gran parte delle proprietà intellettuali dell’ormai defunta compagnia americana, cambiando successivamente nome in ‘THQ Nordic‘, in modo da dare una certa continuità alla produzione di quelle serie. Dopo sei anni di silenzio, quindi, sta per arrivare il nuovo capitolo di Darksiders che, come una fenice che risorge dalle sue ceneri, torna a parlarci dell’Apocalisse, dei Cavalieri e di tutto quel mondo affascinante creato dal brand nel corso del tempo. Abbiamo giocato a fondo Darksiders III e siamo pronti a parlarvene. THQ Nordic e Gunfire Games saranno riusciti a produrre un capitolo all’altezza dei due meravigliosi predecessori? Scopritelo con noi nella nostra recensione!

SERVIRE IN PARADISO…

La trama di Darksiders III si svolge ancora una volta in parallelo rispetto ai due capitoli precedenti. La Terra è ancora nel caos, lo scontro tra Paradiso e Inferno ha ridotto il globo sull’orlo della devastazione e i Quattro Cavalieri sono ancora divisi: Guerra è in catene, Morte e Conflitto sono impegnati nelle loro missioni mentre l’ultima, Furia, viene convocata dall’Arso Consiglio per risolvere un’altra crisi che rischia di sconvolgere ulteriormente gli equilibri tra le forze angeliche e quelle demoniache. Qualcuno, infatti, ha sguinzagliato delle creature potentissime, i Sette Peccati Capitali, sulla Terra e alla nephilim Furia, sorella minore dei Cavalieri, viene assegnato il compito di dargli la caccia ed eliminarli una volta per tutte.

Nel corso della sua avventura, tuttavia, Furia scoprirà una serie di cospirazioni che la costringeranno a lottare contro forze ben più grandi di lei per preservare l’onore dei Cavalieri dell’Apocalisse e le sorti stesse dell’universo. Non proseguiamo oltre nella narrazione della trama del gioco per non rovinarvi il piacere della scoperta ma possiamo dirvi che siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla quantità di dettagli e colpi di scena presenti nel corso dell’avventura che vi terranno incollati allo schermo fino alle ultime battute per scoprire il fato destinato alla nostra nephilim, grazie anche a un paio di trovate registiche davvero azzeccate. Spendiamo qualche riga per parlare proprio di Furia. Si tratta di un personaggio davvero interessante che prosegue la tradizione dei Darksiders di proporre protagonisti variegati e abbastanza diversi in termini caratteriali.

Abbiamo avuto dapprima il possente guerriero Guerra, poi l’implacabile necromante Morte ed ora siamo al cospetto della feroce maga Furia, impulsiva, rabbiosa e letale. È un personaggio ben scritto e piuttosto approfondito che viene additato più volte nel corso dell’avventura come “la più debole e insignificante dei Cavalieri” ma che, in più occasioni, si è dimostrata caparbia e capace di affrontare minacce ben più grandi di quanto fatto dai sue due fratelli, al punto da non sfigurare con la già ottima caratterizzazione dei protagonisti dei giochi precedenti.

…O REGNARE ALL’INFERNO?

La formula ludica di Darksiders III, pur presentando molti punti in comune con i capitoli precedenti, se ne distacca notevolmente sotto un gran numero di aspetti. Il team di sviluppo, infatti, ha tratto evidentemente ispirazione da una delle saghe action-RPG più di successo dell’ultimo decennio, quella dei Souls di From Software e, di conseguenza, il nuovo Darksiders ne ha preso in prestito molti dei canoni tipici.

Partiamo dal parlare della struttura del mondo di gioco che, contrariamente a quanto avevamo visto nei primi due episodi, adesso è costituita da un’unica, enorme ambientazione, in cui è possibile muoversi liberamente ma che ci richiederà di sbloccare abilità e oggetti particolari per procedere nelle varie direzioni. In sostanza, non avremo quasi mai la possibilità di scegliere autonomamente il percorso da intraprendere e il gioco, fondamentalmente, è un’esperienza lineare legata a doppio filo con l’impianto narrativo. Niente free-roaming, quindi, ma solo una grossa mappa esplorabile pezzo dopo pezzo, secondo l’ordine previsto dello sviluppatore.

Per orientarsi nelle varie zone della mappa è sempre presente una comoda bussola sulla parte superiore dello schermo che indica in tempo reale la direzione del prossimo boss da affrontare e abbattere. L’influenza dei Souls è visibile anche nella gestione del livello della nostra protagonista che dovrà raccogliere le anime delle creature che eliminerà nel suo cammino ed incanalarle in punti pre-stabiliti con una funzione simile a quella dei falò nella serie di From Software. In queste aree, che fungeranno anche da checkpoint, incontreremo Vulgrim, il mellifluo demone già apparso nei primi due capitoli, il quale, oltre a farci salire di livello in cambio delle anime, potrà venderci una serie di oggetti utili come pozioni per l’energia vitale, potenziamenti temporanei dei danni e tanto altro. Vulgrim, inoltre, è il guardiano dei Varchi Serpentini, portali per il teletrasporto che ci consentiranno di viaggiare velocemente tra le varie zone che compongono il mondo di gioco. Torna anche Ulthane, il gigante buono che si occuperà di potenziare il nostro equipaggiamento in cambio di alcuni oggetti reperibili sul campo di battaglia (suddivisi in Scheggia, Frammento e Pezzo di Adamantite… vi ricorda qualcosa? ndr).

L’albero delle abilità visto in Darksiders II è stato completamente rimosso in favore di un sistema molto più semplificato che ci permetterà di spendere i punti abilità in tre categorie: Energia Vitale, Danno Fisico e Danno Arcano che, rispettivamente, aumenteranno il quantitativo di vita a nostra disposizione, i danni inflitti dalle nostre armi e quello delle mosse speciali. Il combat system di Darksiders III, inoltre, rappresenta una versione ridotta ai minimi termini di quello dei giochi di From. C’è un tasto dedicato al lock-on dei nemici, uno alla schivata, uno all’attacco base con la frusta caratteristica di Furia e uno a quelli speciali legati alla Forma assunta dalla nostra protagonista. Una delle novità più interessanti di questo nuovo capitolo, infatti, è la rimozione dell’enorme arsenale di armi visto nel primo e, soprattutto, nel secondo episodio della saga, sostituito da 4 Forme elementali che si sposano alla perfezione con la vocazione da maga della nostra (anti)eroina. Queste ultime, intercambiabili con la pressione di un tasto, forniscono armi e abilità uniche, utili anche per la risoluzione dei molteplici enigmi ambientali che incontreremo sul nostro cammino.

La raffinatezza e i tecnicismi della saga di From, però, non sono stati trasposti con la stessa accuratezza e Darksiders III soffre di una serie di leggerezze che rendono il sistema di combattimento meno preciso e divertente di quanto ci aspettassimo. Prima tra tutte, la schivata che ha una finestra di invincibilità davvero troppo breve per essere eseguita alla perfezione, lasciandoci spesso in balia dei ferocissimi nemici che popolano l’universo di gioco o facendoci colpire da una mossa nemica che eravamo sicuri di aver evitato con successo. Anche il sistema di combo, basato sul cambio di ritmo nella pressione dei tasti per l’esecuzione di mosse più complesse, non ci ha convinti appieno al contrario delle abilità della protagonista che risultano variegate, divertenti da utilizzare e tutte piuttosto efficaci.

A causa di questi elementi, Darksiders III risulta essere un gioco nettamente più difficile dei precedenti, anche per via della presenza di mostri e creature decisamente più letali che in passato. Ogni scontro, infatti, in modo analogo con quanto accadeva nei Souls, va affrontato con la massima prudenza in quanto anche gli avversari apparentemente più insignificanti potrebbero eliminarvi in pochi colpi. Presente, ancora una volta, la Forma Caotica, un’abilità attivabile con la pressione di un grilletto e di un tasto dorsale una volta riempito l’apposito indicatore, che scatena tutta la potenza di Furia, permettendo al giocatore di infliggere danni enormi ai nemici recuperando salute allo stesso tempo. Parliamo, infine, dei boss, tutti realizzati splendidamente in termini di artwork e dotati di pattern di attacchi e difesa che sarà necessario imparare a memoria per avere la meglio su di loro. Anche qui, comunque, l’ispirazione è chiarissima.

A WORLD IN FLAMES

Dedichiamo un paragrafo apposito al mondo di gioco di Darksiders III, probabilmente uno degli elementi più riusciti dell’intera produzione. Le ambientazioni che compongono il nuovo titolo di THQ Nordic e Gunfire, infatti, sono ricchissime di segreti, oggetti nascosti e, addirittura, di boss opzionali, creature incredibilmente potenti che, una volta sconfitte, ci ricompenseranno con oggetti rari e utili al potenziamento del nostro equipaggiamento. Buoni anche gli enigmi ambientali, variegati e interessanti anche se, a volte, anche troppo cervellotici e complicati.

Peccato solo per il posizionamento scellerato dei checkpoint che più volte ci costringerà a ripetere grosse porzioni del gioco dopo essere stati eliminati. Ah, e ve l’abbiamo detto che sarà necessario recuperare le anime che avevamo accumulato, nel caso venissimo uccisi, tornando nel punto della nostra morte? In che gioco avevamo visto qualcosa di simile?

TECNICAMENTE PARLANDO

Dal punto di vista tecnico, Darksiders III ha molti punti alti ma anche qualche basso. Se da una parte troviamo una direzione artistica di prim’ordine con un’attenzione particolare ai dettagli sui modelli dei personaggi, delle ambientazioni, dei boss e anche degli avversari standard, invero presenti in notevole varietà, dall’altra abbiamo delle performance parecchio altalenanti, con alcuni scontri che fanno calare il frame-rate ben al di sotto dei 30fps.

In aggiunta a questo c’è un fastidiosissimo fenomeno di caricamento tra le varie zone che si innesca senza soluzione di continuità e che blocca completamente l’azione molto di frequente, anche nel bel mezzo di un combattimento. La colonna sonora e il doppiaggio in inglese sono, invece, di ottima fattura e la longevità si attesta ben al di sopra delle 15 ore. Una curiosità: la prima cutscene del titolo, dalla durata di una decina di minuti è completamente doppiata in italiano mentre tutto il resto del gioco è in inglese con i sottotitoli. Non riusciamo davvero a spiegarci il perché.

IN CONCLUSIONE

Darksiders III è un buon gioco, niente di più, niente di meno. È un titolo dotato di una componente artistica di prim’ordine che attinge a piene mani da una delle saghe videoludiche più di successo degli ultimi tempi per creare un prodotto tutto sommato divertente e interessante. L’intreccio narrativo è di buona fattura, così come il doppiaggio in inglese e gli effetti sonori e la protagonista è risultata più carismatica di quanto ci aspettassimo.

Peccato per alcune problematiche tecniche che intaccano la godibilità del titolo, soprattutto nelle scene più concitate ma per il resto si tratta del ritorno di una delle serie più apprezzate della scorsa generazione. Se amate il genere e siete rimasti affascinati dal mondo creato da THQ e Vigil Games, la nuova opera di THQ Nordic e Gunfire Games non vi deluderà. Il Patto non è ancora stato infranto.

7.4

Trama

7.5/10

Gameplay

7.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

8.0/10

Pros

  • Trama interessante e ricca di colpi di scena
  • Protagonista carismatica
  • Direzione artistica di prim'ordine

Cons

  • Sistema di combattimento poco raffinato
  • Qualche problema tecnico di troppo
  • Avrebbe meritato una maggiore cura generale

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