Apex Legends, la recensione

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Luca Paura
Sin da piccolo, la bravura nella nullafacenza lo ha portato ad appassionarsi alla scrittura e ai videogames, che lo hanno portato così ad entrare in mondi fantastici e straordinari da esplorare, fino a quando non si è buscato una freccia nel ginocchio.

Sin da piccolo, la bravura nella nullafacenza lo ha portato ad appassionarsi alla scrittura e ai videogames, che lo hanno portato così ad entrare in mondi fantastici e straordinari da esplorare, fino a quando non si è buscato una freccia nel ginocchio.

Ormai il genere che sta monopolizzando il mondo del gaming moderno è sicuramente il Battle Royale. Grazie anche al successo planetario di Fortnite e Playerunknown’s Battlegrounds molte software house e publisher stanno tentando di entrare in questo mondo, come Activision con il suo Black Ops 4 e la modalità Blackout o Eletronic Arts con la futura Firestorm di Battlefield 5.

Eppure, quest’ultima ha deciso di anticipare i tempi, commissionando a Respawn Entertaiment un battle royale un po’ diverso dal solito e i creatori di Titanfall, dopo vari rumor e indiscrezioni, hanno rilasciato dopo una diretta di presentazione il nuovo Apex Legends.

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Titanfall ibridato a Overwatch e Fortnite

Ciò che subito salta all’occhio, soprattutto per qualcuno che ha toccato con mano i giochi precedenti di Respawn, ovvero i Titanfall, è sicuramente il gameplay, del tutto identico ai titoli già citati, ma con l’aggiunta di alcune caratteristiche tipiche di altri titoli come Overwatch. 

Apex Legends, infatti, introduce le Leggende, ovvero dei personaggi con abilità specifiche che possono essere sfruttati in modo tattico per creare situazioni di vantaggio o di supporto per i propri compagni (a differenza di altri Battle Royale, il gioco di squadra è fondamentale per vincere la partita) e scontri molto avvincenti. Inoltre, un altro elemento di massima importanza, è conoscere tutte le armi e tipi di munizioni presenti nel gioco, in modo da dividere i bottino con i compagni ed assegnare i ruoli più adatti ad ognuno.

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Al momento, i personaggi disponibili sono 8: Bloodhound, Gibraltar, Lifeline, Bangalore, Wraith, Pathfinder, Caustic e Mirage, tutti ovviamente con una loro storia che spiega perché sono diventati leggende e dove hanno appreso le loro abilità da combattenti.

Come già confermato dagli sviluppatori, grazie al rilascio di una roadmap, arriveranno anche altre leggende che non solo andranno ad ampliare il roster di personaggi, al momento piuttosto limitato, ma anche l’intera lore del gioco, che andrà poi a incastrarsi nell’universo narrativo di cui fa già parte, ovvero quello di Titanfall.

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Parlando della mappa di gioco, a differenza della concorrenza, quest’ultima è molto più piccola e contiene un massimo di 60 giocatori divisi in 20 squadre da tre elementi, ma sopperisce questa mancanza con numerosi passaggi sotterranei e una verticalità ereditata da Titanfall grazie alla presenza di numerose Zip-Line, ovvero delle corde su cui i giocatori possono arrampicarsi per raggiungere luoghi altrimenti irraggiungibili, che permettono di percorrere velocemente grosse parti di mappa o di sfruttarle nel combattimento.

Ovviamente, come in ogni Battle Royale, i giocatori vengono catapultati nell’area di gioco da un aereo, ma con una differenza: l’introduzione della figura del Jumpmaster, ovvero colui che decide quando e dove saltare. Una volta che il Jumpmaster avrà deciso una destinazione, che potrà anche essere suggerita dai compagni, inizierà la discesa della squadra verso la destinazione scelta. Si potrà anche saltare in solitaria ma, come già accennato prima, essendo questo un gioco che punta alla collaborazione coi compagni e al lavoro di squadra, giocare come Lupi Solitari penalizza non poco i giocatori che decidono di utilizzare questo approccio.

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Grafica e Loot

Tra le prima note dolenti, comunque migliorabile nel corso del tempo, c’è sicuramente il Loot: quest’ultimo infatti è disposto nelle varie zone più importanti e grandi della mappa, dove di solito i team di giocatori si incontrano per la prima volta con conseguenti scontri a fuoco per accaparrarsi il bottino, mentre nelle zone più piccole molto spesso capita di non trovare nulla o solo granate e munizioni e nessuna arma e questo può portare alla conclusione repentina della partita, nonostante l’attacco corpo a corpo sia abbastanza potente da mandare KO un avversario con un paio di colpi.

Come nella maggior parte dei Battle Royale sul mercato, il loot è suddiviso in colori, che vanno dal più comune (Bianco) ai più rari e potenti (Blu, Viola e Giallo) e può essere composto da diversi oggetti che vanno dai mirini per le armi, armature ed elmi, scudi per proteggersi dagli spari dopo essere andati KO, vari tipi di granate (tra cui uno shuriken molto simile a quello del protagonista di Dark Sector) ed i classici kit medici, siringhe e ricariche per le armature.

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Parlando più nello specifico delle armi, Apex Legends presenta un parco armi piuttosto variegato, tra pistole leggere e pesanti, mitragliette, fucili d’assalto, da cecchino e mitragliatori pesanti, tutte compatibili con certi tipi di munizioni (che si suddividono in munizioni leggere, pesanti, energetiche e cartucce).

Ovviamente alcune armi risultano palesemente migliori di altre, in particolare il Peacekeeper, sicuramente il fucile a pompa più forte del gioco (forse fin troppo) che necessiterebbe un bilanciamento migliore. Quest’ultimo, infatti, può ribaltare completamente le sorti di uno scontro, riuscendo a eliminare con un colpo solo l’avversario anche se è dotato dell’armatura migliore.

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Parlando invece del motore grafico, Apex Legends utilizza il medesimo di Titanfall 2, ovvero una versione pesantemente modificata del Source Engine, e nonostante qualche calo nei momenti più concitati(sistemabile tramite patch), il frame rate risulta stabile sui 60 frame al secondo e la grafica, un misto tra il cartoonesco di Borderlands e lo stile grafico di Titanfall, riesce a essere molto gradevole alla vista, che potrebbe anche farci perdere nei dettagli che in un free-2-play sono solitamente trascurati.

Ultimo ma non meno importante, il sonoro, ben equalizzato e mixato che permette di sentire i vari spari in lontananza e capire dove si trova l’avversario semplicemente ascoltando i suoi passi, fattore molto importante in questi tipi di giochi e che solitamente lascia il tempo che trova, diventando fattore di frustrazione non da poco.

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In conclusione…

Apex Legends riesce a distinguersi nel panorama ormai saturo dei Battle Royale grazie a una formula di gioco innovativa, prendendo i punti forti del genere e mescolandoli alle caratteristiche tipiche di altri titoli, Overwatch in primis, riuscendo ad equilibrare il tutto.

Quest’ultima fatica di Respawn Entertaiment quindi, grazie a questa formula vincente, potrebbe essere destinata a durare per molto tempo.

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Apex Legends

8.1

Gameplay

8.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

8.0/10

Contenuti

7.5/10

Longevità

9.0/10

Pros

  • Gameplay frenetico e divertente
  • Frame rate stabile

Cons

  • Spawn del Loot migliorabile
  • I server non sono sempre stabili

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