Ace Attorney Trilogy, la Recensione – NO SPOILER

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Salvo Privitera
Appassionato da sempre di videogiochi, serie tv e film. Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta cercando di evitare gli spoiler per tutta la roba che ho ancora da recuperare. E fidatevi, ne ho tanta.

Appassionato da sempre di videogiochi, serie tv e film. Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta cercando di evitare gli spoiler per tutta la roba che ho ancora da recuperare. E fidatevi, ne ho tanta.

I videogame sono capaci di farci assumere le più svariate avventure e ruoli: dall’esplorazione spaziale alla trincea della prima guerra mondiale, fino a qualche rivisitazione storica in cui il mondo viene conquistato dai fascisti o, come nel caso del gioco in sede di recensione, ci fa diventare avvocati.

Ace Attorney Trilogy, ci porterà infatti in tribunale (non in senso letterario fortunatamente), facendoci vivere una serie di avventure molto particolari, partorite dalla mente di Shu Takumi, che è diventato fin da subito un successo di critica e pubblico.

La serie nasce infatti come un gioco prettamente portatile, prima sul
GameBoy Advance e poi trasportato sulle altre console “da tasca” di Nintendo, fino al 3DS. Per la prima volta in assoluto, la serie sbarca anche su console fisse e Pc, in una trilogia che racchiude i primi tre titoli della serie principale. Mettetevi comodi perché la recensione sta per iniziare, e ricordatevi che quello che leggerete sarà “Tutta la verità, nient’altro che la verità”.

OBIEZIONE VOSTRO ONORE!

Il gioco è a tutti gli effetti una visual novel, un genere appositamente giapponese che miscela alcuni elementi delle avventure grafiche atte però a raccontare una storia, rendendoli da questo punto di vista, molto simili agli anime.

Questa trilogia contiene, come detto prima, i tre giochi principali della saga, Ace Attorney, Ace Attorney: Justice for All, Ace Attorney: Trials and Tribulation, che ci terranno impegnati per molte ore; ci sono 5 casi per ogni capitolo e ogni caso porterà via circa 2/3 ore.

Il gioco ci mette nei panni di Phoenix Wright, un avvocato alle prime armi che dovrà far prevalere la giustizia, molte volte oscurata o semplicemente non rispettata, in tantissimi casi “senza speranza”, toccherà a noi dimostrare la non colpevolezza del nostro cliente, e cercare la verità.

L’opera Capcom infatti ci presenterà situazioni ben congegnate e scritte, studiate nel minimo particolare. Per molti versi ci sembrerà di essere all’interno di un romanzo di Sir Arthur Conan Doyle, nei panni del suo Sherlock Holmes, ma visto lo stile grafico, siamo più vicini ad una puntata del Detective Conan.

Il gioco offrirà tantissimi colpi di scena, degni della migliore opera narrativa, e personaggi tutti efficacemente caratterizzati, dai comprimari ai personaggi di contorno.

ORDINE IN AULA, ORDINE!

Iniziamo subito col dire che questo Ace Attorney ci metterà davanti a due fasi distinte e separate; la prima è la fase d’investigazione, il momento in cui cercheremo indizi e interrogheremo i testimoni, per raccogliere testimonianze e prove da usare in tribunale. Durante questa fase ci toccherà esplorare le mappe di gioco (che verranno sbloccate man mano si va avanti nell’indagine), per riuscire a trovare delle prove concrete, ascoltando le testimonianze dei vari personaggi sparsi per la mappa o raccogliendo indizi, attraverso un puntatore che si andrà ad evidenziare una volta che ci posizioneremo su un’elemento interagibile.

Ma il vero piatto forte della produzione, sono le parti in tribunale. Durante queste parti il gioco ci metterà davanti tutta la profondità del sistema, che è riuscito in diversi momenti a farci sentire dei veri avvocati, con tutti i pro e contro del caso. Una volta fatto sedere il testimone infatti, ci toccherà analizzare le sue parole, cercando in qualche modo, o con le prove o approfondendo un particolare poco chiaro nella sua deposizione, di trovare il vero colpevole.

Ci saranno anche delle scelte multiple durante la seduta, che apriranno o chiuderanno delle possibilità di approccio per il caso.

Non avremo possibilità infinite, visto che dopo una manciata di obiezioni senza senso o prove inutili (una barra in alto indica quante gaffe possiamo fare), il gioco ci darà un game over. Ma come nel mondo reale, si possono seguire diverse piste in tribunale, seguendo quella sbagliata, d’un tratto si potrebbe far cadere il castello di carte creato, e viceversa, una prova apparentemente inutile, potrebbe riaprire il caso.

Non giocheremo da soli ovviamente, anche l’altra parte ha la sua difesa, che risponderà a tono ogni qualvolta faremo delle domande non inerenti con il caso o mostreremo qualche insicurezza sulle prove, mettendoci i bastoni tra le ruote, a volte anche in modo subdolo.

Gli episodi sono tutti differenti, e riescono sempre a variare le situazioni e personaggi che ci troveremo davanti. La trama segue comunque un filo narrativo comune, che crescerà in ogni caso, e farà crescere anche determinati personaggi.

Vogliamo sottolineare che il gioco non è un simulatore di sentenze di tribunale, e anzi, molte volte se ne discosta completamente, avvicinandosi alla suo stile “anime”, in un sistema giuridico molto semplificato e differente rispetto al mondo reale, giovandone in termini di intrattenimento e divertimento.

TECNICISMI

Uno dei tecnicismi che abbiamo sicuramente notato è il fatto che i testi del gioco sono solo in inglese. Durante il gioco si dovrà analizzare attentamente ogni singola parola, frase e situazione, per questo motivo, è consigliabile, avere una buona conoscenza della lingua anglofona per riuscire a giocare, in caso contrario, armatevi di buona pazienza e di Google Traduttore e gustatevi il gioco, i dialoghi tanto non scompariranno mai, visto che sarete voi a decidere quando farli andare avanti.

Per quanto riguarda la grafica, si vede che il gioco è un porting, non tanto per la qualità grafica, che si mantiene di alto livello per quanto riguarda scenari e personaggi splendidamente disegnati (anche se dobbiamo sottolineare il fatto che gli scenari sono solo uno sfondo), ma per l’interfaccia di gioco molto spartana; ogni singola azione (parlare, spostarsi, esaminare, dare oggetti) dovrà infatti essere effettuata attraverso un menù alla base dello schermo, anche se l’azione più scomoda è senza dubbio il movimento.

I “momenti salienti” vengono accentuati con delle bellissime animazioni, mentre le espressioni dei personaggi riescono a farti capire lo stato d’animo (esattamente come un anime).

PER FINIRE

Insomma, se siete alla ricerca di un’avventura che possa mettere alla prova la vostra intelligenza e acutezza (e soprattutto una buona conoscenza dell’inglese) Ace Attorney Trilogy è il gioco che fa per voi. Sicuramente questa piccola trilogia, pur sempre con le sue pecchè, riuscirà a tenervi incollati agli schermi per un buon numero di ore.

Ace Attorney Trilogy

7.6

Gameplay

8.0/10

Trama

8.5/10

Grafica

6.5/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

8.0/10

Pros

  • Ottima longevità
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Tanti colpi di scena e situazioni fuori di testa
  • Ottimo rapporto qualità/prezzo

Cons

  • Il gioco è solamente in inglese
  • Interfaccia spartana

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